Ah! Ma era così facile diventare virale?

È virale quello che non possiamo resistere dal condividere. Esiste una ricetta? Conosci l’animo umano e gioca sul nuovo e sul divertente.


Non aveva sbagliato poi di tanto Andy Warhol, quando nel 1968 profetizzava “In futuro ciascuno avrà i suoi quindici minuti di fama”. Il progresso tecnologico e la produzione in serie ci permettono di produrre in modo più facile e (provocatoriamente) tutti possiamo essere creatori. Ma questo porta alla conseguenza di dover dividere la gloria imperitura in tante dosi infinitesimali (un quarto d’ora ciascuno, per l’appunto).
 

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In futuro ognuno avrà i suoi 15 minuti di fama. A te che leggi ne restano 14. Muoviti!

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Anche Internet (qualche decennio dopo) ha rivoluzionato la possibilità di creare e proporre contenuti originali. In questo nuovo scenario il social network ha creato un nuovo paradigma: da un lato ha permesso a ognuno di noi di dire la sua. Da un lato ha fornito un meccanismo di valutazione immediata del gradimento. I like, i mi piace, le visualizzazioni, le condivisioni sono ormai un parametro rapido di valutazione dei contenuti che proponiamo.

Ci sono elementi che (soprendentemente) cominciano a circolare con una velocità molto superiore ad altri. Tanto che si diffondono in modo incontrollato e capillare: quasi come un virus. Ma quali sono gli ingredienti per diffondere in modo virale un contenuto?

Un primo elemento comune è la facilità: devono essere facili da guardare (quindi di solito brevi e non difficili da capire). Un secondo elemento è che tutti gli elementi virali ci invogliano a diffonderli.

 

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Il video virale è quel video che TU hai voglia di condividere.

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In questo brevissimo video si vede mamma panda con un cucciolo che a un certo punto starnutisce. Niente di eccezionale, ma fa sorridere e fa tenerezza. Poi è brevissimo e mi viene voglia di condividerlo (tanto che ha superato i 200 milioni di visualizzazioni).

“The Sneezing Panda Baby” – Lo starnuto del cucciolo di panda


Altri video si diffondono perché ci sembrano strani. In questo video si usa un vecchio trucco psicologico per portarci a pensare un numero. In molti penseranno allo stesso numero (che non vi svelo) e si stupiranno quando il “mago” indovinerà il numero esatto.

 “Quest’uomo è capace di leggere la tua mente”

(Per la cronaca io avevo pensato un altro numero).


Anche l’indignazione è un meccanismo che funziona molto bene. Ricordate la (infondata) querelle tra italiani e francesi su ricette più o meno rigorose per cucinare un tipico piatto italiano?
Questo è uno dei video più condivisi. Va notato che a completare il quadro, l’aspetto molto italiano del protagonista concorre a fornire un aspetto rassicurante (per noi italiani) e macchiettistico (per gli stranieri) su tenutario delle tradizioni culinarie. Va notata la camicia elegante ma aperta, l’aspetto mediterraneo, il braccialetto d’oro e l’accento.

 È Carbonara-gate sui siti francesi: "Italiani perdonateci, non sappiamo quel che facciamo"


Uno dei casi più straordinari è il boom stellare (con oltre 2 miliari e mezzo di visualizzazioni) del video Gangnam style di Psy. La canzone è diventata un successo planetario più per le ridicole mossette del patetico protagonista che per i suoi discutibili meriti musicali. Ma tutti la abbiamo vista, sorridendo, la abbiamo condivisa, ci è entrata nelle orecchie e (purtroppo) nelle playlist. In questo caso la voglia di condividere traeva forza dagli aspetti ridicoli.

PSY - GANGNAM STYLE(강남스타일) M/V


Anche la tenerezza può essere un motore molto potente. Guardate questi due piccoli protagonisti. Il neonato morde il dito al fratellino maggiore. Questi si lamenta e il piccolo ride in modo coinvolgente.  Niente di straordinario, tranne il numero di visualizzazioni che sfiora il miliardo di persone.

“Charlie Bit My Finger” Charlie mi ha morso il dito


Non ci sono formule replicabili. Ci sono ingredienti che (in certe situazioni) funzionano. Per riconoscere questi elementi chiediti se ti viene voglia di condividerlo e chiediti quali corde ti ha toccato.

Ma quali che siano i meccanismi, va notato che non vanno scimmiottati e replicati all’infinito. Se guardassimo di seguito cinque filmati molto simili, finiremmo per trovarli via via meno divertenti e per ignorarli presto. Bisogna invece imparare a conoscere l’animo umano e a cogliere sul nascere i trend di Internet. Solo così potremo avere la nostra meritata fama (a dosi di quindici minuti alla volta, non di più).
 

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Se lo condividi, chiediti quali corde ti ha mosso.

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Simone Magnani

Una laurea economica, una buona esperienza nel marketing di prodotto.
Sono convinto che alla base del successo c'è sempre l'entusiasmo. Ho un blog di racconti poco biografici; sono nello staff di Spinoza.it; ho un accont twitter che mi somiglia abbastanza e che si chiama @purtroppo. Amo le mele gialle e la corsa. Da qualche parte ho un discorso di ringraziamento per la notte degli Oscar, ma mi sa che lo riciclo.

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