Le nicchie del food blogging: istruzioni per la scelta

Scegli una nicchia, sarai un blogger felice. Come trovare una nicchia nel mondo del cibo? 4 case study per capire come scegliere e gestire la propria nicchia.

 

Scegli la tua nicchia: è il consiglio più diffuso tra chi insegna a fare blogging. Come tutti i buoni consigli non è così immediato da mettere in pratica. L’aver scelto di essere un food blogger appare già una scelta di fronte. Come food blogger siamo già finiti in una categoria conosciuta e molto criticata. Questo già vuol dire aver centrato un obiettivo. Ma nella vita gli esami non finiscono mai e così pure le scelte.

Un food blog non vale l’altro. Come distinguersi?

Come trovare una nicchia di lettori (e di mercato) in mezzo alle creme catalane e ai piatti della nonna?
Oramai siamo tutti coscienti che non basta lasciarsi travolgere dal lievito madre per farsi notare. Sì, io sono stata una di quelle che ha avuto un suo momento di gloria grazie al pane. Ma non basta più. Bisogna specializzarsi e scegliere una propria linea “di produzione” ben definita.
 

Tweet: yourbrand.camp
Cosa offri solo tu? Istruzioni per scegliere la tua nicchia nel food.

#FoodStorytelling #foodblogging #YBC @rossella76


Nicchia, zen e business plan

No, non è facile scegliere una nicchia e neppure dare consigli su come scegliere la propria nicchia nel mondo del cibo.

Gli approcci comunemente suggeriti sono:

  • farsi guidare dai numeri. Può essere utile per chi ha già un food blog. E’ tempo di analizzare le statistiche del web e l’andamento delle ricerche dei lettori. In realtà, come si vede anche dall’esempio di Copyblogger, questo approccio aiuta più nel ri-definire un piano editoriale, che nello scegliere a priori la propria nicchia;
  • seguire il cuore, ma con molta testa. Il cuore, si dica, serva a portare avanti nel tempo il proprio progetto. La testa serve, perché c’è una scelta in mezzo.


Vorrei andare oltre la filosofia del già detto e del troppo zen. Preferisco l’approccio concreto e reale di Francesca Marano. Lei non parla di nicchie, ma di business plan. Una delle domande che sta alla base di un business plan e che deve guidare nella scelta della propria nicchia è: cosa ti distingue dagli altri food blog? Cosa ti può far notare in mezzo a tanti gourmet con la tastiera facile?

Lascia perdere la simpatia. Scegli la tua nicchia con gli occhi di chi verrà a leggerti. Per che cosa ti noterà il tuo lettore? Che cosa gli offri che gli altri non hanno?

Il sogno è una nicchia evergreen, che può essere anche redditizia. E’ tempo di prendere in esame alcuni esempi vincenti di nicchie del food blogging.
 

Tweet: yourbrand.camp
Zen, business plan e case study per il foodblogger che cerca la sua nicchia.

#foodblogging #YBC @rossella76


Cibo, arte e nicchie

Non pensare al Giuseppe Arcimboldo, pensa a Soup Opera.
Soup Opera, digitalmente parlando, non è un blog vero e proprio, ma un sito web. Paola Buzzini ha voluto unire la sua esperienza nel mondo delle arti e dell’organizzazione di eventi con la volontà di avere a che fare col mondo del cibo. L’idea nacque durante il periodo in cui in molti sudavano sette camice per dare vita all’Expo milanese.

Paola Buzzini ha subito voluto andare oltre il singolo post ed entrare decisa sia nel mondo dell’editoria che dell’organizzazione degli eventi. Ora Soup Opera vanta un curriculum che va dalla realizzazione di piatti ispirati ad opere d’arte e ad oggetti di design fino alla creazioni di eventi come il Meating Art. Chi prima aveva pensato e concretizzato un evento dentro un’opera d’arte, come la White Limousine, dentro un museo come il Maxxi a Roma, con esperti del mondo del cibo, reale e digitale?


