Storytelling delle acque di lusso: esotismo ed esclusività

Un breve viaggio nel mondo delle acque di lusso, un mercato in cui lo storytelling è sempre piuttosto esotico ed esclusivo, e la comunicazione è più importante del prodotto.

Per chi è interessato allo storytelling food/beverage, il mercato delle acque di lusso è straordinario. Ovunque ti giri, trovi una storia meravigliosa - corredata da premium price adeguato, ça va sans dire. 

C'è davvero l'imbarazzo della scelta: dall'acqua Fiji alla Andes; dalla Voss alla Nakd, alla Elsenham, alla Ty Nant è tutto un susseguirsi di falde acquifere filtrate a turno da rocce vulcaniche in isole del Pacifico, alle pendici delle Ande o in Nuova Zelanda;  o da ghiacciai norvegesi, da fonti centenari inglesi o fonti purissime gallesi. E sto citando solo le più note.

Il bodycopy racconta con dovizia di particolari il percorso di queste acque, sempre in paesi lontani, fascinosi, incontaminati, meraviglie della natura che producono acque estremamente benefiche, a turno per l'alto contenuto di silice, l'assenza di minerali, la ricchezza di minerali, l'alcalinità bilanciata, la quasi assenza di sodio.

 

Tweet: yourbrand.campIl mercato delle acque di lusso è pieno di storie #FoodStorytelling #YBC #YourBrandCamp @Roberta_Deiana  

 

 

Lo storytelling è costruito in prima battuta sul carattere esotico ed esclusivo della provenienza di queste acque. I dettagli geografici dell'Altrove meraviglioso e fotogenico da cui provengono sono evocati in descrizioni emozionali in cui si ripercorre l'ipotetico percorso delle acque, creando un vero e proprio viaggio mentale in quei luoghi, proprio come nello storytelling di viaggio.

Ma è un viaggio mentale con un approdo fisico non in terre esotiche ma nella bottiglia che li richiama, che è anche un oggetto di design e spesso rinforza la storia: penso per esempio al packaging di Fiji, che richiama lo scenario esotico dell'isola o a Nakd la cui bottiglia essenziale ribadisce la leggerezza dell'acqua.

 

Tweet: yourbrand.camp

L'approdo del viaggio esotico è la bottiglia d'acqua 
#FoodStorytelling #YBC  @Roberta_Deiana  

 

 

Sono acque lussuose per la provenienza, ma, in seconda battuta, anche per l'esclusività: si vedono sui set cinematografici o in mano a celebrities, e in molti casi sono reperibili solo in ristoranti o shop di lusso. I prezzi sono in linea: si va dai 6 ai 12 euro per litro; è l'acqua di “una categoria premium […] che a pasto, può ordinare un'acqua di lusso, così come un vino pregiato o uno champagne.” come ha detto Michael Johnstone, CEO di Elsenham

Ci sono anche acque come BlingH2O che puntano tutto sull'esclusività. La comunicazione è costruita con foto fashion, modelle, celebrities assortite. L'acqua? È secondaria. Certo, passa attraverso nove (!) livelli di purificazione. Ma quello che la contraddistingue davvero è la bottiglia riccamente decorata con swaroski. E il costo: dai 50 ai 100 dollari circa per litro. È lifestyle, non idratazione.

Nonostante il boom sia passato, i menù di acque spariti dai ristoranti, i brand più estremi ritirati dal mercato (per es. Cloud Juice, acqua piovana raccolta nella foresta Tasmaniana), molte sono ancora le acque di lusso disponibili.

L'acqua in bottiglia, per noi occidentali è scontata, ma per buona parte del mondo è un lusso. Visto che però ha il difetto di essere un lusso troppo accessibile, con queste acque diventa un lusso un po' più speciale. Lo storytelling, il design e il prezzo, aiutano.

Come ha detto Reinier Evers, fondatore di trendwatching.com. "Non importa che tu faccia pagare 300 sterline per un servizio normale, se lo accompagni con una bella storia e dai al tuo acquirente qualcosa da raccontare.”

 

Potrebbero interessarti anche:

Alta cucina e storytelling: il caso di Story, ristorante narrativo

Trasparenza e narrazione in guardatustesso.it di Barilla

Le storie che abitano il territorio: l'esperienza di Storie da Vivere - Alto Adige/Sudtirol

Il sale rosa dell'Himalaya: uno storytelling da favola

Storytelling, telling stories: la narrazione nel marketing conversazionale

 

Roberta Deiana

Foodie amante del web, viaggiatrice appassionata di comunicazione efficace e storytelling, scrittrice social, food stylist 2.0, quando non scrive fa esperimenti creativi. Ama il pensiero laterale, lo humour inglese e il fact checking.

Seguimi su: