Quali sono le competenze del food blogger? All foodblogger are liars?

Cosa significa saper essere un food blogger? Quali sono le sue competenze? Un elenco di capacità e di letture per capirci di più.

 

Hai mai letto All marketers are liars?  

Seth Godin, il suo autore, adottò una strategia vincente per difendere il marketing ed il suo ruolo. In All marketers are liars svelò che quei bugiardi (liars) degli esperti di marketing, in realtà, sanno raccontare storie (tell stories). Ma i food blogger cosa sanno fare oltre cucinare? Raccontano storie? Quali sono le competenze, non culinarie, di un food blogger che si rispetti (e da rispettare)? 

Partiamo dal nostro soggetto di studio: il/la food blogger.

I food blog che promettono dosi affidabili e spaccati di vita reale. Ma quanto è vero ciò che leggiamo online? Cosa si nasconde dietro quel post che ci ha catturato l'anima prima ancora della dieta? 
I food blogger non mentono: hanno delle competenze.

Quello che non siamo abituati a vedere immediatamente in un post con ricetta sono loro, le competenze. Sì, non basta amalgamare gli ingredienti dentro una ciotola, bisogna anche shakerarli bene online ed offline. Non basta avere un indirizzo web, bisogna dargli un'anima e non stare mai con l'anima in pace. Essere food blogger non è per tutti. E’ una ricerca del gusto senza sosta. Un food blogger impara strada facendo.
 

Tweet: yourbrand.camp
L’arte del food blogger tra competenze, letture ed ingredienti.

#FoodStorytelling #foodblogging #YBC @rossella76


Le competenze che salvano i food blogger

Eccoci al dunque: cosa sanno fare i food blogger?
Partiamo dalla cose più semplici, ma non così scontate, fino a giungere alle alte sfere delle competenze, lasciando il lato più prettamente culinario in cucina.


Non essere analfabeta

Il food blogger, e non solo lui, deve saper scrivere in italiano. L’analfabetismo di ritorno deve essere evitato, così come l’affidarsi ad un lessico troppo anglofono che fa tanto taste, ma dona poco gusto alla lettura. Letture frequenti, un ripasso e la mente all’erta aiutano.
Oramai, nell’alfabetismo è inclusa una buona dose di inglese. Saper leggere in inglese è quasi essenziale per avere accesso ad utili materiali (e non parlo solo di ricette).
Lettura consigliata:

Scrivere le ricette

Le ricette in molti casi sono il cuore dell’attività di un food blogger. Si ricollegano alla sua mission embrionale.
Se il blog nasce come diario digitale, il food blog rappresentò una delle prime evoluzioni digitali del quaderno di ricette. Allo stesso modo, se scrivere un diario non significa essere degli scrittori, annotare le dosi non vuol dire saper scrivere una ricetta.

Cosa vuol dire scrivere una ricetta? Con che ordine riportare gli ingredienti? Come scrivere in maniera chiara una ricetta per renderla replicabile? Spiegando i passi da fare devo ricorrere al voi o al tu?

Letture consigliate:

Raccontare il cibo

All food blogger aren’t liars, they tell story. La storia di un food blogger è il cibo e tutto ciò che ci gira attorno.
Siamo abituati a leggere e scrivere di noi, di politica, economia, filosofia, ma esiste una letteratura, non banale, del cibo e non è necessariamente una cosa da femmine (giusto per motivare i più scettici). Il food writing è un genere letterario che ha una storia oramai secolare. Esiste da ben prima dei blog. Nomi di spicco vanno da Brillat-Savarin ad Elizabeth David, da Calvin Trillin a MFK Fisher passando per Julia Child. E forse avrai sentito parlare anche di Ruth Reichl. La lista di nomi è lunga e merita di essere scoperta attraverso gli stili di ognuno.
Ad esempio, come descriveresti l’approccio di David Foster Wallace in Consider the lobster?

Letture consigliate:



Fotografare

Non è solo l’occhio a voler avere la sua parte, ma è anche la tavola a dover essere imbandita a dovere. Se la parola affabula per avvicinarsi al cibo, ci vuole la macchina fotografica (o un video) a convincerci a sederci in tavola o a vivere quella cucina che tanto affascina il food blogger.
Non è solo questione di scattare una fotografia. La fotografia deve rafforzare la narrazione del blogger. Ecco allora che entra in gioco la capacità tecnica, l’inquadratura giusta e il food styling.
E tu che credevi che bastasse la tortiera giusta!