Cosa imparare da Soup Opera?

  • A partire da quello in cui si ha già esperienza. La capacità professionale di organizzare eventi è stata senz’altro utile per approcciare un’istituzione come il Maxxi e per portare a casa un evento come il Meating Art.
  • A cogliere le occasioni. Sei alla ricerca di una nicchia? Studia sì le statistiche internet, ma non scordare il mondo reale fatto di eventi unici come l’Expo o la mostra Food- Dal Cucchiaio al Mondo a cui si è unito il Meating Art.
  • Avere un filo conduttore, che nel caso di Paola sono le arti.



    Ph. http://images.vanityfair.it/


Cibo e moda

Come unire il glu glu della zuppa con il glamour delle passarelle?

Un esempio di questo connubio su tutti è Taste of Runway. Style in everyday life. Un nome su tutti è Anna Marconi.
Anna è subito partita da un progetto digitale che unisse abiti e ricette. Dal 2011 parte da un outfit per creare delle ricette. Ad esempio una torta soffice alle nocciole e lamponi a che abito potrà esserci ispirata? Come mixare i colori nel piatto con la texture di una giacca?

Unendo le competenze del mondo della moda a quelle dell’universo del cibo, Anna è giunta ad essere docente di fashion writing all’Istituto Marangoni di Milano.


Cosa imparare da Taste of Runway?

  • A partire da basi solide. La formazione nel mondo del fashion e della comunicazione ha dato le basi ad Anna Marconi per lanciare e far crescere il suo Taste of Runway.
  • A mischiare la carte per creare la tua nicchia. Non tutte le nicchie sono pure e semplici. Cosa ci azzecca un abito con una torta? O un cocktail con l’opera?
  • Ad imparare strada facendo. Il blog diventa l’occasione per crearsi le competenze in un settore come il fashion writing. Imparando si dimostra agli altri che il connubio moda e cibo è un matrimonio che s’ha da fare.
     

Se la nicchia è un Regno Unito

Il mio Regno per un blog: si sarà detta questo Miss Foodwise quando è diventata food blogger?
Celebrating British food and culture è il sottotitolo del blog, Miss Foodwise, di Regula Ysewijn.
Regula non viene dal Regno Unito. E’ belga. E’ uno degli esempi più vincenti di personal branding che conosca. Regula è Miss Foodwise: dal vivo, nel post e nel suo primo libro. Mai sentito parlare di Pride and Pudding? Dovresti.

Nasce come fotografa e graphic designer ed è diventata Regula al 100% tramite, anche, il web.
 


Ph. http://www.missfoodwise.com/


Cosa imparare da Miss Foodwise?

  • La nicchia è fatta di stile. Non pensare la nicchia come una questione legata esclusivamente all’argomento che tratti. Puoi creare una nicchia partendo dal tuo approccio a quell’argomento. Regula Ysewijn non ha solo scelto un tema che le era caro da anni, ma ha scelto di raccontarlo a modo suo. Analizza la parola, le fotografie e l’immagine che Regula dà di se stessa. Cos’è più british? Le ricette o la blogger?
  • A non barare. Scegliere una nicchia solo perché le statistiche lo dicono è un discorso che diverrà pesante col passare del tempo. Scegli ciò che sei, sai e saprai.
  • Avere una visione e non fermarsi alla scelta della nicchia. Mai sentito parlare di vision? Fatta la scelta, c’è molto lavoro che ti aspetta. Regula Ysewijn non ha subito pubblicato un’opera come Pride and Pudding. Ha affiancato l’attività di ricerca sul campo ad altri progetti, come la realizzazione delle fotografie di libri di cucina altrui (come Taste of Belgium).
    Un esempio più nostrano di una scelta di nicchia geografica, è Juls Kitchen. Il regno di Giulia Scarpaleggia è la Toscana. Il suo percorso recentemente ha portato alla creazione del JK Studio, uno spazio per raccogliere i corsi di Giulia e non solo. Scoprilo e tienilo d’occhio. Quello che nasce da un food blog non è figlio delle stelle, ma di tenacia e di una  visione chiara e lungimirante. Giulia e Regula si stanno rivelando delle grandi maestre in questo.
     

