Cosa ti serve per diventare un videomaker di successo

Il video si è imposto recentemente come nuovo linguaggio. Non credere che fare un video sia facile come guardarlo. Non è impossibile diventare videomaker, ma oltre agli strumenti ci devi mettere una bella storia da raccontare.


 

Negli ultimi anni i video hanno preso sempre più piede. Piattaforme come youtube.com sono nate come archivio per i video personali da condividere con amici e familiare. Ma ben presto la natura dei video caricati è cambiata: sono comparse delle guide (tutorial) per riparare automobili o per usare programmi, sono nati devi videocorsi che raccontano come preparare un piatto o come truccarsi per un ricevimento.

Addirittura c’è un filone di appassionati di videogiochi che si riprende intanto che gioca e commenta. Un po’ come mia nonna che guardava Beautiful e non poteva fare a meno di commentare in diretta. Solo che nel suo caso non c’erano migliaia di seguaci che la guardavano commentare, ma solo un gatto.
 

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Youtuber che commentano partite alla Playstation. Sembra mia nonna con Beautiful.

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Ma non dobbiamo cadere nel facile equivoco: se per scrivere una pagina ci metto un’ora, per fare un video di cinque minuti ci metto cinque minuti. Altrimenti rischiamo di mettere le fondamenta per un disastro.

Fare un buon video richiede tempo, conoscenza del mezzo e soprattutto una storia.

                                   

 

Cosa ci serve?

  • un apparecchio per riprendere. In passato si poteva usare solo una videocamera. Adesso la tecnologia ha portato i video ovunque e tanti dispositivi economici ci permettono di fare buone riprese. I nostri smartphone, per esempio, hanno buone lenti e una capacità base di stabilizzare le immagini. Una videocamera dedicata resta sempre una scelta saggia. In alternativa le reflex degli ultimi anni permettono di riprendere in modalità video e di sfruttare la versatilita degli obiettivi intercambiabili;
     
  • Una serie di accessori può rendere la ripresa più curata. Un cavalletto (magari con testa roteante) e un microfono esterno permettono di arrivare a un prodotto video di qualità;
     
  • Una volta ripreso, bisogna trasferire il video ad un computer per elaborarlo: sevono quindi cavi o una interfaccia  adeguata;
     
  • Serve poi un programma software (di editing) che consenta un minimo di montaggio: bisogna tagliare le parti inutili, aggiungere musica e effetti sonori, aggiungere scritte e grafica;
     
  • Infine serve una piattaforma dove pubblicare questi contenuti. Quindi un account su Youtube.com vimeo.com o altri portali specifici.
     
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Videocamera, cavalletto, software di editing e... una buona storia!

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Se hai raccolto tutti gli ingredienti che ho elencato, non illuderti di avere la torta pronta.
Non basta schiacciare REC per creare un video divertente e convincente.

Bisogna partire prima di tutto da una storia, da un messaggio che si vuole passare. Bisogna studiare i tempi perfetti e non farsi trascinare dal mezzo. I video più noiosi sono quelli che non nascono da una riflessione ma dal caso “Oh guarda, volevo farlo di 5 minuti, è venuto di 21 minuti… vabbè…”

I video migliorii sono quelli che ti promettono un messaggio e che poi lo sanno mantenere. Sono quelli che ti calamitano dai primi secondi e che ti lasciano la voglia di condividerli “Devi vedere assolutamente questo video…”
 

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Il video non è un nuovo formato: è un nuovo linguaggio (e va imparato).

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Non bisogna pensare al video come a un nuovo formato, ma bisogna riconoscergli la piena dignità di un nuovo linguaggio che per il pubblico è veloce, comodo, immediato. Ma che come tutte le novità richiede studio e preparazione.

Siete pronti a diventare youtuber? Se non sapete da dove cominciare potete buttarvi sul filone di “video di simpatica nonna che commenta l’episodio di Beautiful”.
Io vi seguo immediatamente!


 

 

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Simone Magnani

Una laurea economica, una buona esperienza nel marketing di prodotto.
Sono convinto che alla base del successo c'è sempre l'entusiasmo. Ho un blog di racconti poco biografici; sono nello staff di Spinoza.it; ho un accont twitter che mi somiglia abbastanza e che si chiama @purtroppo. Amo le mele gialle e la corsa. Da qualche parte ho un discorso di ringraziamento per la notte degli Oscar, ma mi sa che lo riciclo.

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