Storytelling, telling stories: la narrazione nel marketing conversazionale

La narrazione risponde da sempre al bisogno umano di storie. Diventa storytelling quando aiuta a raccontare brand e prodotti, crea interazione bidirezionale e genera coinvolgimento emotivo. Anche nel food, quest'anno ancora più al centro delle conversazioni grazie ad Expo 2015 e al grande tema dell'alimentazione.

Ultimamente si parla spesso di storytelling, l'inglese per “narrazione”.

Non vi inganni l'allure di modernità dell'idioma anglosassone: è la veste nuova di una pratica la cui origine si perde nella notte dei tempi. La razza umana ha da sempre usato le storie per trasmettere conoscenza, regole, informazioni ammantandole di meraviglioso e straordinario.

 

Abbiamo bisogno di storie, perché abbiamo la necessità di lasciar andare la mente razionale e abbandonarci alla trance narrativa, di perderci dentro un racconto, infilarci dentro infiniti mondi immaginari, e viverli intensamente, pur restando su questo pianeta.

Abbiamo bisogno di storie per abbandonarci alla trance narrativa   

#FoodStoryTelling#YBC #Expo2015
@Roberta_Deiana

Tweet: yourbrand.camp
Tweet this

 

 

Più specificatamente, nel marketing conversazionale la narrazione diventa “storytelling” quando viene messa al servizio di un brand o di un prodotto. Il passaggio all'inglese aiuta a distinguere i due concetti, o forse ha il solo scopo di rendere il secondo più cool (la scelta della lingua, in fondo, è già un meta-storytelling).

 

La narrazione è storytelling se al servizio di un brand/prodotto  

#FoodStoryTelling#YBC #Expo2015
@Roberta_Deiana

Tweet: yourbrand.camp
Tweet this

 

 

Un buon storytelling trasforma una comunicazione unidirezionale di informazioni in un'esperienza bidirezionale, che entra nella sfera personale del consumatore e può generare un coinvolgimento emotivo anche profondo. Succede quando riesce a parlare sia alla testa che al cuore 

Certo, si tratta di uno strumento potente, che richiede responsabilità. Mentre racconta il prodotto/brand, crea ancore mnemoniche e associazioni positve, mentre produce entertainment genera fidelizzazione sul brand aumentando il coinvolgimento del cliente e il riconoscimento nel prodotto/brand e nei suoi valori.

Lo storytelling è uno strumento potente e richiede responsabilità  

#FoodStoryTelling#YBC #Expo2015
@Roberta_Deiana

Tweet: yourbrand.camp
Tweet this

 

 

Uno strumento magnifico, peraltro, efficace ma anche estremamente versatile, che funziona bene anche in campi molto diversi, dalle automobili al cibo. Non è un caso che sia così popolare.

 

Io, forse lo avrete intuito, nelle prossime settimane vi parlerò proprio della declinazione food dello storytelling, forse la conversazione più attuale del momento.

 

Letteralmente: oggi si apre l'Expo Milano 2015, l'esposizione universale dedicata all'alimentazione e alla nutrizione, e per i prossimi 6 mesi stimolerà la conversazione su tutti gli aspetti dell'alimentazione, da quelli culturali sino a quelli legati alla sostenibilità e alla nutrizione globale.

 

E su YourBrand.Camp?

Qui, nelle prossime settimane, conto di raccontarvi le storie più interessanti legate a prodotti, località e brand food che incrociato sulla mia strada.

Parlerò di come si racconta il food in Italia, delle tipologie di narrazione che si utilizzano, dei temi che ritornano, e di tutto quanto contribuisce a costruire lo storytelling.

Andrò a curiosare come si fa storytelling sui luoghi del turismo enogastronomico, come il cibo si rapporta al territorio e che tipo di storie genera.

Farò anche qualche incursione all'estero: per quanto si tratti spesso di prodotti non diffusi da noi o con modalità non replicabili, ci sono molti casi interessanti, che possono esserci di ispirazione. Qui e là farò anche qualche riflessione un po' più tecnica sulle tecniche di narratologia, ma sempre in maniera piacevole e divertente.

La settimana prossima, cominciamo con un antipasto di storytelling in salsa food.

 

Trasparenza e narrazione in guardatustesso.it di Barilla

Le storie che abitano il territorio: l'esperienza di Storie da Vivere - Alto Adige/Sudtirol

Il sale rosa dell'Himalaya: uno storytelling da favola

Di cosa parliamo quando parliamo di (food) storytelling

 

Roberta Deiana

Foodie amante del web, viaggiatrice appassionata di comunicazione efficace e storytelling, scrittrice social, food stylist 2.0, quando non scrive fa esperimenti creativi. Ama il pensiero laterale, lo humour inglese e il fact checking.

Seguimi su: