Quando il blog diventa slow web

Tutti puntano alla velocità, all'informazione immediata, alla leggibilità di un testo che deve essere semplice. E affilato come una lama. Ma facciamo un passo indietro, proviamo a ripensare il blogging in chiave slow.   

Prova a descrivere il web, prova a dare un’immagine attuale del social web. Ci riesci? Ti aiuto io: è un continuo inseguire, condividere, riprendere, commentare. Il social web è frenetico, fatto di continui rimandi alla velocità di esecuzione e di consumo dei contenuti.

 

Da quando Jackob Nielsen annunciò il destino dei testi online - “Le persone non leggono, le persone scannerizzano il testo” - la strada è stata sempre la stessa: limare, accorciare, eliminare il superfluo per favorire una lettura rapida. perché la gente non ha tempo, decide nell’arco di pochi secondi quale sarà il destino del tuo contenuto.

 

Mi interessa? Non mi interessa?

Basta uno sguardo per capire se un articolo è degno di nota. Per questo i blogger più attenti usano tutte le tecniche per migliorare la leggibilità dei testi, e soprattutto per vincere la battaglia del click. I titoli diventano persuasivi, le descrizioni avvolgenti, i paragrafi ammiccanti.

 

Tutto per ottenere un obiettivo semplice, ma al tempo stesso difficile da raggiungere: l’attenzione del lettore. Un’attenzione sempre più logorata da immagini, banner, chat, trilli, notifiche, interazioni, commenti. I contenuti si adattano, diventano mobile friendly perché le persone devono leggere in autobus o mentre aspettano il dottore.

 

Lentamente, tra gli addetti ai lavori, si fa largo un’idea malsana: scrivere poco è cosa buona e giusta. I contenuti non devono essere troppo lunghi altrimenti annoiano il lettore. Devono essere brevi, devono andare subito al nocciolo, non devono ricamare ma colpire.

 

Ripensiamo il web in chiave slow

Ti piace l’idea, vero? In fin dei conti non è poi così innovativa: riprende quel bisogno che supera il flusso di notizie incessante del post modernismo e punta verso un rallentamento, una presa di coscienza del ritmo che stiamo seguendo per proporre una soluzione alternativa. Ovvero un web basato su ritmi diversi. Più umani. Ma altrettanto efficaci.

 

Slow web non è sinonimo di vecchiume, non vuole un ritorno al modem telefonico o alle pagine web piene di GIF. Slow Web ha anche un manifesto con delle idee chiare: è esperienza arricchita da tutti i codici comunicativi possibili. Slow Web è una pagina web ricca, disegnata pensando all’usabilità ma anche alla ricchezza del contenuto. Slow Web è un contenuto che non ha paura di approfondire.

 

Ma di approfondire gli argomenti giusti nel modo giusto. L’idea di Slow Web si fonde in pieno con il mondo del blogging, e propone un’idea di articolo diversa. Non un semplice spot - un’idea o una notizia - ma un approfondimento ricco. Capace di accontentare le persone e i motori di ricerca. Neil Patel è chiarissimo su questo punto: i migliori risultati in termini di ranking si ottengono grazie a contenuti lunghi, approfonditi, ben strutturati. E non sfruttando pochi paragrafi e idee inflazionate. Il punto non è allungare gli articoli con testo inutile, ma lasciare lo spazio necessario per delineare tutti i punti dell’argomento in questione. 

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Blogging, content marketing, scrittura online: puntiamo sullo Slow Web? #Bloggingtips #YBC @RiccardoE  

 

 

Le caratteristiche di una slow page?

Una slow page che, appunto, non è una pagina lenta nel caricamento ma che mette in primo piano un’esperienza diversa dal semplice mordi e fuggi. Ma quali sono le caratteristiche di una pagina legata al movimento Slow Web? Non ci sono caratteristiche ufficiali, ma Social media Today prova a mettere in chiaro qualche punto:

  • Scendono in profondità.
  • Limitano le distrazioni.
  • Puntano a un engagement sostenibile.
  • Si presentano nel miglior modo possibile.

Ancora. Slow Web non è sinonimo di pagine che si caricano lentamente, non leggibili e non ottimizzate per il mobile. I contenuti che abbracciano questa idea rappresentano il momento ideale per trasmettere valore e costruire la fiducia con i lettori in cerca di articoli approfonditi, tutorial, case study e storie narrate con arte.

 

Secondo te quella dello Slow Web è la strada da seguire per vivere un web a misura d’uomo? Lascia la tua opinione nei commenti, affrontiamo insieme l’argomento.

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Un Web a misura d'uomo, un web lento ma efficace: si chiama Slow Web #Bloggingtips #YourBrandCamp #YBC @RiccardoE  

 

 

 

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Un blogger tutto per te (e quando ti ricapita?)

 

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, webwriter e blogger freelance. Si occupa di formazione per professionisti e PMI, tiene corsi di formazione dedicati al mondo della scrittura online. Ha scritto un libro: Fare blogging, il mio metodo per scrivere contenuti vincenti. Il suo obiettivo: trasformare ogni blog in uno strumento per raggiungere grandi obiettivi.

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