Dieselgate e crash test. Quando la realtà non si (rap)presenta bene

La vicenda Volkswagen, confrontata con le preoccupazioni per un’inchiesta legata ai crash test, ci offre un caso pratico di come funzioni la mente e di come rappresentatività e disponibilità influenzino la nostra valutazione della realtà. 

 

Possiamo tutti essere facili prede di errori legati alla rappresentatività e alla disponibilità, perché spesso è addirittura la realtà a non sembrarci abbastanza rappresentativa. Una mattina stavo accompagnando a scuola i miei due figli più grandi e chiacchieravamo del caso Volkswagen.

 

Il mio figlio maggiore è sempre desideroso di parlare con me di ciò che riguarda i movimenti dei mercati finanziari, spread e questioni del genere. Il caso Volkswagen, con il titolo che ha perso il 35% in poco più di una settimana e il rischio che magari anche altri produttori possano essere coinvolti, non poteva non catturare la sua attenzione.

 

La notizia e il sospetto di qualche giorno dopo che un’altra casa non avesse prontamente reso le proprie auto più sicure dopo le indicazioni dei crash test ha acuito il suo interesse per la situazione. Lo spunto iniziale è stata una “innocente” osservazione sul fatto che un’alterazione dei crash test potesse essere più grave di quella dei risultati del test sulle emissioni nocive.

 

“Dici così perché, se pensi a un disastro che riguarda le auto, la cosa che ti viene in mente è un incidente stradale, magari mortale”, gli ho spiegato. “Pensi a una persona coinvolta in uno scontro, ti immagini i rottami, la scena e, per empatia, ti immedesimi e ti spaventi.” 

“È vero, papà”.

 

La nostra passeggiata dura 7-8 minuti, in un orario in cui le strade sono attraversate da un traffico frenetico. Allora ho chiesto a mio figlio quante automobili ritenesse di avere visto passare durante il percorso. “Non saprei, un centinaio?”. Stima sicuramente sbagliata per difetto e non di poco. E, per fortuna, non abbiamo assistito a nessun incidente, anche piccolo, neppure nei due anni scolastici precedenti.

 

“Invece”, gli ho detto, “tutte le macchine, e gli scooter, per quanto “ecologici” siano ritenuti, emettono gas di scarico. Tutti, sempre, quando il loro motore è acceso. Nonostante tanta ricerca scientifica, non siamo ancora in grado di sapere esattamente quanto danno le emissioni nocive possano provocare alle persone e all’ambiente”. Solo che l’immagine di un incidente stradale fatale si fissa meglio in mente, è visibile, impressiona e le sue conseguenze sono irreparabili nel breve periodo. Meno frequenti, ma più gravi. Più “concentrate”.

 

 

Tweet: yourbrand.campCiò che è più rappresentativo non è sempre ciò che è più probabile  

#SaiComeScegli #YourBrandCamp @LucaTobagi

 

 

A volte è la realtà a non sembrarci abbastanza rappresentativa

I gas di scarico, che inquinano progressivamente e in modo invisibile, difficili da percepire e misurare, impressionano meno, non sono al primo posto della nostra “classifica mentale”, ma a conti fatti non è affatto detto che siano meno gravi; anzi, nel lungo periodo è probabile che lo siano di più (i dati OMS e ASIRT dicono che l’inquinamento provoca più decessi degli incidenti stradali: 7 milioni l’anno contro 1,4 milioni).

 

Così tre uomini di 42, 13 e 10 anni hanno verificato con mano che ciò che è più rappresentativo del rischio legato alle automobili non è ciò che è più probabile. È bastato più o meno un minuto. Eppure rappresentatività e disponibilità influenzano facilmente la nostra valutazione della realtà. O forse è la realtà a non essere abbastanza rappresentativa di se stessa rispetto a ciò che abbiamo in mente? Eviteremo la tentazione di ripetere lo stesso errore? Come no, fino alla prossima volta.

 

 

Tweet: yourbrand.campA volte è la realtà a non sembrarci abbastanza rappresentativa. Il caso #Volkswagen  

#SaiComeScegli #YBC @LucaTobagi

 

 

 

 

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Luca Tobagi

Sono un marito e un papà di tre figli. Ho studiato economia perché mi ha sempre affascinato l’obiettivo di capire come le persone prendano le proprie decisioni e non ho ancora smesso. Intanto mi occupo di investimenti, principalmente sui mercati azionari internazionali, di analisi economico-finanziaria e di comunicazione finanziaria.

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