Pensieri, parole, maternità e fisco. Il fil rouge è la personalità

Tutti possono scrivere, pochi sanno come farlo in modo efficace. Funziona un po' come per la pizza...

Nel blogging ci sono degli ingredienti di base senza i quali non è possibile definirsi Blogger: padronanza della scrittura e della lingua in cui si scrive (sembra banale, ma spesso leggo post che fanno sanguinare anche gli occhi più resistenti), capacità di saper identificare un argomento e abilità di raccontarlo da un punto di vista nuovo ed originale. E poi c’è l’ingrediente magico: la personalità.

Nella vita sopporto tutto, tranne la noia. Purtroppo, se il mio cervello non vibra e se le sinapsi languono, mi sento morire. Non finisco un film, un libro, un post solo perché l’ho iniziato. Certo, gli concedo una possibilità, ma se mi rendo conto che mi annoio, stacco.

E so di non essere sola. Abbiamo poco tempo e quel che abbiamo lo vogliamo di qualità. Una regola che vale in ogni ambito nella vita, compresa quella digitale. Ogni tanto mi soffermo a pensare a quanto mi pentirò, in punto di morte, del tempo sprecato in relazioni aride, in fila alla posta, in attesa sulla banchina della stazione e a scrollare blog tutti uguali e avvincenti come un muro bianco.

I blog che ho scelto per la rubrica sono due blog personali. Due blog personali e con molta personalità. Ve li presento.

Il primo è il blog di Michela Calculli, nota anche come Mamma Economia. Ammetto che stavo per scrivere meglio nota come, ma mi sono fermata. Lei non rincorre il mito aureo del personal branding. Lei è lei. Sempre. Sia quando parla di fisco, sia quando racconta del suo essere mamma. Mi piace perché è un blog schietto, privo di virtuosismi, diretto, chiaro, semplice e gustoso come una fetta di pizza margherita. Per me la fetta di pizza margherita è, insieme al caffè amaro, sinonimo di non contraffazione. Con pochi ingredienti non c’è manierismo, non puoi barare. O è buono è orrendo. Non c’è una scala di grigi, né posto per i dubbi.

Michela blogga dal 2011 e non si è mai fermata, il suo blog è cresciuto. Un blog verticale sul fisco, ma anche un posto caldo e accogliente, dove Michela vi prepara il caffè, parlando della fattura dei minimi, mentre i figli giocano in salotto. Ecco, a me il suo blog fa quest’effetto qui.
 

Tweet: yourbrand.campManierismo nel blogging: pizza troppo farcita. Ingrediente di qualità deve distinguersi

#Blogtalents #YBC @VeroBarz

 

 


 

Il secondo blog è Claudiappì di Claudia Panunzio. Il suo blog intimo, che ti obbliga a interrogarti sui grandi temi della vita come l’amore, le assenze e le aspettative, non ti lascia scampo. È un cestino di ciliegie, se inizi non riesci a smettere finché non arrivi al fondo. Al fondo del cestino, certo, ma anche al fondo delle questioni. Claudia non offre ricette a buon mercato per i dubbi esistenziali, se è possibile li stimola, ma in modo discreto, sussurrato. Anche su facebook è una potenza, i suoi post ironici e spesso dissacranti non puoi ignorarli, è un generatore spontaneo di engagement.

A me ricorda tanto la versione femminile e chic di Woody Allen. Un’intelligenza brillante unita alla capacità di strappare un sorriso e una riflessione nei suoi lettori. Un occhio attento e una penna vivace che danno vita ad un blog che non si perde nella mischia.
 

Tweet: yourbrand.campPer generare engagement sul web: avere personalità, rendersi unici e insostituibili

#Blogtalents #YBC @VeroBarz

 

 

Siete d’accordo con me? Mentre ci pensate finisco la fetta di pizza margherita, sbocconcello le ciliegie e bevo il caffè.

 

 


 

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Veronica Barsotti

Nasco antropologa e vivo da etnologa digitale. Ho fatto dell'osservazione partecipante il mio stile di vita e del Digital il mio mondo da esplorare. Onnivora di esperienze, libri, volti e relazioni. Dove non arrivo con l'empatia, mi gioco l'ironia. Odio le rime.

Ho un sito: www.veronicabarsotti.it

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