Alta cucina e storytelling: il caso di Story, ristorante narrativo

Il caso del ristorante londinese Story, che offre un menù esplicitamente costruito sullo storytelling. Curiosamente, questa prerogativa è anche la base del suo storytelling aziendale.

Se mai ce ne fosse bisogno, la prova di quanto il food storytelling sia attuale è sotto gli occhi di tutti. In particolare dei cittadini londinesi.

Story, il ristorante del giovane ma quotatissimo chef  Tom Sellers (28 anni, esperienze al Per Se,  Noma e Trinity) serve un menù di puro storytelling. Di gran successo, peraltro: aperto nell'aprile 2013, ha ricevuto la prima stella Michelin già 5 mesi dopo.

Il dettaglio di quello che aspetta i clienti non viene svelato subito. Le intenzioni, invece, sono chiare: “cerchiamo di raccontare la nostra storia attraverso il cibo che serviamo”. Non solo: i clienti sono invitati “a partecipare alla nostra narrazione e diventare parte della nostra storia” portando un libro per la biblioteca del ristorante o lasciandosi ispirare dai libri degli altri clienti.

La peculiarità del menù di Story è proprio questa: dietro ogni piatto c'è una storia. A volte l'ispirazione è letteraria, a volte autobiografica, a volte lo spunto arriva dagli ingredienti. Ai commensali il compito di viverle e il gioco di indovinarle, anche grazie ai disegni con cui è corredata ogni portata.

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Alcune storie sono lampanti. Il celeberrimo “Bread and Dripping”, per esempio, consiste in un pane di segale accompagnato da una candela. Una volta accesa, questa diventa edibile: il grasso di manzo di cui è fatta si scioglie e crea un intingolo per bagnarci il pane.

È al tempo stesso il recupero di un cibo tradizionale inglese, il pane intinto nel grasso di carne, ma anche l'evocazione immediata di atmosfere dickensiane, che trasportano il commensale in un'altra epoca: un tempo lontano in cui si usavano ancora le candele e il pane bianco era solo per i ricchi.

Con la debita distanza, quest'epoca sembra persino affascinante. Perché sta nell'Altrove, quello di cui parlavamo qualche post fa, un luogo sufficientemente lontano da diventare affascinante, sufficientemente affascinante da generare il patto narrativo.

Altre storie necessitano della spiegazione dello chef, che quando può racconta personalmente ai clienti le storie che stanno dietro ai suoi piatti.

Story è interessante per la volontà di esplicitare il potenziale narrativo dietro ogni piatto, costruendo una experience unica nel suo genere, diversa dagli altri ristoranti che servono solo cibo.

Tuttavia, ad un livello superiore, lo storytelling come specialità del ristorante diventa parte dello storytelling del ristorante in quanto azienda: è la comunicazione di un ristorante che offre alta cucina e narrazione, uno buono spunto per uno storytelling di sicura presa.

Il successo di questo ristorante parla da sé, per così dire: lo chef e il suo entourage hanno creato una cucina eccellente, ma soprattutto una storia di cui parlare.

 

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Il successo di Story: ottima cucina bella storia da raccontare
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Roberta Deiana

Foodie amante del web, viaggiatrice appassionata di comunicazione efficace e storytelling, scrittrice social, food stylist 2.0, quando non scrive fa esperimenti creativi. Ama il pensiero laterale, lo humour inglese e il fact checking.

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