Come ottimizzare il tuo travel blog (e iniziare a guadagnare)

Hai creato il tuo travel blog? Perfetto, questa è la scelta giusta. Ora però lo devi ottimizzare per puntare verso un obiettivo chiaro: monetizzare. Ecco qualche consiglio utile.

 

Il tuo travel blog è online, adesso devi iniziare a scrivere. E lo devi fare pensando prima di tutto alla qualità della narrazione. Non stai scrivendo recensioni di telefonini, stai raccontando un viaggio. Il tuo viaggio. Per questo devi puntare prima di tutto a un approccio empatico.

Sì, questo è il primo consiglio per ottimizzare il tuo travel blog: punta sulle emozioni, incrociale con le informazioni necessarie al pubblico per organizzare un viaggio. Ma non limitarti al dato nudo e crudo. Le persone vogliono sognare, vogliono immaginarsi il luogo dove andranno in vacanza.

Quindi è indispensabile proporre un approccio basato sullo storytelling, sul raccontare le tue avventure e non solo creare una guida online di un luogo. Ce ne sono in abbondanza, il pubblico vuole leggere il tuo punto di vista. Ma poi? Qual è la strada da seguire per guadagnare con un travel blog? Come ottimizzare questo strumento? Ecco i passaggi essenziali.

 

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Definisci il tuo modello di business

Il primo passo, quello che fa la differenza. Non puoi iniziare a guadagnare con un travel blog se non hai una buona base di partenza. Che si traduce in un blog ottimizzato, funzionante, preferibilmente su CMS WordPress self hosted, con un buon tema e un’ottimizzazione SEO capace di rendere facile la lettura da parte di Google.

Detto questo, come guadagnare con un blog di viaggio? Devi mettere nero su bianco le tue entrate: un travel blogger può monetizzare in modi differenti. Ci sono i banner pubblicitari, le recensioni, i blog tour: ogni fase rappresenta un passaggio essenziale per la tua carriera.

Di solito si inizia inserendo i banner di Adsense, così puoi incassare con i click dei lettori. Poi ci sono sistemi di affiliazione che ti consentono di ottenere una percentuale sulle vendite, e può funzionare bene se riesci a far crescere il tuo business. Ad esempio puoi raccontare qual è la macchina fotografica preferita in viaggio e inserire un link affiliato ad Amazon.

Oppure puoi vendere un infoprodotto, magari una guida. Questo però è possibile quando hai un’autorevolezza degna di nota e un pubblico affiatato. Il gradino più alto è quello legato al blog tour: se ti chiamano per partecipare a questi eventi sei un influencer. Ma questo è il punto: definisci il tuo business e ottimizza il tuo blog in questa direzione.

 

Crea le risorse adeguate

Ho appena scritto che devi ottimizzare il blog in una direzione specifica. Cosa significa questo? In primo luogo devi creare delle landing page. Ovvero delle pagine per spingere il lettore ad accettare le tue esigenze. Queste risorse sono studiate per convincere il pubblico a compiere un’azione precisa: inviare una richiesta di preventivo, accettare un’offerta, acquistare un prodotto.

Quindi i passi sono chiari: definisci il modo in cui vuoi monetizzare e poi crea le risorse per farlo. Vuoi differenziare le entrate e guadagnare in modo diverso? Mi sembra un’ottima scelta, ma devi creare una landing page per ogni esigenza, ognuna studiata per attirare l’attenzione e intercettare un bisogno specifico.

La landing page è il cuore del tuo blog, ma le dinamiche di un travel blog vanno oltre. Le persone vogliono sapere cosa puoi fare, quale problema puoi risolvere, che occasioni puoi dare a una struttura ricettiva. Se vuoi lavorare come influencer devi mostrare le tue capacità, quindi devi avere un media kit. Tutti i travel blogger hanno questa risorsa: una pagina che racchiude numeri, attività, interazioni dei vari canali.

 

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Crea qualcosa di speciale

Esatto, devi scrivere qualcosa di speciale. Cosa significa? In primo luogo devi lavorare a stretto giro con il concetto di inbound marketing. Questo vuol dire creare un calendario editoriale capace di leggere le esigenze del pubblico, e non solo quelle del fatturato.

Mi spiego meglio. Gli articoli che pubblichi sul blog non fanno pubblicità alla tua attività online, sono pensati per dare risposte al pubblico. E quindi per essere utili in tutti i modi possibili, dando emozioni e informazioni. Il destino di questi articoli è roseo, mentre chi si ostina a usare il blog per pubblicare volantini pubblicitari, comunicati stampa senz’anima e recensioni sfacciate rischia troppo.

Così come rischia grosso chi non si distingue, chi si limita al post giornaliero. Pensa in grande, dai un segnale chiaro ai lettori, offri un motivo in più per seguire il tuo blog. Qualche esempio? Una guida da scaricare gratis per organizzare un viaggio, una checklist per completare la valigia, una collezione di foto che hai scattato durante l’ultimo viaggio…

Puoi ottenere tanto da un’attività del genere. Nuove condivisioni, nuove visite, link in ingresso. Ma vuoi sapere qual è la vera risorsa? I contatti per la tua newsletter. Permetti al pubblico di scaricare le tue risorse solo dopo aver inserito l’email: in questo modo la lista di contatti cresce e tu puoi raggiungere un pubblico interessato con messaggi studiati ad hoc.

 

 

Non ti accontentare degli articoli

Questo è uno dei grandi errori: pensare che il lavoro del travel blogger finisca con la pubblicazione dei post. In realtà questo è solo l’inizio, la vera sfida è nel riuscire a creare una community fedele al brand. Ma diffusa, liquida, che non ti segue solo sul blog. Forse preferisce altri canali. In particolar modo quelli visual.

Facebook è importante, Twitter è fondamentale, ma un travel blogger deve essere rintracciabile su Instagram. Un canale basato sulla narrativa, sul racconto, sul mostrare dove sono stato e quali sono le mie impressioni. Usare le immagini (che sono immediate, forti, efficaci) per fare visual storytelling del proprio viaggio. Per approfondire il tutto puoi usare Flickr e caricare immagini in alta definizione, ma Instagram resta la base di partenza.

Puoi aggiungere un canale YouTube, certo. E investire su reportage, video marketing, approfondimenti basati su una prospettiva diversa. Qui il lavoro si amplifica, non è facile dare il massimo su tutti i fronti. Un dato però è certo: il travel blogging ha bisogno del visual.

 

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Ecco la differenza tra un #travel #blog amatoriale e uno professionale

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Come ottimizzare il tuo travel blog

Questo è il punto di partenza per avere un travel blog in linea con le tue esigenze. Vale a dire per monetizzare la tua attività di web writing e social media marketing. Un dettaglio importante: all’inizio non è facile, non puoi pretendere di guadagnare con il tuo travel blog dopo pochi mesi di attività. Spesso ci vogliono anni per ottenere buoni risultati ma non c’è una vera e propria tabella di marcia. Tu ad esempio hai già iniziato a guadagnare? In che modo? Ti va di raccontare la tua esperienza nei commenti?

 


 

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Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, webwriter e blogger freelance. Si occupa di formazione per professionisti e PMI, tiene corsi di formazione dedicati al mondo della scrittura online. Ha scritto un libro: Fare blogging, il mio metodo per scrivere contenuti vincenti. Il suo obiettivo: trasformare ogni blog in uno strumento per raggiungere grandi obiettivi.

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