Letture consigliate:

Quando il racconto si fa recensione

Capita che il foodblogger debba raccontare un’esperienza vissuta non nella propria cucina, ma in tavola d’altri. Siamo nell’ambito delle recensioni e del racconto del cibo in viaggio. Potrà apparirti una cosa banale.
Dopotutto un vero food blogger già racconta gli ingredienti che impasta. Recensire, però, richiede altro: c’è da trasmettere un’atmosfera che non può essere inventata di sana pianta e c’è un sapore da descrivere.
Ci vuole maestria per non cadere nella sindrome da TripAdvisor.

Letture consigliate:

Tweet: yourbrand.campUn vero foodblogger non cade nella sindrome da TripAdvisor.

#FoodStorytelling #YBC @rossella76


Il food blogger comunica (o ci prova)

Il (o la) foodblogger deve saper scrivere e lo deve saper fare per comunicare al meglio. Lo scrivere sta al diario come il comunicare sta al web. O ancora, non tutti quelli che sanno scrivere, sanno farsi capire. Lo scopo oggigiorno è essere compresi. Lo stile di scrittura è importante, la capacità narrativa essenziale, ma tutto in nome della comunicazione. Non siamo qui a pettinare la poetica chiusi in una stanza. Il blog è vetrina!
Parafrasando Emanuela Zaccone, non si può pensare che i foodblog siano compartimenti stagni, che poco o nulla hanno a che vedere con le attività di comunicazione ed il marketing.
Il food blogger è incastonato dentro una rete di digital pr e piani marketing altrui. Di questo deve essere cosciente e ne deve diventare attore attivo.

Letture consigliate:

Farsi trovare tra SEO e social media

SEO, SERP, Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Snapchat: sì, sono parole di senso compiuto.
Il food blogger lo sa. Che tu sia nativo digitale, geek o testa dura, "non nasci imparato". Gli esami non finiscono mai, al pari delle competenze da acquisire o affinare. Se mi stai leggendo, ora, vuol dire che hai trovato questo post e spero che questo non sia avvenuto per caso. Soprattutto quello che Google ti consiglia, non lo decide per capriccio lui.

E’ questione di Search Engine Optimization e molto altro.
Se, invece, sei uno smart, saprai che i Twitter ed i suoi amici molto possono nel navigar mi è dolce in questo web. Quindi, tanto vale, dopo aver fatto la fatica di scrivere il post perfetto, di portarlo sull’ipad di tutti scoprendo che un’app non vale l’altra e che ognuna parla a suo modo.

Letture consigliate:

Un pizzico di etica

Sarò un’inguaribile romantica, ma un pizzico di etica ci vuole.
Superata l’epoca della par condicio, oggi ancora si parla di trasparenza. Succede che di questa ci sia bisogno anche tra i foodblogger. Dai, diciamolo se il post è sponsorizzato o se per quella ricetta ci siamo ispirati ad un collega. Chiamala etica se vuoi, ma amalgamala bene online.

Letture consigliate:

Ed ora a te l’ardua sentenza. All food bloggers are liars o saper essere un food blogger richiede delle competenze?
 


 

 

Potrebbero interessarti anche:

Piano editoriale, cibi sconosciuti e 6 keywords di separazione

Instagram, il food styling e l'arte di raccontare storie con il cibo e le foto

Oltre la Madeleine. 6 storie di cibo che puoi anche cucinare (parte 2)

Oltre la Madeleine. 6 storie di cibo che puoi anche cucinare

Le caramelle di E.T. Dal Product Placement allo storytelling

46 modi per raccontare gli spaghetti: storie e ricette illustrate

Il racconto del cibo ha nuovi linguaggi: ricette rap

Cibo (anche) per la mente: l'originale storytelling di Chipotle 

Che mangino Macaron: lo storytelling accidentale di un pasticcino con pedigree

Cibo da re, anzi da faraoni: realtà e leggenda nello storytelling del grano Kamut

Food and the City: New York e il video storytelling di Food, Curated 

Storytelling del crisis management: il caso Domino Pizza

Storytelling delle acque di lusso: esotismo ed esclusività

Alta cucina e storytelling: il caso di Story, ristorante narrativo

Trasparenza e narrazione in guardatustesso.it di Barilla

Le storie che abitano il territorio: l'esperienza di Storie da Vivere - Alto Adige/Sudtirol

Il sale rosa dell'Himalaya: uno storytelling da favola

Storytelling, telling stories: la narrazione nel marketing conversazionale

 

 

Rossella Di Bidino

Economista e blogger, friulana trapiantata a Roma, ama scrivere e ha un debole per i numeri. Dal 2007 il blog Ma che ti sei mangiato è il suo campo di battaglia fatto di ricette, viaggi, emozioni ed un'ennesima occasione per imparare a comunicare

Seguimi su: