Pasqua con gli Underwood

Sul calendario di marzo, tra gli inevitabili argomenti di conversazione: le vacanze dell’uovo, la serie tv più cattiva e il buonumore primaverile.

 

Ce l’abbiamo fatta, abbiamo superato indenni la festa della donna. Grazie al climate changing le mimose son fiorite ai primi di febbraio e ci hanno tolte dagli impicci; Venezia e le Maldive verranno presto sommerse ma ne sarà valsa la pena, se finalmente riusciremo a superare la retorica dei fiori gialli per l’otto marzo e femminicidi tutto il resto dell’anno. Sarà l’impressione di chi non vuole vedere ma mi è sembrato che quest’anno le orribili battute sulle donne, le celebrazioni, gli auguri e i fiori siano stati dejavù meno frequentati del solito, con enorme sollievo dell’esofago interiore e chissà, magari un filo di consapevolezza in più sulla sostanza oltre la forma. Ma siamo pur sempre a marzo e qualche prevedibile argomento di conversazione social e media ce lo lasciamo in serbo.
 

Pasqua, sole, amore

Per esempio come non accennare all’imminente ponte di Pasqua? Di cui l’unica cosa certa è il detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”; il resto è guerra di punti di vista. Tra dipendenti e datori di lavoro per un giorno in più, tra scuole e famiglie per un giorno in meno - dove li piazzo tutto questo tempo? - tra carnivori e agnellifensori, tra vacanzieri e statici, filomare e ultime sciate.

Una cosa è certa: quest’anno la Pasqua è alta. O bassa? Perché non ho mai capito questa storia, alta presto e bassa tardi, giusto? Mah. Ad ogni modo, ormai sono settimane che siamo pieni di uova di ogni genere e tipo, colombe, coniglietti, pulcini, decorazioni rosa e gialle. Siccome non possiamo farci mancare niente, da bravi provinciali dell’impero si sta diffondendo anche in Italia la caccia alle Easter eggs, perché se lo fanno Michelle e Obamone nel giardino della Casa Bianca non vorremo essere da meno noi! E giù di uova nascoste tra ortensie e siepi di bosso ancora puzzolenti della pipì del cane, che a raccattare tradizioni altrui siamo campioni.

 

Tweet: yourbrand.campUna cosa è certa: quest’anno la Pasqua è alta. O bassa?

#media #agendamedia #YBC @sabrinacarollo 

 

 

White House of Cards

Del resto, a marzo coi Presidenti americani non scherza niente. Provate a sfuggire all’hashtag #HouseofCards se vi riesce. Ormai anche le serie sono entrate a far parte del meraviglioso mondo dei riti collettivi: grazie alla loro facile calendarizzazione, potremmo dire con discreto anticipo non solo di cosa si parlerà ma quando cominceranno a girare i primi teaser, le interviste degli attori, le gif, il merchandising e via discorrendo. La cosa più evidente sono gli articoli di quotidiani del periodo di trasmissione, che - del tutto inaspettatamente! - fanno riferimento a personaggi e situazioni del momento. Per cui una serie tv (una serie tv!) diventa la vera bibbia del commentatore politico, che può finalmente fare paragoni, allusioni, letture tra le righe. Ma noi qualunquisti invece non vogliamo parlare di quanto sia incredibilmente bella Robin Wright e di come sia passata indenne attraverso gli anni? Di quanto sia elegante il suo personaggio?

 

Una volta qui erano tutte mezze stagioni

Ma il tempo rimane il principe delle comunicazioni, in qualunque ambito. In attesa della sfilza di articoli e commenti sull’estate più calda dal 1827 - a seguito naturalmente dell’inverno più piovoso dal 1562 e in previsione dell’autunno più profumato dal 1338 - accontentiamoci dei tradizionali commenti su quanto le giornate si stiano allungando, su come il sole faccia tornare il buonumore (a me sicuramente), sulle promozioni per acquistare materiale da giardinaggio e mobili da esterni e soprattutto su quanto latte in meno le mucche producano per colpa del passaggio dall’ora legale all’ora solare. O era il contrario? O forse per la Pasqua bassa o alta? Dettagli, tanto lo leggeremo presto ovunque.
 

Tweet: yourbrand.campPronti per i commenti su quanto le giornate si stiano allungando?

#media #agendamedia #YBC @sabrinacarollo 

 

 

 

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Sabrina Carollo

Scrittrice e giornalista, ho una quindicina di libri al mio attivo e qualcuno al mio passivo. Penso che tutti abbiamo la responsabilità di cambiare il mondo e che per farlo dobbiamo partire da noi stessi. Credo nell’ironia e nella bellezza – ma non quella che si cerca nello specchio.

Ho un blog: www.sabrinacarollo.blogspot.it

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