Maggio, la novità è un miraggio

Finisce la scuola, il campionato e la pace prima della prova costume: ed ecco, l’informazione è servita.

 

Maggio, il mese della mamma? Delle rose? Dei libri e della musica? Poveri illusi.

Maggio ha un solo marchio: quello della dieta. La prova costume incombe come un avvoltoio sulle teste dei condannati all’impiccagione nelle vallate polverose del far west, e i media non si fanno mai (mai, mai, mai) sfuggire la ghiotta occasione di scaldare una bella minestra.

Periodici e motori di ricerca, quotidiani e rubriche televisive sono un florilegio di trucchi e suggerimenti per eliminare rotolini e pelle a buccia d’arancia. Poco importa se in realtà siamo alla fase piegolone da pneumatico sgonfio e sprofondamenti carsici: la dieta del termosifone o quella della quinoa rossa riusciranno certamente a regalare l’illusione di poterci rinfilare in un paio di short da quindicenni senza sfigurare.
Niente come la speranza ben condita di foto di modelle esotiche ha il potere di ingannarci. Ovviamente, sottobraccio alle diete vanno le promozioni di scrub e creme rimodellanti che ci riposizioneranno in modo da far sembrare Bar Refaeli una sciacquetta di periferia. Perché se lo spinning sfinisce, la corsa annoia e la palestra sfianca, le creme anticellulite e l’insalata generosamente condita sono sacrifici accettabili. In barba a quella vocetta interiore che dice, nell’ordine:

a) dimagrisci solo se smetti (completamente) di mangiare per tre settimane

b) di settantatre euro di crema, almeno cinquantanove andranno buttati nel cesso perché ti stuferai di applicarla dopo la terza serata

c) se anche perdi peso, senza fare sport diventi vizza come una prugna secca

d) il fascino è un’altra cosa

 

Tweet: yourbrand.campParte il florilegio di trucchi per eliminare rotolini e pelle a buccia d’arancia.

#agendamedia #YBC @sabrinacarollo


Rinfrescare l’incubo: la maturità

Ma un altro storico evento si avvicina a grandi passi, reiterando la liturgia mediatica di maggio: la fine della scuola.
Vogliamo non parlare di maturità? Vogliamo non citare per la milionesima volta notte prima degli esami, canzone e film in pacchetto scontato? Vogliamo non allestire una originalissima lista di celebrità con relativi commenti sulla fine della scuola? Giammai.

E allora sotto con le riflessioni, le nostalgie, gli spauracchi. Ma anche sulla lista di come gli esami sono cambiati nel corso degli anni - e soprattutto delle riforme, puntuali e inutili quanto le liste medesime - le filippiche sulla mediocrità della scuola e su come un tempo si imparasse di più e meglio.
Già che ci siamo buttiamo nel calderone una pennellata di cervelli in fuga e di statistiche su come l’Italia non sia il paese della meritocrazia, su come i ragazzi migliori all’estero abbiano inventato il motore che va ad aria fritta, il razzo interstellare, scoperto la teoria della nuova relatività assoluta e realizzato il primo cibo ipnotico che alimenta senza ingrassare (di cui sopra) mentre in Italia lavavano i pavimenti al McDonald, e l’informazione è servita.

Niente come la scuola è in grado di rinfocolare polemiche, nostalgie romantiche e servizi inutili.

Panem et calcenses.
 

                              


Ultimo, grande appuntamento prevedibile di maggio - a essere sinceri, di ogni singolo mese (giorno, minuto), ma vabbè -: il calcio. Ultimamente particolarmente prevedibile, la fine del campionato fa di maggio il mese dei bilanci televisivi, del fermento premercato, della noia dei caroselli dei vincitori.
Quest’anno poi la stagione calcistica promette grandi cose, sfociando direttamente dal campionato agli Europei come un grande fiume che si butta nel mare. Una sorta di tripudio ininterrotto di articoli sulla sfera benedetta e sui suoi undici apostoli, simbolo di rinascita per eccellenza, visto le volte in cui questo noiosissimo e celebratissimo sport viene fatto resuscitare dalla morte per eccesso di soldi.

Dai periodici al web, dalle televisioni alla radio, maggio è il mese di chi vince e chi perde, di chi recrimina e chi accusa, di chi sfotte e di chi aggredisce. Tutto nel nome del sano e civile confronto che l’attività fisica da sempre suscita.

E chi siamo noi per criticare?
 

Tweet: yourbrand.campDal campionato agli Europei come un grande fiume.

#agendamedia #YBC @sabrinacarollo



 

 

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Sabrina Carollo

Scrittrice e giornalista, ho una quindicina di libri al mio attivo e qualcuno al mio passivo. Penso che tutti abbiamo la responsabilità di cambiare il mondo e che per farlo dobbiamo partire da noi stessi. Credo nell’ironia e nella bellezza – ma non quella che si cerca nello specchio.

Ho un blog: www.sabrinacarollo.blogspot.it

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