Correttezza e correzioni

L'importanza di rileggere. Ripetizioni e scorrevolezza. Un errore è una macchia sulla cravatta. Lasciamo decantare i nostri scritti. Non fidiamoci dei copertoni ortografici.

 

Quando scriviamo dobbiamo avere cura anche di come scriviamo. Una volta che abbiamo scritto quello che intendevamo comunicare, il nostro compito non è finito. Dobbiamo accertarci che il messaggio arrivi nel modo in cui lo intendevamo.

Su questo percorso ci sono piccole insidie che possono vanificare i nostri sforzi.

 

Mi è capitato di recente di leggere una email di lavoro che mi chiedeva di “mettere subito apposto quella faccenda”. Ho riletto. Ho riletto ancora. No, non mi ero sbagliato: c’era scritto proprio apposto invece di a posto.

Non ricordo di cosa parlasse quella email. Ma ricordo perfettamente quello strafalcione.

Un errore grammaticale è come una macchia sulla cravatta durante un comizio. Per carità: è un peccato veniale. Ma viene letto come un segno di trasandatezza e sciatteria. E soprattutto riesce a magnetizzare gli sguardi: nessuno guarderà più il contenuto di quello che stiamo dicendo perché tutta l’attenzione sarà concentrata sulla macchia.

 

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Un errore grammaticale è come una macchia sulla cravatta: attira tutta l’attenzione

#ScriviConUmore #YBC @purtroppo 

 

Un'altra minaccia è costituita dalle ripetizioni. Un discorso che invece di avanzare si avviluppa su sé stesso fa perdere tempo e pazienza. E finisce per non essere seguito. Dobbiamo avere il coraggio di essere diretti, anche quando ci sembra di andare troppo spediti al punto. Il nostro ascoltatore ce ne sarà sempre grato. Se poi lo abbiamo incuriosito e volesse altri dettagli, potrà sempre chiederceli e innescare un nuovo piano di dialogo.

 

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Ripetizioni, una minaccia. Dobbiamo avere il coraggio di andare spediti al punto

#ScriviConUmore #YourBrandCamp #YBC @purtroppo  

 

 

Strettamente legato al tema precedente c’è quello della scorrevolezza. Non dobbiamo farci prendere la mano dalle parole, dobbiamo sempre avere davanti un concetto da trasferire. Se non lo sappiamo dire in modo semplice è meglio tralasciarlo.

Un’ultima menzione meritano le nuove tecnologie. Quando scriviamo con dispositivi mobili (tablet e smartphone su tutti) spesso le parole vengono corrette in automatico. Questo da un lato ci fa risparmiare tempo. Dall’altro ci espone a erroracci incontrollati. Non avremmo mai scritto “ti giuro che non c’è l’ho con te” ma il nostro sistema operativo evidentemente prova un gusto sadico nel farci fare brutta figura e ci mette del suo.

 

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Un messaggio poco efficace ha errorri, ripetizioni, poca scorrevolezza, ripetizioni

#ScriviConUmore #YBC @purtroppo 

 

Un consiglio che vale sempre è quello di rileggere. Quante volte? Dipende dall’importanza di quello che stiamo scrivendo. Se una email scritta velocemente o un post su facebook può ammettere un piccolo errore, un racconto spedito all’editore non ne tollera nessuno.

Se il testo non ci convince possiamo usare una altra tecnica: far passare un po’ di tempo e vedere se dopo un’ora (un giorno, un mese) ci convince ancora.

La cura che mettiamo in quello che scriviamo è il nostro biglietto da visita. Non possiamo sempre dare la colpa al copertore ortografico. Scusate: al correttore ortografico (dannazione lo ha fatto ancora!)

 

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Facciamo attenzione a non farci suggerire strafalcioni dal copertone ortografico!

#ScriviConUmore #YBC @purtroppo 

 

 

 

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Simone Magnani

Una laurea economica, una buona esperienza nel marketing di prodotto.
Sono convinto che alla base del successo c'è sempre l'entusiasmo. Ho un blog di racconti poco biografici; sono nello staff di Spinoza.it; ho un accont twitter che mi somiglia abbastanza e che si chiama @purtroppo. Amo le mele gialle e la corsa. Da qualche parte ho un discorso di ringraziamento per la notte degli Oscar, ma mi sa che lo riciclo.

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