I messaggi perfetti e precisi possono essere inefficaci. Ribellati!

Ribellati, non sederti su opinioni vecchie e stili già visti. Esci dai binari della noiosa prevedibilità. Cerca strade comunicative nuove.

 

Quando ci mettiamo davanti a un foglio bianco adottiamo un registro. Se la circostanza è ufficiale usiamo un tono serio. Se è una lettera a un amico un tono scherzoso. Se è un comunicato stampa un tono autorevole. Lo facciamo quasi incosapevolmente, esercitando quella modica quantità di buon senso che ci fa impostare il discorso in modo rassicurante.

 

Ma abbiamo riflettuto abbastanza su quanto sia efficace questo meccanismo? Siamo sicuri di riuscire ad arrivare al nostro destinatario? Le vecchie zie amavano dire che il loro nipote è tanto a modino, è tanto come si deve, è tanto un bravo ragazzo con la testa a posto. E questo era sicuramente la migliore certificazione di un giovane gradito alle zie e di nessun interesse per le sue coetanee. (Credetemi: il mio non è un discorso teorico: so benissimo di cosa parlo!)

 

Un messaggio che si trova troppo saldamente poggiato sui binari della prevedibilità rischia di essere scontato e noioso. E quindi inefficace.

 

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Un messaggio troppo prevedibile rischia di essere scontato, quindi inefficace!

#ScriviConUmore #YBC @purtroppo 

 

 

Christopher Dombres www.flickr.com/photos/christopherdombres/4462311122

Se è tutto chiaro allora ribellati!

Una volta che ci siamo fatti una lucida consapevolezza di cosa vogliamo dire, dobbiamo trovare un modo interessante di trasmetterla. Dobbiamo avere il coraggio di ribellarci. La ribellione è scrivere divertendo, è sorprendere, è strappare un sorriso a chi proprio non l’aveva messo in conto.

 

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La ribellione è strappare un sorriso a chi non l'aveva messo in conto

#ScriviConUmore #YBC @purtroppo 

 

 

Molti speaker sanno quanto sia opportuno iniziare un discorso cercando di inserire una battuta all’inizio dell’intervento, in modo da far sorridere il pubblico. Questo perché quando si aprono le labbra per ridere, automaticamente si aprono anche le orecchie e gli occhi: “Ma guarda un po’ questo, che magari alla rine risulta anche interessante!”. Lo stesso meccanismo basato sull’empatia può essere innescato con successo anche quando scriviamo. Ma dobbiamo improvvisarci creativi, interessanti, ribelli!

 

Passiamo sopra le opinioni prevedibili, cerchiamo di adottare (anche) punti di vista non convenzionali. Cerchiamo di usare linguaggi nuovi, ma la novità non deve essere raggiunta con una accurata consapevolezza nell’utilizzo. Se per esempio stiamo parlando di un prodotto destinato ai giovani e ci mettiamo a scimmiottare il linguaggio dei giovani (avendo smesso di esserlo da qualche anno) rischiamo di cadere nel ridicolo. Se invece ci documentiamo, magari facendo provare il prodotto a chi si esprime come il nostro target, e poi usiamo le sue reazioni per parlare la stessa lingua, allora abbiamo buone possibilità di ottenere ottimi risultati.

 

Come cercare linguaggi nuovi e anticonvenzionali?

Usare linguaggi nuovi non significa solo gerghi giovanili. Significa parlare (a seconda dei casi) come i nerd, i foodblogger, gli utenti di twitter, i divi di youtube, i drogati di social network. Ma significa anche altro: vuol dire calarsi negli strumenti non convenzionali. Chi dice (per esempio) che un comunicato stampa vada redatto in due cartelle formato A4 e non magari con una immagine o un video di cui diffondere il link?

 

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Usare linguaggi nuovi significa parlare come nerd, foodblogger, divi di youtube

#ScriviConUmore #YBC @purtroppo 

 

 

La ribellione però non vuol dire accettare la scorciatoia dell’allora vale tutto. La scelta di un modo nuovo e efficace deve partire da una lucida consapevolezza del messaggio, del linguaggio e della capacità di risvegliare un interesse.

 

 
 

 

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Simone Magnani

Una laurea economica, una buona esperienza nel marketing di prodotto.
Sono convinto che alla base del successo c'è sempre l'entusiasmo. Ho un blog di racconti poco biografici; sono nello staff di Spinoza.it; ho un accont twitter che mi somiglia abbastanza e che si chiama @purtroppo. Amo le mele gialle e la corsa. Da qualche parte ho un discorso di ringraziamento per la notte degli Oscar, ma mi sa che lo riciclo.

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