La nuova vita del foraggiamento grazie ai social e al Web

Il foraging è la nuova frontiera del cibo che si fa stile di vita e racconto di una quotidianità che cambia.

 

Con la parola foraggiamento si intende il procacciamento di cibo: in origine usato solo nel mondo animale oggi è diventato termine di uso comune per intendere il procacciamento di vettovaglie e cibo direttamente dalla natura, in una semplice traslazione dall’inglese “foraging”.

Se procurarci i frutti della terra per cucinare prima ci sembrava incredibile, oggi non solo è diventato la normalità per molti ma è anche una delle ultimissime mode tra i grandi chef e tra chi è riuscito a reinventarsi una nuova vita proprio grazie a questa “arte”. Una metodologia di approvvigionamento che anche grazie al Web e ai social media ha trovato nuova linfa ed è rinata per posizionarsi tra le tendenze del momento.

 

Il bisogno di procacciarsi cibo in maniera naturale

La necessità di utilizzare il cibo che si trova in natura, non solo quello coltivato ma soprattutto quello che cresce spontaneo e che è edibile, nasce dal bisogno di staccare dalla realtà: più l’essere umano si trova imbrigliato in convenzioni sociali, in una vita fatta di frenesia e in rapporti umani spesso poco autentici più sente il bisogno di rifugiarsi in uno stile di vita tendente al primitivo. Il foraging è dunque la riscoperta del territorio che ci circonda alla ricerca di cibo spontaneo: banalmente anche andare a raccogliere le castagne o le more può essere considerata un’attività di foraging, più mainstream rispetto al foraging vero e proprio ma che rientra comunque nella stessa categoria. Un modo per entrare in contatto con la natura, rispettarla e rispettare noi è il nostro corpo. Allo stesso modo offre un’alternativa al cibo processato che, stando alle Nazioni Uniti, vedrà un aumento dei prezzi nel prossimo futuro, un impatto sull’ambiente sempre più importante a fronte di una qualità sempre più scarsa.

 

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Il #foraging offre un’alternativa al cibo processato e industriale.

#FoodStorytelling #YBC @LaCuochina

 

René Redzepi e il foraging ragionato

A sdoganare il termine “foraging” è stato, tra i primi, lo chef René Redzepi del famoso Noma di Copenhagen: la sua filosofia in cucina è da sempre legata non solo alla stagionalità delle materie prime ma anche alla reperibilità degli stessi. Il suo concetto di foraging si è spinto ben oltre l’uso di erbe e fiori ma è arrivato anche all’uso di insetti e parti di animali che normalmente l’essere umano non accetta. Un foraging che è portato all’estremo ma che è frutto di studio e non è mai lasciato al caso: perché, come ricorda Redzepi che oggi oltre a cucinare è spesso invitato anche come esperto di foraging e conduce i suoi “allievi” in una vera e propria scoperta sensoriale di ciò che li circonda, è necessario sapere cosa si sta cucinando perché la natura può essere nostra amica ma di natura si può anche morire.

 

Altri esempi di progetti di foraging

Valeria Margherita Mosca è un esempio tutto italiano di come del foraging, oggi, si possa fare un lavoro, da promuovere anche attraverso i social media: il suo sito Wood*ing nasce per diffondere la cultura del cibo spontaneo e per raccontare i territori attraverso i sapori che nessuno conosce. Qualche esempio? Le gemme dell’abete, l’albero di Natale, usate per delle insalate o ancora biscotti preparati con la farina di corteccia: tutto quello che di edibile la natura ci offre Valeria lo mette nel piatto aiutando anche chi vuole avvicinarsi a questo mondo con corsi adatti a tutti .

Barbara Heneghan vive a Belmullet, un piccolo villaggio irlandese nel Mayo e da anni, quando di foraging non si parlava da nessuna parte, si occupa di questa attività che oggi è diventata anche il suo lavoro: tiene corsi su come procurarsi cibo e ha anche aperto uno shop dove vende candele e saponi preparati usando in primis le alghe di Oceano, l’elemento maggiormente presente nella sua cucina per via della prossimità al mare. Barbara è riuscita a ritagliarsi uno spazio in un oceano culinario anche grazie ai social media che le hanno permesso non solo di costruirsi una community fidelizzata al massimo ma anche di testare prodotti, corsi e nuove idee grazie alle quali portare la sua attività ad un livello diverso.

 

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Il #foraging vive grazie ai social media e diventa manifesto di un nuovo lifestyle.

#FoodStorytelling #YBC @LaCuochina



Con Taste the Wild, Chris and Rose Bax dal 2008 promuovo la cultura del foraggiamento e del contatto con la natura collaborando con chef, enti e associazioni ma anche organizzando corsi, più o meno wild, per imparare la tecnica del foraging e imparare a conoscere il territorio che ci circonda e ad “usarlo” a nostro vantaggio.

Momofuku e The Gramercy Tavern, entrambi tra i ristoranti più famosi di New York e del mondo, hanno assunto esperti di foraging proprio per portare a tavola i frutti della natura nella loro versione più pura e incontaminata

 

I social media e il foraging

Del resto, basta andare su Instagram e seguire l’#hashtag #foraging per rendersi conto di quanto la community sia ampia e stia crescendo: c’è chi si procaccia cibo per risparmiare, chi lo fa perché ha sposato una certa filosofia di vita, chi lo fa per lavoro. Per tutti lo stesso bisogno di ritrovare un contatto, più o meno estremo, con la natura e per godere appieno dei frutti e dei prodotti che offre spontaneamente.

 

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Il #foraging è conoscere il territorio e usarlo a nostro vantaggio.

#FoodStorytelling #YBC @LaCuochina

 

I libri per iniziare con il foraging

Karen Stephenson è parte del movimento americano a sostegno del foraging e il suo libro, Free Food From Foraging, aiuta i principianti a muoversi in questo settore e ad iniziare.

  •  La mia cucina con le piante selvatiche di Meret Bissegger, una raccolta di 130 ricette e tante informazioni utili per chi vuole foraggiare;
     
  • Foraging di Paul Chambers, un mix di consigli e informazioni utili per chi vuole cimentarsi nel foraging;
     
  • Foraging: The Ultimate Beginners Guide to Foraging di John Franz, la guida per chi non solo vuole cucinare con le piante selvatiche ma per chi pensa che anche una medicina alternativa sia possibile.



 

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Veruska Anconitano

Food Writer/Blogger e Online Marketing Consultant per aziende, destinazioni e brand su mercato italiano ma soprattutto internazionale. Difficilmente la trovate nello stesso posto perché prendere un aereo, per lei, è come lavarsi i denti la mattina. Ha la tendenza ad essere ironica e autoironica, cosa che potrebbe infastidire e non poco.

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