I mondi del caffè tra degustazione e comunicazione

Alla ricerca del caffè perfetto col Third Wave Movement. Il web come entra in questo mondo fatto di luoghi, persone, competenze, iniziative e caffeina?

 

Chi non conosce il caffè alzi il cucchiaino.

Vedo più tazzine di caffè che cucchiaini alzati. Siete proprio sicuri di quello che credete di sapere?
Non è senso di superiorità il mio. E’ che non mi spiego le vostre certezze ed il proliferare di blog, riviste etc. tutti dedicati al caffè. Cosa potrà mai nascondere un chicco di caffè?

 

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I mondi ed i volti del caffè tra degustazione e comunicazione.

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Third Wave Movement

Partiamo da un dato di fatto: siamo nel pieno del Third Wave Movement. Ne siamo tutti coscienti?
La terza onda (Third Wave) si lega a fenomeni come il caffè di specialità ed il caffè vissuto (e bevuto) come bevanda artigianale.
All’inizio l’obiettivo fu aumentare esponenzialmente il consumo di caffè. Subito dopo, con la Second Wave, si è meglio definito il caffè di specialità e si è affinata l’attitudine a gustarlo.

Così giungiamo ai giorni (e caffè) nostri. Il Third Wave Movement promuove l’acquisto del caffè sulla base delle origini dei chicchi e dei metodi di produzione, favorendo un approccio artigianale.

Insomma, è tempo di non affidarsi alle sole offerte del supermercato. E’ tempo di informarsi meglio su chi, dove e come si prende cura dei chicchi che poi verranno tostati per noi.
E non finisce qui, Nuove ondate sono in arrivo. La Third Wave è già stata dichiarata morta dai più esperti.

Per chi vuole saperne di più:

The History of First, Second, and Third Wave Coffee
Il caffè a Londra visto da Mulia

Nuove ondate sono in arrivo. La Third Wave è già stata dichiarata morta da taluni: Forget The Fourth Wave, We Live In Coffee’s New Wave

 

La mappa del caffè

Per non farsi cogliere impreparati dalla “terza onda” è bene dotarsi di una mappa. Sarà essenziale per capire che caffè stiamo bevendo.
Il fine ultimo è gustarsi il caffè, la tappa intermedia è comprarlo, il punto iniziale è coltivarlo. Quindi tre sono i termini attorno a cui cominciare ad acquisire delle competenze da affinare tazzina dopo tazzina:

  • provenienza. Non basta scegliere tra un caffè etiope e uno del Guatemala. Bisogna risalire alle persone che stanno dietro a quei chicchi, nonché distinguere tra un raccolto e l’altro;
  • tasting (o degustazione). Qui, apparentemente, il discorso è più facile. Come è accaduto per il vino, la birra, la grappa etc., è stata già definita una terminologia e una classificazione per guidare la degustazione di una tazzina o una mug di caffè. Cominciamo ad imparare (non a memoria) la “ruota dei sapori del caffè”;
  • preparazione del caffè e suoi derivati. Ovviamente non andiamo subito al cocktail, prima accettiamo che non esista solo l’espresso e che un buon caffè può essere pure “filtrato”. Superato questo scoglio, scoperte le varie tecniche per preparare un buon caffè passiamo alle birre e agli alcolici con caffeina inside.

Per chi vuole saperne di più:
Partiamo dall’inizio. Il nostro produttore ha i chicchi di caffè e poi cosa fa? Un post interessante ed immediato.

Zone di coltivazione del caffè nel mondo: lettura da integrare con la sua versione statunitense più aggiornata

Coffee Taster’s Flavour Wheel o Ruota dei sapori del caffè
Oltre l’espresso: 7 metodi alternativi per fare il caffè

 

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Coffee farmer, podcast e crudisti: cosa nasconde la tazzina del caffè?

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Le persone del caffè

A chi affidiamo il nostro caffè?
Entriamo col cucchiaino steso nella dimensione umana della caffeina. Concentrati e pensa alle persone con cui hai a che fare quando vuoi del caffè.
Solo dopo averci riflettuto continua la lettura.


Le principali persone del caffè sono:

  • agricoltori o coffee farmers. Prima di pretendere il nostro caffè, rispettiamo questi 125 milioni di lavoratori;
  • il crudista. Tranquilli, è solo un intermediario. Alberto Trabatti lo descrive come colui che va nelle piantagione e assaggia dei campioni del raccolto al posto di chi ordinerà, dall’altro capo del mondo, i chicchi;
  • il torrefattore cosa fa per noi? Consiglio questa lettura, perché Alberto Trabatti è di una sincerità e trasparenza unica. Ti farà anche capire la differenza tra robusta ed arabica;
  • il barista. Rivendica attenzione anche al di fuori delle competizioni come Coffee Masters o World Barista Championship.

Per chi vuole saperne di più:
Per i più seri ecco la The coffee supply chain. Studiandola nei dettagli si capirà quante figure professionali entrano in gioco

Professioni nel mondo del caffè di specialità

 


I luoghi del caffè

Entriamo nello spazio più ludico di questo post. Il Third Wave Movement nel suo tentativo di far scoprire il caffè artigianale e di catturare l’attenzione ha creato delle manie. Non mi pare che siamo già arrivati al punto di guide turistiche dedicate al caffè, ma manca poco.  Non mancano i consigli per uscire di casa e:

Per chi vuole saperne di più:

Curiosi di scoprire i migliori coffee shop in giro per il mondo? Tenete sotto controllo la sezione Places di Sprudge. Vi porta dove non avreste mai immaginato.
Mentre per gli eventi c’è Perfect Daily Grind con una pagina dedicata a loro.
Lo so, il caffè sulla pellicola ha lasciato il suo segno. Ecco una community tutta caffenol.

 

Il caffè che si comunica

Veniamo al caffè letto, fotografato, insomma raccontato.
Gli strumenti a disposizione sono sempre gli stessi (caffenol escluso). Non mancano:

Per chi vuole saperne di più:
Sfogliando Caffeine
Anche The Kitchen ha selezionati i suoi migliori coffee blog

Unpacking Coffee: il video podcast che spacchetta il caffè. L’intervista a chi lo fa.

Sprudge, invece, seleziona 3 Coffee Podcasts That Will Wake You Up In The Morning And Keep You Up All Night


Eccoci qua, caffeinomani dal naso fine, cosa mi sono persa?


 


 

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Rossella Di Bidino

Economista e blogger, friulana trapiantata a Roma, ama scrivere e ha un debole per i numeri. Dal 2007 il blog Ma che ti sei mangiato è il suo campo di battaglia fatto di ricette, viaggi, emozioni ed un'ennesima occasione per imparare a comunicare

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