Illamasqua: quando l’inspirazione incontra il marketing (e si fa rossetto)

Illamasqua: la storia di un brand che ha avuto e ha grande successo: quando marketing e ispirazione diventano cosmetica.

Oggi parliamo di un brand cosmetico decisamente non convenzionale, che ha saputo e voluto rompere con i classici schemi comunicativi, rivolgendosi a un pubblico differente, attraverso una comunicazione forte, evocativa e decisamente non tradizionale. 

Illamasqua nasce nel 2008, con un approccio radicalmente differente: dal packaging alle storie alle modelle utilizzate. Pur rivolgendosi a quelle che vengono chiamate “sub-culture” ha adottato una comunicazione patinata e raffinata, di grande eleganza ed impatto. Da subito l’attenzione ai social è stata enorme: basta guardare alla storia di chi, grazie al suo blog, ha trovato lavoro in Illamasqua per molti anni, occupandosi proprio di social.

E forse non è un caso perché tra i fondatori di Illamasqua c’è anche il fondatore di Propaganda, una delle più note agenzie di marketing londinese. In questo senso Illamasqua diventa un case study sotto molti aspetti.

Quello che racconta Illamasqua è un mondo dove la cosmesi ispira e fa sognare, dove le regole vanno capovolte e trasformate. Importa poco se alcune delle proposte siano difficilmente portabili nel quotidiano. Importa la sensazione, l’emozione che quel make up sa ispirare. Il desiderio di essere fieramente sé stessi e di farlo- anche- attraverso un rossetto.

Ogni campagna ha una storia forte e potente, usa linguaggi insoliti per mondo della cosmesi: i prodotti sembrano essere quasi solo uno strumento dei possibili strumenti narrativi a disposizione per raccontare e l’attenzione è tutta sulla parte emotiva della storia.

Ed è forse proprio per questi motivi che Illamasqua ha avuto un successo così rapido, diventando un brand di culto per tutte, anche le clienti “classiche” del mondo del makeup. Parlare di makeup senza parlare dei prodotti, lasciare che le storie e ancora di più le emozioni e i sentimenti fossero i protagonisti delle loro campagne le ha rese capaci di parlare a pubblici diversi, senza perdere la potenza del messaggio.

Personalmente faccio molta fatica a mantenere un tono “neutro” parlando di loro: proprio perché hanno toccato corde estremamente emotive, quando si amano, si amano molto. E’ forse il solo brand che conosco che punta in maniera davvero forte ed esplicita sull’emotività della cosmesi, sull’utilizzo del make up come espressione di sé stessi (non a caso il claim è “Make up for your alter ego”).

Il loro supporto alla fondazione Sophie Lancster (una ragazza di 20 anni, morta nel 2007 in seguito a un aggressione scatenata dal suo look poco convenzionale) o le loro proposte di make up per 60enni sono solo due dei molti esempi che si potrebbero fare di come questo impegno sia costante.

Stiamo insomma parlando di un brand che ha saputo comunicare un vero e proprio manifesto artistico, una visione del mondo. E che di questa ispirazione, di questo atteggiamento ha fatto la sua cifra stilistica forse anche più, e sicuramente prima, dei loro prodotti. Un modo davvero nuovo e innovativo di vivere la comunicazione nel mondo della cosmesi, estremamente moderno.

Non a caso hanno spesso usato i social per puntare l’attenzione sui contenuti e non sui prodotti. Non a caso hanno iniziato a collaborare con Blogger e Youtuber quasi in contemporanea con il loro lancio sul mercato.

E’ estremamente interessante leggere le parole di un loro Social Media Manager:

I thought that honest blogger reviews were genius so I sent off a few Illamasqua samples to some beauty bloggers […]. Suddenly we were getting all this extra traffic to our website and it kept crashing. After being featured on Temptalia’s blog there was such a surge of interest and it prompted Sephora to get in touch with us – just 5 months after we launched”

Un concetto chiaro e onesto, espresso ancora più chiaramente. Una sinergia di interessi e uno scopo dichiarato (e ottenuto), senza alcuna manipolazione nascosta. Questo a dimostrazione che non solo di sogni e poetiche foto surreali stiamo parlando ma di mercato e vendite e acquisti e che di certo i fondatori non hanno visto il successo arrivare inaspettato: è stato costruito e voluto.

Ma che anche una storia così può essere raccontata da foto poetiche e surreali.

 

Tweet: yourbrand.camp

Illamasqua: in bilico tra sogno e marketing. 
#Bellezza #Ispirazione #Marketingnonconvenzionale #YBC @Ornatumulierum

 

 

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Elena Colasante

Impiegata, sfrenata amante di rossetti (e sorrisi), Elena Colasante- in rete Hermosa- apre un blog per condividere le sue passioni. Ad oggi, sono aumentate: ama sempre sorrisi e rossetti, ma anche i Social Media.

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