Aprile, gelati a barile

Dalle allergie sonnolente al pesce, dalle temperature improvvisamente torride alle pubblicità-tormentoni dei gelati, anche il quarto mese dell’anno ci regala argomenti non esattamente insospettabili

Per gli amanti del fabiofazismo, aprile comincia sotto i migliori auspici. Niente di meno inaspettato del pesce con cui si apre il mese, e soprattutto delle numerose spiegazioni dell’origine di questa tradizione e del perché si chiami in questo modo - spiegazioni sempre differenti a seconda del giornale o sito web su cui si legga. Del resto, notizie fondamentali di questo genere hanno un gran bisogno di essere ripetute annualmente, in modo che a nessuno sfugga la fondamentale nozione del come, quando e perché è nato il pesce d’aprile.

Ma non fermiamoci qui, che l’inizio della primavera regala sempre grandi soddisfazioni a chi non ama notizie troppo originali. Un grande classico per esempio è la sonnolenza da cambio di stagione - aprile dolce dormire e via discorrendo - che alla faccia delle mezze stagioni che non ci sono più rimane immutata e viene ricordata al primo sbadiglio. Del resto, quale periodo migliore che quello dei pollini e delle allergie per avere la classica sonnolenza da antistaminico? Fioccano le pubblicità e le riflessioni collettive su quanto le graminacee siano maledette e come risolvere il problema “con metodi naturali”. Nelle redazioni le interviste agli allergologi sono archiviate con le medesime domande da anni, pronte a essere riciclate salvo decesso dello specialista che risponde. Per bilanciare la consistente fetta di ansiosi che soffre di insonnia, i media forniscono all’altra metà della popolazione la soluzione al rincoglionimento cronico da antistaminico con suggerimenti della nonna su come battere gli insidiosi pollini senza ricorrere ai terribili spray da banco - che ormai lo sanno anche i bambini danno dipendenza e non consentono di guidare per il rischio narcolessia. Dateci dentro con i suffumigi che dopo un’ora con la faccia sopra i vapori sì che siete belli vispi.
 

Tweet: yourbrand.campLe interviste agli allergologi sono archiviate con le medesime domande da anni

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Naturalmente le amene originalità di aprile non finiscono qui. Prendiamo la straordinaria e fortunata coincidenza delle prime tornate di turisti nelle città d’arte e dell’arrivo del caldo. Grazie alla sparizione delle famose mezze stagioni di cui sopra - nostro faro filosofico - già da aprile godiamo di temperature nigeriane. Vogliamo forse farci mancare gli articoli di sdegno sui turisti con i piedazzi a mollo nelle nostre fontane storiche? Del resto, dalla ciabatta all’inzuppo è un attimo. Perché non essere comprensivi? Qualunque sia l’atteggiamento, di schifato disprezzo per la birkenstock abbandonata a decorare i bordi dei bacini di marmo delle più belle piazze d’Italia oppure di complice simpatia per i turisti accalorati e non adusi alle temperature del sud - che in fondo la turista bionda scosciata ha sempre il suo bel perché - i servizi sulle calure da zampa immersa non possono mancare.

Infine, l’appuntamento più atteso, immancabile come l’autovelox dopo la curva, come i papaveri lungo le strade, come la raccomandata a casa quando sei in ufficio: la pubblicità del cornetto Algida. Da aprile comincia la lunga marcia verso l’estate dei gelati confezionati, e quello con il cuore di panna ne è il principe indiscusso. Al primo raggio di sole, spuntano come lucertole in terrazza le pubblicità di cornetti, biscotti, vaschette, ovviamente corredate di innamoramenti, baci, sguardi languidi e fisici da urlo. Da qualche anno ha preso piede la narrazione in più puntate, con spot che paiono telenovele sudamericane sia per lunghezza che per modi, e l’aggiunta di modernissimi hashtag che ormai equivalgono al jeans del cinquantenne - giovanili più che attuali. Non paghi di aver lanciato nel panorama nazionale e internazionale un attore dal rantolo asmatico perenne come Accorsi, quelli di Motta seguono a ruota con il Maxicono ma sappiamo tutti che non c’è storia, nemmeno se rilanciassero Gigi e la Cremeria - che pure tanto ci hanno segnato.

Quest’anno poi il cornetto compie trent’anni: tremiamo all’idea di quello che il marketing di Unilever potrà produrre. Dopo aver ridotto Banderas a parlare con le galline e Clooney a farsi fare le scarpe per un caffè, cos’altro inventeranno i pubblicitari per l’occasione?

 

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Sabrina Carollo

Scrittrice e giornalista, ho una quindicina di libri al mio attivo e qualcuno al mio passivo. Penso che tutti abbiamo la responsabilità di cambiare il mondo e che per farlo dobbiamo partire da noi stessi. Credo nell’ironia e nella bellezza – ma non quella che si cerca nello specchio.

Ho un blog: www.sabrinacarollo.blogspot.it

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