Aziende B2B e social media: una questione di chiavi e di registro

La mia azienda su Facebook? Vendiamo bulloni e brugole all’ingrosso, cosa potremmo raccontare sui social e a chi? La rete non esclude niente e nessuno se si è disposti a comprenderne le dinamiche e i registri di comunicazione. L’ironia può essere la chiave? 



Sono in molti a pensare che l’universo delle aziende che operano B2B sia del tutto incompatibile con i social media, soprattutto quelli che richiedono più interazione e più coinvolgimento, come nel caso di Facebook. Non si tratta propriamente di un pregiudizio, perché su questi canali le persone cercano prima di tutto intrattenimento, interazione, leggerezza. E questo è il motivo per cui molte aziende falliscono miseramente sui social.

Sia chiaro, non funziona più su nessuna piattaforma l’advertising tradizionale, unidirezionale, patinato, calato dall’alto dalle aziende; ma su Facebook & Co. non ha letteralmente nessuna chance di farcela, motivo per cui le aziende che non hanno alternative restano deluse e non ottengono alcun risultato su questi canali.

 

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Non funziona più l' #adv tradizionale, patinato, calato dall'alto dalle aziende.

@Cla_Gagliardini #YBC #SocialMedia

 

I social media sono per tutti, ma ottenere risultati concreti non è semplice e tanto meno scontato. Si tratta di una questione di chiave di accesso, di registro comunicativo, di strategia. Sui social funzionano determinate tipologie di contenuto e un solo approccio, che è quello dell’interazione e del coinvolgimento, ma le aziende continuano ad utilizzarli per spammare pubblicità o per sfruttare l’attualità, con azioni di real time marketing che spesso sanno di arrampicata sugli specchi, piuttosto che di una vera e propria strategia di comunicazione e di marketing.

Il caso Ceres è emblematico, da questo punto di vista. Da anni questa azienda scruta l’attualità e trova ottimi spunti e agganci per stuzzicare la propria audience e per mettere in evidenza quanto Ceres sia diversa dalle altre sappia cavalcare l’attimo, gli hashtag di tendenza e prendersi un po’ della luce dei riflettori, su qualsiasi cosa essi siano puntati.



 

Il problema è che non tutte le aziende sono uguali e che la stessa identica battuta o provocazione, tagliata per il registro di comunicazione e lo stile di Ceres, rischia di diventare patetica o addirittura di rappresentare un pericolo per molte altre realtà.

Bisogna saper intrattenere, dunque, ma ci sono migliaia di modi diversi per farlo e ciascuna azienda deve trovare il suo, prima di avventurarsi. Ecco perché esistono agenzie e aziende specializzate, consulenti e professionisti che possono aiutare le aziende a trovare la loro strada e a investire bene il proprio budget. Ed ecco, anche, perché gli “influencer” della rete sono risorse preziose, se non si commette l’errore di pesarli in funzione dei loro numeri, invece che dalle loro relazioni e competenze.

L’esempio di Ceres, tuttavia e per quanto particolare e inimitabile, indica una strada percorribile nel B2C.
Come può, invece, un’azienda B&B che vende prodotti o servizi di scarso appeal e di difficile narrazione, trovare una strada sui social e riuscire a catturare l’attenzione del suo target, senza cadere nel ridicolo e senza gettar via i propri soldi?

Benché i mondi B2B e B2C siano ormai in rotta di convergenza, poiché dietro a ciascuna azienda ci sono sempre e comunque delle persone, ed è a queste che ci si dovrebbe sempre rivolgere, le differenze esistono tuttora e frenano molti dal prendere in considerazione strade nuove e più creative.

Una delle chiavi più proficue, per realizzare un contenuto B2B che sia facilmente veicolabile sui media sociali e che funzioni davvero, è quella dell’ironia. Questo non significa che le aziende debbano darsi al cabaret, ma con questo registro si possono ottenere ottimi risultati, come dimostra questo esempio di Taulia, azienda che offre un sistema di fatturazione in cloud: “Early Payment Discounts”.
 

 

Il video non spiega in modo formale e didascalico quali siano i vantaggi del loro servizio, ma ironizza in modo leggero sulle possibili conseguenze negative derivate dal mancato utilizzo di quella piattaforma.

Altro ottimo esempio è rappresentato dal video “Shopping Cart Whisperer (Full Trailer)” di Verysign, che addirittura creò un’intera campagna in cui il protagonista, Liberty Fillmore, l’uomo che sussurrava ai carrelli, dimostra una grande abilità nel parlare con i carrelli abbandonati. Questa campagna, appoggiata su un minisito che poi è stato chiuso, ha totalizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni in 8 video.

 

 

Ci sono anche esempi italiani, come la recente campagna di Fatture in Cloud.it, “Amore e Partita IVA”, che gioca sulle dinamiche dell’innamoramento e delle relazioni per ironizzare sul rapporto dei liberi professionista con la partita IVA, che all’inizio li entusiasma e nel tempo rivela tutti i suoi limiti e le sue problematiche.

 


Non esistono, dunque, vere limitazioni per le aziende B2B sui social media, se non quelle legate alle dinamiche e alle aspettative degli utenti di queste piattaforme, sulle quali intrattenere è l’unico modo per dar vita a relazioni in grado di generare lead e fatturato.

 

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Un elemento chiave per realizzare un contenuto B2B efficace sui #SocialMedia è l’ironia!

@Cla_Gagliardini #YBC

 





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Claudio Gagliardini

Sono un esperto di Webmarketing,  Social Media Marketing e Digital PR. Non sono un nativo digitale, ma sono un'entusiasta sostenitore della Digital Transformation e della necessità di (in)formare le aziende, i professionisti e la società civile sul grande cambiamento in atto. Quando, come e perché utilizzare i Social Media e le piattaforme della rete all'interno di una strategia di marketing è il fulcro del mio lavoro.

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