Non ti do scelta: ti rendo felice

Se mi fai scegliere mi fai un favore. Ma se mi metti di fronte a troppe alternative mi rendi infelice. Il paradosso della scelta ci insegna a costruire la felicità limitando le variabili.

 

Spesso ci facciamo tentare dalla teoria che vorrebbe che una grande quantità sia sempre meglio di una piccola. Avere tanti collaboratori è meglio che averne pochi, avere tante idee è meglio che averne un numero limitato. Ma è sufficiente mettere alla prova questa tesi in un caso di vita quotidiana per evidenziarne subito i limiti.

Io avevo un vecchio smartphone con una quarantina di nomi nella rubrica. Li avevo inseriti a manina, uno alla volta, mettendoci anche una quantità di tempo, che per non rovinare del tutto la mia reputazione non sto qui a quantificare. La maggior parte delle telefonate che facevo o ricevevo avevano all’altro capo uno di quei pochi numeri.

Come ogni italiano che si rispetti dopo un po’ ho cambiato lo smartphone. Più memoria, più velocità e anche un nuovo benedetto meccanismo per aggiungere i numeri di telefono (scrivendoli con la tastiera del PC sul mio account di posta). Perfetto: in questo modo in meno di un’ora ho messo in ordine e inserito tutti i numeri che avevo sempre tenuto nella mia mente alla voce “altri”.

Finalmente avevo una rubrica molto più completa. Cinquecento nomi scritti senza abbreviazioni, corredati di numero fisso e cellulare. Per alcuni addirittura email e sito web.

 


 


Mi sono fatto prendere la mano e ho eliminato le vecchie agendine di carta: ho importato numeri di vecchi colleghi, compagni delle medie (compreso quello che mi picchiava per la merenda), amici del calcetto che ormai non sanno neanche più dove hanno appeso gli scarpini.
Alla fine ho riguardato il mio bellissimo e completissimo elenco: un ottimo lavoro!

Ben presto mi sono accorto che per chiamare qualcuno, adesso, non mi basta più scorrere per la rubrica, ma devo fare una ricerca. Se scrivo “Marco” il veloce softare del telefonino me ne propone dodici. Scorro, scelgo quello giusto. Adesso ho la scelta tra numero di lavoro, il cellulare e quello di casa. Il risultato è che per chiamare Marco non ci metto più 10 secondi ma due minuti buoni. Tanto che alla fine sono così infastidito da questa novità che se devo organizzare una partita di calcetto evito di chiamare Marco e Francesco e convoco solo dei grandissimi brocchi ma col nome univoco: una squadra di Herbert, Gianrico, Adelmo, Juri e Albino!

Cosa ho imparato da questa buffa storia? Che quando non avevo nessun numero in rubrica ero insoddisfatto. Poi mi sono trovato con poca scelta e le cose funzionavano bene. Adesso ho troppa scelta e sono meno soddisfatto.

 

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Sono felice quando posso scegliere tra poche alternative che conosco.

#ScriviConUmore #YBC @purtroppo



Come hanno detto in molti, in questa epoca dove l’informazione è al centro di ogni processo, il vero valore non risiede nella quantità ma nella scelta della informazione. Ricordiamocene quando facciamo un preventivo a un cliente o quando esponiamo un progetto per una campagna di marketing.

 Proporre a un cliente un preventivo che gli offre 20 opzioni alternative non è arricchirlo: è confonderlo. Meglio dargli poche scelte chiare e un’apertura a eventuali sue varianti.

 

Tweet: yourbrand.camp


Abbiamo poco tempo: non dirmi tutto. Dimmi quello che mi serve.

#ScriviConUmore #YBC @purtroppo

 

Come ha scritto Barry Schwarts nel suo bellissimo trattato “The paradox of choice: why more is less”, noi  siamo più felici quando possiamo scegliere tra poche opzioni chiare e quindi evitiamo il fardello del “quante alternative ho lasciato indietro e non saprò mai se mi avrebbero soddisfatto di più”.

Se avete venti minuti potete guardare su TED la sua micro conferenza su scelta e felicità. Io intanto cerco di organizzare la partita di calcetto con la selezione dei giocatori scarsi coi nomi strani.

 


 




 

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Simone Magnani

Una laurea economica, una buona esperienza nel marketing di prodotto.
Sono convinto che alla base del successo c'è sempre l'entusiasmo. Ho un blog di racconti poco biografici; sono nello staff di Spinoza.it; ho un accont twitter che mi somiglia abbastanza e che si chiama @purtroppo. Amo le mele gialle e la corsa. Da qualche parte ho un discorso di ringraziamento per la notte degli Oscar, ma mi sa che lo riciclo.

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