Mi presti un foglio?

La scelta del veicolo giusto per fare arrivare il messaggio è fondamentale. La riflessione riguarderà facilità di accesso, visibilità del messaggio, qualità e coerenza del contesto.   

"Suo figlio è intelligente, ma è un po' troppo distratto". Questa frase la mia mamma se l’è sentita ripetere tante e tante volte ai colloqui con le maestre. Le cose le capivo, le capivo al volo. Le ricordavo con facilità, le elaboravo in fretta. Ma poi la mia fantasia mi portava altrove. E spesso mi dimenticavo di fare un compito per casa oppure di chiedere un nuovo quaderno perché il mio era finito. Questa ultima dimenticanza mi costringeva a chiedere ai miei compagni di classe di strappare un foglio dal centro del loro, per aggiungerlo al mio. Un compagno a caso veniva coinvolto dalla maestra con la frase: “Presta un foglio a Simone, anche oggi si è dimenticato il quaderno!”.
La risposta (per lo più svogliata) era “Lo vuoi a righe o a quadretti?”.

Adesso chiunque si metta a scrivere ha molti più spazi (fisici e virtuali) e quindi molti più fogli a disposizione. Aggiungere una pagina a un blog è un'operazione veloce e a costo prossimo allo  zero. Ma la differenza, oggi, la fa capire bene dove prenderlo questo ipotetico foglio. Se prima la facile scelta era tra righe e quadretti, oggi per scrivere dobbiamo fare scelte ben più ampie.

Un esempio pratico riesce a rendere meglio il concetto. Se la nostra aspirazione è scrivere racconti e pubblicarli sul web, le possibilità che abbiamo sono molte.
La prima è quella di aprire un blog personale.  E’ certamente la scelta più facile e quella che ci permette la maggiore libertà. Nel nostro blog possiamo mettere quello che vogliamo e gestire lo stile e la pubblicazione come crediamo. Gli svantaggi immediati, però, sono due. Noi siamo sia gli autori, sia i direttori artistici. Quindi (a seconda della nostra propensione all’esaltazione o all’autoflagellazione) rischiamo di sopravvalutare o di sottovalutare il risultato del nostro lavoro. Il secondo svantaggio è l’invisbilità: nel mio blog ci metto quello che voglio, ma portarci lettori non è per nulla un processo facile e breve.

 

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Pubblicare un blog è facile; difficile è trovare lettori disposti a leggerlo #ScriviConUmore #YBC @purtroppo 

 

La seconda scelta è quella di partecipare a un blog collettivo. Di solito questi nascono su temi precisi (i viaggi, i pendolari, la cucina, la politica, la letteratura...). Chi l’ha creato ha delineato i temi chiave e si può cercare di essere ammessi. In questo caso lo spazio è minore, ma c’è un primo confronto critico che può essere utilissimo.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di partecipare a un concorso che pubblica online le opere inviate.  E’ un modo di rendersi visibili e di cominciare a nuotare in mezzo agli altri pesci dello stesso lago.

 

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Scrivere assieme ad altri vuol dire meno libertà, ma più qualità #ScriviConUmore #YourBrandCamp #YBC @purtroppo  

 

Una modalità che ha preso sempre più piede negli ultimi anni è quella della pubblicazione sui social network. Per far leggere il mio racconto lo metto direttamente su facebook. Il vantaggio immediato è che riesco ad arrivare a tutti i miei contatti e (magari) a stimolare un commento o un’indicazione di gradimento. Il rischio è la volatilità del lavoro: non avendo controllo sugli algoritmi che regolano la permanenza nella fatidica “pagina 1”, rischiamo che il nostro lavoro sparisca troppo velocemente per essere sommerso da altri pensieri, riflessioni, gattini...  

 

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I social network sono uno strumento potente ma poco controllabile. Pensiamoci. #ScriviConUmore #YBC @purtroppo     

 

Riassumendo: quale che sia il messaggio che si vuole veicolare, occorre impostare una accurata riflessione sui pro e sui contro di un veicolo rispetto a un altro. Oltre alla facilità di accesso, vanno considerati visibilità del messaggio (a chi? Per quanto tempo?), controllo di qualità (a cura di chi?) e coerenza con il contesto di riferimento.

Su questo tema si potrebbero scrivere molte altre cose, ma ho finito il foglio che mi avevi prestato. Me ne presti un altro?

 

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Simone Magnani

Una laurea economica, una buona esperienza nel marketing di prodotto.
Sono convinto che alla base del successo c'è sempre l'entusiasmo. Ho un blog di racconti poco biografici; sono nello staff di Spinoza.it; ho un accont twitter che mi somiglia abbastanza e che si chiama @purtroppo. Amo le mele gialle e la corsa. Da qualche parte ho un discorso di ringraziamento per la notte degli Oscar, ma mi sa che lo riciclo.

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