Cosa significa Branding Partecipativo? Ne parliamo il 1 luglio a Rimini

Brevi anticipazioni del mio intervento a Rimini per #DigitaleRosa. Vi aspetto il 1 luglio!


Per Digitale Rosa, l'evento che riunisce molte valide esperte del Web e che si terrà a Rimini il prossimo 1 luglio nell’ambito delle manifestazioni della  Notte Rosa, ho scelto paradossamente un argomento che non è non strettamente digitale. Eccolo:



BRANDING PARTECIPATIVO

Connettere le storie dei brand e le vite delle persone


Gli elementi di un piano di marketing sono fondamentalmente (anche in ambiente digitale) cinque:

1. Il brand
2. Il territorio in cui si muove
3. Le persone con cui interagire
4. I contenuti
5. Lo stile, il carattere (comunemente detto tone of voice).


Mentre si parla molto di contenuti web, community, campagne, tecniche efficaci sui Social etc, spesso il primo fattore, cioè il brand che ne è al centro, con tutte le responsabilità del caso, viene dato per scontato nelle sue definizioni. La personalità e l’identità di un brand si evolvono e si costruiscono oggi in modo molto diverso dal passato. Allora cosa significa fare branding in modo efficace oggi?

Proverò a fare una piccola riflessione (nei venti minuti di tempo a mia disposizione).
 

Tweet: yourbrand.camp
Web, social, contenuti, community: dov’è il brand, come si costruisce?

#brandingpartecipativo #YBC @flaviarubino666


I fondamentali del marketing

Nonostante le mie premesse e nonostante quello che si pensa comunemente, non sono affatto cambiati: l’obiettivo del Marketing è creare valore e misurarlo.
Il valore principale attraverso cui le persone si relazionano alle aziende sono e restano proprio i brand. Cambia però il tipo di rapporto, lo scambio che si instaura. Per esempio rispetto alla Generazione X, i Millennials sono meno affezionati ai brand in quanto tali. Il loro rapporto è più rapido, direi quasi effimero, utilitaristico. Non accumulano dati, ma vivono singole esperienze. Questo ha una serie di implicazioni nella definizione del valore.
 

Una comunicazione che funziona

Contano sempre gli aspetti qualitativi e quantitativi della comunicazione. Ma siamo passati da una comunicazione persuasiva e caratterizzata dall’ostentazione, a una sicuramente più autentica, la cui misura principale di successo non è la persuasione del target ma il coinvolgimento, l’interazione.
Torniamo quindi al concetto di valore questa volta nel senso non economico, ma come visione ideale della vita: coinvolgersi significa aderire a dei valori. Un brand oggi deve saper incarnare dei valori a cui ispirarsi, ma non può farlo da solo. Li identifica e li propone, e le persone li “portano in vita”, in un processo che di fatto è di cocreazione e che oggi è possibile proprio grazie al web.


Influencer che partecipano

Gli attori della Rete che definiamo influencer, cioè le persone che hanno una presenza e dei contenuti utili e riconoscibili, possono essere fondamentali in questo processo di cocreazione di valore - e di valori. Spero che qualche esempio concreto aiuti a capire la differenza tra una vera partecipazione, che genera fiducia, collaborazione e INSIGHT rilevanti (amo gli insight rilevanti!)… e tutto quello che invece non lo fa.


Testimonial che “abilitano”

Sì, esistono ancora i testimonial che funzionano e un Influencer può fare anche uno spot TV.
E’ da chiarire però la differenza tra un approccio partecipativo e uno.. aspirational.  Anche qui qualche esempio sarà utile.
 

Tweet: yourbrand.camp

 
Se gli influencer partecipano e i testimonial abilitano è #brandingpartecipativo.

#digitalerosa #YBC @flaviarubino666

 


Vi ho incuriosito? Ci vediamo a Rimini, o prossimamente qui nel Marketing Camp.

 




Potrebbero interessarti anche:  

Aiuto dunque Influenzo (e Vendo)

Sinergia e valore condiviso: con gli influencer si lavora insieme

E tu cosa pensi dell'Influencer marketing? Rispondi al nostro sondaggio

#InflUTILITY: un sito, un Book, un Camp 

Sinergia e valore condiviso: con gli influencer si lavora insieme

Reputazione una questione anche di #inflUTILITY

Quantità o qualità: la conversione è ciò che conta

C come Contesto: non esiste influenza senza congruenza

B come personal Branding: l'influenza nasce da qui

A come Autorevolezza: un fattore di influenza fondamentale

Influencer Marketing: si parte dalle necessità degli utenti

L'influenza e il kit del...contagio

Influencer Marketing (o relazioni)?

La mia teoria dell'Emotional Lead generation

 

 

Flavia Rubino

Prima direttore marketing e globetrotter in grandi aziende del largo consumo, poi fondatrice di The Talking Village e di YourBrand.Camp : crede che i tanti pregiudizi negativi sul marketing siano solo la conseguenza di quello fatto male, e che ancora troppo poco si sappia di quello fatto bene.

Seguimi su: