Piano editoriale, cibi sconosciuti e 6 keyword di separazione

Come passare da cibi sconosciuti ad un piano editoriale in 6 keyword facendo attenzione ai contenuti, al linguaggio, al lungo periodo e all’epic local fail. 


E' in corso la nostra iniziativa: Call for Marketing Talents. Per YBC infatti è importante conoscere sempre nuovi talenti e collaborare con loro, sia come iscritti alla nostra community, sia come nuovi redattori per il nostro blog! La Call, dedicata a tutti i blogger (e non) appassionati di Marketing - perché la comunicazione in Rete si può fare in modo divertente, coinvolgente, utile, ma ha bisogno di voi - ci ha fatto conoscere Rossella Di Bidino. A lei la penna!



A bruciapelo. Quante keyword di separazione ci sono tra la brovada e la pizza? Si parla di massimo 6 come tra noi ed Obama. Ma sai cos’è la brovada?
La brovada è un piatto da friulani, che nasce dalla macerazione delle rape bianche dal colletto viola. Non è comune che una persona si svegli la mattina e digiti brovada su Google. E’ molto più probabile che cercherà la ricetta della pizza. Pensa alla tua brovada, al tuo cibo locale. Non è hipster, non è glamour, ma tu lo devi promuovere quel cibo sconosciuto. Non demoralizzarti: datti un metodo. Con l'entusiasmo di chi ci ha provato propongo un attacco su più fronti basato su un piano editoriale sviluppato con la tecnica delle 6 keywords e un piano contenuti, di linguaggio, di lungo periodo e d'emergenza.
 

                  


Piano editoriale con 6 keyword di separazione

Sviluppare un piano editoriale per dei cibi locali e sconosciuti in modo creativo, logico, selettivo e con un occhio ai numeri è possibile. Integra il mind mapping con le 6 keyword di separazione.
La parola keyword è usata al limite dell’improprio, ma lo scopo è chiaro. Si parte dalla brovada per arrivare alla pizza. Ossia, si va oltre il misconociuto cibo locale legandolo ad una serie di temi man mano più noti, per veicolare il traffico verso ciò che ci interessa.

Per farlo:

  • parti dalla tua brovada. Pensa a tutti i possibili temi correlati fino a giungere ad un termine con ottime statistiche di ricerca, come la pizza;
  • semplifica la mappa mentale puntando a soli 6 termini. Devi dare una priorità ai rami della tua mappa mentali;
  • tranquillo, la prima scelta non sarà quella giusta. Rivedi le 6 keyword alla luce delle loro statistiche di ricerca. Le puoi cambiare;
  • assicurati sempre che ci sia un legame logico tra le keyword scelte;
  • ad ogni keyword sarà associato un post nel piano editoriale, che richiamerà i precedenti.


Mescola così saperi, logica e dati.
Lo so, è più facile a dirsi che a farsi. Devi praticare una dura selezione, ma a fin di bene.
Il piano editoriale non è fatto per ripetere ai lettori quello che già conoscono, ma per fargli venire la curiosità di sapere quel “un po’ di più” che tu invece sai. E’ una rincorsa, più che al contenuto, al desiderio di sapere.
Ogni post è un possibile punto di entrata del lettore nel mondo della tua brovada. Non è detto che i post verranno scoperti nella giusta sequenza. Le tue 6 keyword di separazione si traducono in un lazo che non lascia scappare il lettore, ma lo fa sedere alla tua tavola.

 

Tweet: yourbrand.campDevi promuovere un cibo locale e sconosciuto? Cerca 6 keyword di separazione.

@rossella76 #YBC #foodblogging


Un piano di contenuti

Scelte le keyword, scrivi. Scatena il content editor che è in te.
Diverse sono le tipologie di post tra cui scegliere come:

  • post di approfondimento, che può rappresentare le fondamenta di tutto il tuo piano editoriale. E’ il post che può diventare un punto di riferimento come può esserlo ad esempio una Guida ai biscotti allo zenzero;
  • interviste a produttori locali o esperti: racconta la brovada dalla viva voce dei protagonisti;
  • liste di risorse e che rispondono ad esigenze concrete, come può essere il post Regala friulano & be happy;
  • post di viaggi. Lega cibo, territorio ed eventi;


Non fermarti:

Rassegnati. La classica ricetta non basta. Pensa al lettore di Napoli. Se non può acquistare gli ingredienti, come può fare la brovada col muset?

 

Dialetto e web

Affrontare il dialetto nella comunicazione online non è facile. Il dialetto è complesso. Il web è immediato.

Per ogni lettore che vive il dialetto come una lingua ce ne sono due che non sanno pronunciare la parola cjalsons ed altri tre che non riconoscono la complessità di significato di un termine dialettale.
Bisogna mediare. Il dialetto può essere inserito nel post traducendolo non solo letteralmente. Si parte da ciò che dice la società filologica e se ne amplifica l’immediatezza.
Bisogna contestualizzare il dialetto alla realtà gastronomica, sociale e culturale d’oggi. 
 

Tweet: yourbrand.campNel lungo periodo saprete cosa sono i blecs! Serve una visione senza miopia. 

@rossella76 #YBC #foodblogging


Occhio al lungo termine

Nel lungo periodo saprete tutti cosa sono i blecs!

Serve una visione senza miopia. Ti stupirai di quanto passaparola, eventi locali, condivisioni e post correlati sortiscano il loro effetto nel medio termine. Il post ben fatto entra a far parte di un sistema.

Non guardare alle statistiche immediate. Non lasciarti intimorire dalla carenza di commenti del giorno dopo. Non ringrazierò mai abbastanza l’amica che mi chiese “Cosa fare a Udine in un giorno?”. Ne è nato un post nel 2010 che raccoglie ancora commenti e mi permette di rinviare a post più food-oriented. 
Questi successi vanno colti al balzo. Crea un legame con i lettori, capisci come sono arrivati al post e cosa li ha portati a commentare. Sono tutte occasioni per rinnovare il tuo piano e vedere il frico con occhi diversi.
 

Emergenza epic local fail

Ci è caduto pure Bruce Springsteen. Ha detto Mandi a dei triestini. (Che si sappia: triestini e friulani non vanno d’amore e d’accordo e sono i friulani che si salutano col Mandi).

Preparati all’epic local fail. Le sensibilità in gioco sono molte. Le resistenze agli sforzi di rendere smart qualcosa di tradizionale non mancano. Le generalizzazioni, che scrivere sul web impone a volte, possono non essere comprese.

Bisogna andare oltre la permalosità ed il mero particolarismo. La migliore reazione è rendere un epic fail un’occasione per arricchire il piano editoriale andando oltre la critica aggiungendo contenuti e punti di vista che ti erano sfuggiti. 
 

Tweet: yourbrand.campCi è caduto pure Bruce Springsteen. Preparati all’epic local fail.

@rossella76 #YBC #foodblogging 


...Ora pizza per tutti!








 

Ha risposto alla Call... Rossella Di Bidino

Economista e blogger, friulana trapiantata a Roma, ama scrivere e ha un debole per i numeri. Dal 2007 il blog Ma che ti sei mangiato è il suo campo di battaglia fatto di ricette, viaggi, emozioni ed un'ennesima occasione per imparare a comunicare.

 


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Rossella Di Bidino

Economista e blogger, friulana trapiantata a Roma, ama scrivere e ha un debole per i numeri. Dal 2007 il blog Ma che ti sei mangiato è il suo campo di battaglia fatto di ricette, viaggi, emozioni ed un'ennesima occasione per imparare a comunicare

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