Getta le tue reti (e sappi crearne di nuove)

Nessuno scrive per sé stesso. Rifletti su come usare le tue reti per diffondere il tuo messaggio. Social network, blog, relazioni personali sono utilissimi ma non vanno dati per scontati.

 

La frase che più di tutte mi fa imbestialire è :"Io, in fondo, non scrivo per gli altri ma scrivo per me stesso!". Mi immagino che chi la pronuncia si vesta poi con svolazzanti camicie bianche chiuse da un lacciuolo svolazzante (come si conviene a un vero eroe romantico). E già lo vedo finire la sua esistenza travolto dai flutti su una scogliera mentre il veliero che la porta via si allontana per sempre.
Ok, forse mi sono fatto prendere un po' la mano, ma è davvero fondamentale considerare lo scrivere non come un gesto fine a sé stesso, ma come una fase di un complesso processo volto a portare un messaggio a qualcuno.

 

Il Romaticismo è finito da un pezzo!

Scrivere e aspettare che gli altri si prendano la briga di leggerci è un atteggiamento abbastanza infantile. Se hai più di otto anni forse dovresti aver superato la fase dello “scrivo cose così belle che prima o poi mi scoprirai”.

Quando cerchiamo di far arrivare il messaggio a destinazione, una strategia molto efficace è quella di usare le relazioni. Questa parola non va intesa nella sua connotazione più torbida “bisogna conoscere quelli che contano”. Va anzi intesa invece come riflessione su chi tra i nostri contatti può davvero aiutarci a fare arrivare il nostro messaggio nel modo giusto.

 

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 Scrivi per te stesso?  Sappi una cosa: il Romanticismo è finito da un pezzo!

#ScriviConUmore #YBC @purtroppo 

 

 

Per uscire dal registro noioso dei discorsi troppo astratti vi faccio un esempio. Un mio amico ha scritto un libro (certo: chi non scrive libri al giorno d'oggi?). Nel cercare di rendere il suo lavoro visibile si è rivolto a un editore il quale ha cercato di piazzarlo nei modi tradizionali. In più, questo autore ha cominciato a parlarne prima dell'uscita sui suoi canali social. Ha messo qualche estratto su tumblr; ha messo notizie sull'uscita su twitter; ha raccontato su facebook di come trovava il tempo di lavorarci tra negozio, famiglia e tempo libero. Oltre ai social network ha lavorato bene sui suoi contatti per gestire una rete di relazioni che poi gli è stata molto utile nella fase di realizzazione (mi raccontava che il suo editore l'ha conosciuto su friendfeed, un altro social network ormai defunto).
Il vantaggio che ne ha tratto è stato molteplice: ha creato un palcoscenico virtuale su cui presentare il libro una volta pronto; ha trovato editore, illustratore, lettori in modo molto efficace; ha fatto leggere dei semilavorati ai suoi amici e ne hanno discusso (privatamente e pubblicamente) per migliorare il prodotto.

Anche una piattaforma di blog (wordpress prima di tutti, ma anche blogspot o altri) offre la possibilità di seguire altri autori e di creare una rete di persone avvicinando i singoli nodi di questo sistema.
A differenza dei meccanismi tradizionali in cui tutti gli scrittori si dividevano il pubblico, questi sistemi permettono a tutti di guadagnarci. Se non in soldi, almeno in valore del contatto. Una relazione non è una spartizione di un bottino ma è un gioco a somma maggiore di uno. Se ci confrontiamo (e se questo avviene coi dovuti modi) tutti e due ci guadagnamo.

 

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 Rifletti sulle tue reti per diffondere ciò che scrivi

#ScriviConUmore #YourBrandCamp @purtroppo 

 

 

Io non parlo di misurazioni.

Ho deciso di evitare di introdurre il like (nelle sue varie forme che può prendere nei diversi social network) come parametro unico della efficacia di una rete. Infatti posso raccontare del mio libro e prendere centinaia di like, ma se poi il mio libro resta nel limbo dello scarso interesse, nessuno di quei like si trasformerà in un interesse vero (e magari in un acquisto).

Per questo vorrei mettere l'accento sulla qualità delle relazioni: mi aiuta molto di più un lettore che mi dice “non mi torna questo passaggio”, che una ventina di like raccattati con superficialità.

 

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 Serve più una critica sensata che un centinaio di like raccattati con facilità

#ScriviConUmore #YourBrandCamp @purtroppo 

 

 

Le relazioni, però, non sono un bene iscritto al catasto: sono quanto di più volatile esista. Nascono da una presenza e da una cura costante. Vanno coltivate, seguite, tenute vive con presenza (certo: dal vivo ogni volta che è possibile!) e con rispetto.

 

 

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Simone Magnani

Una laurea economica, una buona esperienza nel marketing di prodotto.
Sono convinto che alla base del successo c'è sempre l'entusiasmo. Ho un blog di racconti poco biografici; sono nello staff di Spinoza.it; ho un accont twitter che mi somiglia abbastanza e che si chiama @purtroppo. Amo le mele gialle e la corsa. Da qualche parte ho un discorso di ringraziamento per la notte degli Oscar, ma mi sa che lo riciclo.

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