Oltre la Madeleine. 6 storie di cibo che puoi anche cucinare (parte 2)

Si possono usare le ricette in letteratura? Se sì, come? L'esempio di 6 romanzi d'autore sul loro utilizzo nella narrazione letteraria.

 

 

Nella prima parte di questo articolo, proseguendo la nostra ricerca sul food storytelling e sui linguaggi creativi per parlare di cibo, abbiamo parlato del food novel, un sottogenere narrativo in cui il cibo ha un ruolo centrale nell'economia del testo. Nella quantità di testi disponibili, abbiamo scelto di approfondire le storie in cui le ricette entrano a far parte della narrazione.


Storie da cucinare

prosegue da "Oltre la Madeleine. 6 storie di cibo che puoi anche cucinare (parte 1)"


2) Nora Ephron, Affari di cuore (Heartburn)
Se in Amado le ricette rivelano il sentire della protagonista, qui accompagnano la sua presa di coscienza. La storia è semi autobiografica: anche la Ephron, incinta al settimo mese, aveva scoperto che il marito la tradiva con una sua amica. La protagonista, Rachel, diventa però un'autrice di libri di cucina e le ricette entrano nella narrazione con estrema naturalezza, accostate, come in fondo succede nella vita reale, a ricordi, annotazioni, riflessioni. Intessute nella quotidianità, non più incasellate in un algido ricettario, le ricette prendono vita, sino a diventare, in alcuni casi, co-protagoniste della scena. È il caso del celebre episodio della key lime pie , tradotta in italiano con torta al limone (!). Sappiamo da subito che la torta farà una brutta fine ma ne leggiamo la ricetta, pronti a sperare un esito diverso mentre seguiamo la progressiva presa di consapevolezza di Rachel, il filo di pensieri che la porterà a tirarla in faccia al marito invece di mangiarla. La torta è lo strumento della vendetta, è il simbolo della presa di coscienza ma anche l'inizio della liberazione. Non è più solo una ricetta: è il culmine della storia, con la magistrale ironia di cui era capace la Ephron.

 

Tweet: yourbrand.campLa Key lime pie non è più solo una ricetta: è il culmine della storia 

#FoodStorytelling #YBC @Roberta_Deiana  

 

 


3) Laura Esquivel, Come l'acqua per il cioccolato
Questo libro è stato un enorme successo. Oltre che il primo ad aver esplicitamente inserito delle ricette intere all'interno della narrazione, è il capostipite ufficiale dei food novel. Ogni capitolo, 12 per ciascuno dei 12 mesi, è aperto da una ricetta, o meglio, dalla lista degli ingredienti ed è chiuso dall'annuncio della ricetta del mese successivo, un po' come le puntate di una telenovela. La storia del resto le assomiglia molto: Tita, ultima figlia, da sempre innamorata di Pedro e ricambiata, viene costretta dalla madre a restare nubile per servire in casa. Nel frattempo lui sposerà la sorella che non ama pur di starle vicino.



La preparazione della ricetta si mescola alla narrazione della vicenda e la pietanza la influenza, le fa da controcanto, mantenedendo quasi sempre un posto centrale. Per esempio la ricetta delle quaglie ai petali di rosa, quelle cucinate da Tita con tutta la passione repressa, intrisa della furia per il matrimonio imminente dell'amato con la sorella e per il mazzo di rose regalatole, diventa un cibo afrodisiaco che influenza i comportamenti dei commensali e lo svolgimento della storia. Anche in questo caso, cucinare una qualsiasi di queste ricette significa rimettere in scena quella storia, riviverla, diventarne parte, co-creare quel mondo immaginario mettendoci anche un pezzo della nostra storia.

 

Tweet: yourbrand.campCucinare una di queste ricette significa mettere in scena quella storia

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4)  Le relazioni culinarie, Andreas Staikos
È la storia di una sfida gastronomico-sentimentale tra due gourmet, Dimitris e Damocle, per conquistare la bella Nanà, amante di entrambi e della loro cucina. Il cibo in questo caso è l'arma di seduzione, studiata e pensata esattamente con l'intento di gratificare l'amata, ma è anche una parte importante della relazione della donna con ciascuno dei due uomini. Per questo le ricette non possono che essere raccontate con dovizia di particolari, così come le intenzioni che stanno dietro le scelte. Per esempio, le patate noisette che Damocle prepara per Nanà nascono con l'intenzione di trasformare per lei un piatto comune come le patate al forno in un'esperienza straordinaria per il palato. In questo caso sono delle patate perfette che si sciolgono sul palato, tanto che lei non deve nemmeno masticarle. Ogni ricetta nel libro è così: con un'intenzione di seduzione totale, del palato, del corpo e della mente. Ed è una tessera di questa storia pronta ad essere rivissuta.
 

5) La vendetta della melanzana, Bulbul Sharma
Questo libro è una raccolta di racconti e di scene di vita dell'India contemporanea, tratteggiati con ironia e leggerezza dall'autrice assieme alle ingiustizie e i pregiudizi della stessa società indiana. Il cibo anche qui pervade le storie ed è spesso protagonista della narrazione. Alla fine del racconto, dopo che la storia si è dipanata e conclusa, le ricette sono offerte al lettore per riprodurle. In Barattoli d'oro, per esempio, l'achar, la conserva di mango verde (da noi tradotta con mostarda), così come tutto il cibo, viene centellinata dalla matrona Buaji che custodisce gelosamente le chiavi della dispensa e decide le razioni che spettano ad ogni membro della famiglia e della servitù. L'achar proibito genera fantasie e desideri, mentre rivela favoritismi verso i maschi della famiglia, ingiustizie verso la servitù, pregiudizi, e contraddizioni umane. Ogni ricetta apre istantaneamente uno spaccato su un altrove lontano, non sempre desiderabile, ma sicuramente di grande fascino: qui non sono le storie in sé a far desiderare di essere rivissute, ma l'atmosfera, l'incanto di un mondo esotico che qui è restituito intatto.


6) Ricette immorali, Manuel Vazquez Montalban
Uno degli usi narrativi più interessanti delle ricette è quello, giustamente noto, di Montalban. Non si tratta di un vero e proprio romanzo ma di una serie di ritratti di tipologie umane, accompagnate dalla ricetta specifiche adatta alla loro seduzione, o viceversa. La narrazione è tutta nell'evocazione dei tipi e nella sagacia con cui vengono indagate le loro debolezze alimentari. Di certo, ogni ricetta viene trasfigurata, e, da semplice elenco di istruzioni, diventa all'istante un filtro magico di seduzione, una chiave d'accesso alla psiche e al corpo del/la corteggiato/a, un grimaldello sensoriale.

 

Tweet: yourbrand.campDa elenco di istruzioni, la ricetta diventa filtro magico di seduzione
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Benché gli accostamenti a volte siano un po' algidi, l'idea del manuale di seduzione gastronomico è sufficiente per trasfigurare una ricetta venandola quantomeno di una certa sensualità: è l'appartenenza a quel determinato libro che ne decide il fascino. Raccontare la storia di queste ricette ai commensali, li trasporta in un'altra dimensione, quella del potere afrodisiaco dei cibi, che poi non è nient'altro che il potere (anche) afrodisiaco delle storie.

 

Tweet: yourbrand.campIl potere afrodisiaco dei cibi è il potere (anche) afrodisiaco delle storie

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Roberta Deiana

Foodie amante del web, viaggiatrice appassionata di comunicazione efficace e storytelling, scrittrice social, food stylist 2.0, quando non scrive fa esperimenti creativi. Ama il pensiero laterale, lo humour inglese e il fact checking.

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