Il web e l’arte della guerra

La trappola dei litigi in rete. Fraintendimenti e mimica facciale. Restare concentrati sul tema del conflitto.


Alzi la mano il fortunato che non ha mai avuto la brutta esperienza di litigare in rete! Non vedo tante mani alzate, a dire il vero. La nostra quotidiana frequentazione della rete si basa su parole che scegliamo per manifestare la nostra presenza.
 

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Sul web non vedo se sorridi: il rischio di essere fraintesi è sempre alto, cretino!

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Parole per inserire uno status su facebook, parole per twittare un pensiero, parole per scrivere un’e-mail, parole per rispondere a una richiesta via whatsapp. Parole per gestire la nostra vita. Parole necessariamente scelte in fretta: chi ce l’ha, al giorno d’oggi, il tempo per fermarsi a riflettere su ogni frase che scriviamo?
Non siamo mica scrivani del diciassettesimo secolo che, tra un messaggero e l’altro, avevano tutto il tempo di scrivere, rileggere, limare, riscrivere, perfezionare ogni singola frase!

 



Ma questa mancanza di tempo qualche volta ci mette nella condizione di usare la parola sbagliata, quella che può essere equivocata. A differenza del dialogo faccia a faccia, alla comunicazione in rete manca l’elemento della mimica facciale. Una battuta detta di persona con un sorriso sarà sempre presa come una battuta (bella o brutta, ma pur sempre una battuta).

Leggere la stessa frase via e-mail apre il nostro animo a scenari molto diversi.
“Ma come osa!”
“Perché tutto questo astio nei miei confronti?”
“Allora questo sta cercando proprio di litigare!”


Come evitare di diventare "propagatori di odio"

Ma come possiamo evitare di farci prendere da questi fraintendimenti e diventare anche noi propagatori di questo odio in crescita esponenziale?

Il primo suggerimento sarebbe quello di rileggere mettendosi nei panni dell’altro. Lo ammetto: non è un grande suggerimento: è già difficile stare bene nei panni nostri, se poi avessimo anche il tempo e l’energa di metterci in quelli degli altri meriteremmo come minimo un Nobel per la Pace o un processo di beatificazione per direttissima.

Ben più utile è invece concentrarci su come disinnescare la bomba. Una polemica cresce più velocemente se si nutre di elementi esterni. Li ricordate i film di fantascienza ingenuotta degli anni sessanta? Il mostro si nutre di energia: elettricità, bombe nucleari (un cult, allora!), energia cinetica! Tutto quello che gli lanci contro contribuisce a renderlo più forte! La polemica in rete è così: più elementi esterni riesci ad aggiungere, più essa diventa forte e pericolosa.
 

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Polemica in rete: come i mostri dei b-movie, se la nutri di elementi esterni, cresce!

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Evitare le divagazioni e mirare al cuore

Per contro, un buonissimo metodo per sconfiggerla (la polemica, non il nemico improvvisato!) è quella di mirare al cuore. Restando focalizzati sul centro del problema si può affrontarlo con maturità e fare un passo avanti.
In questo senso vanno evitate tutte quelle parole che portano fuori, che portano lontano.

Termini assoluti come sempre e mai spostano la discussione oltre il punto specifico, dilatandola verso l’infinito (e oltre!).

“Non ti ho mai perdonato di avermi risposto così.” (Se il problema è quella frase, perché la proietti fuori? Spiega invece che ti ha dato fastidio e perché).

“Ho sempre pensato che tu fossi un idiota” (Sempre? E me lo dici solo ora? Cosa possiamo farci, ora?)

La scelta di litigare mantenendo la focalizzazione sul problema ci aiuta a sostenere le nostre ragioni senza scatenare guerre mondiali. Impegnandoci a guardare verso la vera questione da cui è nata la discussione, molte questioni si sgonfiano da sole: tutte le altre arrivano ad un confronto sui fatti.
 

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Ogni litigio va gestito restando concentrati sul centro del problema.

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Un ultimo consiglio: non usate MAI questo metodo con vostra suocera: lei ha SEMPRE ragione!

 


 

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Simone Magnani

Una laurea economica, una buona esperienza nel marketing di prodotto.
Sono convinto che alla base del successo c'è sempre l'entusiasmo. Ho un blog di racconti poco biografici; sono nello staff di Spinoza.it; ho un accont twitter che mi somiglia abbastanza e che si chiama @purtroppo. Amo le mele gialle e la corsa. Da qualche parte ho un discorso di ringraziamento per la notte degli Oscar, ma mi sa che lo riciclo.

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