La nicchia del cibo non è una storia superata

Se dico antropologia alimentare, a cosa pensi?
Non è tempo di sedersi all’ennesimo banco di scuola. Lucia Galasso con Evoluzione Culturale sta facendo qualcosa di non comune. Antropologa dell’alimentazione, storica delle religioni, direttore scientifico di un museo, segretario dell’Antrocom Onlus e pure blogger: cos’altro vuoi? Di lei ti puoi fidare quando hai bisogno di capire da dove viene un certo cibo e che simboli nasconde.


Cosa imparare da Evoluzione Culturale?

  • Superare le barriere. Per Lucia Galasso l’antropologia alimentare non è scontata, banale o noiosa. Non è qualcosa da lasciare solamente dentro i libri universitari. Lo scopo ultimo dell’Evoluzione Culturale è avvicinare il “lettore comune” al “sapere specialistico”.
  • A pensare come comunicatori. La prima a farlo è stata proprio Lucia Galasso che non si è voluta fermare alla comunicazione didattica e al mondo universitario.
  • Oltre il food blog. Il cibo non è solo ricette e dietro le ricette si nasconde altro. In Evoluzione Culturale non trovi perché la torta della nonna richiede 100 grammi di farina, ma cosa quei cento grammi significano.
     

Tweet: yourbrand.camp
Le nicchie del food non sono una storia superata da @soupopera a @ECulturale.

#FoodStorytelling #foodblogging #YBC @rossella76


Le nicchie non finiscono qui. Già conosci Giulia Sotto La Metro? Te lo chiedo, perché le sue mappe del cibo METROpolitano di Roma e Milano sono un bell’esempio riuscito di creazione di una nicchia in un mondo del cibo già saturo d’idee. Se mi dai qualche altro minuto, ti trovo un altro esempio…Ma il tempo è scaduto per me.

Tira fuori dal forno la tua nicchia.


 

 

Potrebbero interessarti anche:

Quali sono le competenze del food blogger? All food bloggers are liars?

Piano editoriale, cibi sconosciuti e 6 keywords di separazione

Instagram, il food styling e l'arte di raccontare storie con il cibo e le foto

Oltre la Madeleine. 6 storie di cibo che puoi anche cucinare (parte 2)

Oltre la Madeleine. 6 storie di cibo che puoi anche cucinare

Le caramelle di E.T. Dal Product Placement allo storytelling

46 modi per raccontare gli spaghetti: storie e ricette illustrate

Il racconto del cibo ha nuovi linguaggi: ricette rap

Cibo (anche) per la mente: l'originale storytelling di Chipotle 

Che mangino Macaron: lo storytelling accidentale di un pasticcino con pedigree

Cibo da re, anzi da faraoni: realtà e leggenda nello storytelling del grano Kamut

Food and the City: New York e il video storytelling di Food, Curated 

Storytelling del crisis management: il caso Domino Pizza

Storytelling delle acque di lusso: esotismo ed esclusività

Alta cucina e storytelling: il caso di Story, ristorante narrativo

Trasparenza e narrazione in guardatustesso.it di Barilla

Le storie che abitano il territorio: l'esperienza di Storie da Vivere - Alto Adige/Sudtirol

Il sale rosa dell'Himalaya: uno storytelling da favola

Storytelling, telling stories: la narrazione nel marketing conversazionale

 

Rossella Di Bidino

Economista e blogger, friulana trapiantata a Roma, ama scrivere e ha un debole per i numeri. Dal 2007 il blog Ma che ti sei mangiato è il suo campo di battaglia fatto di ricette, viaggi, emozioni ed un'ennesima occasione per imparare a comunicare

Seguimi su: