Credibilità, la parola magica dell'influenza

Influencer? Nessuna passione, nessuna competenza e nessuna presenza in rete può generare influenza senza credibilità. Non si tratta di saper comunicare o di conoscere una materia o un argomento, ma di essere se stessi e di rappresentare un punto di riferimento sicuro.

 

Piacerebbe a molti, che i meccanismi della fede religiosa potessero funzionare anche nel business: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (Gv 20,29). Risorto dai morti, Gesù si presentò ai suoi discepoli, che dopo qualche esitazione lo riconobbero e credettero al suo miracolo.

Credettero tutti tranne Tommaso, che non era presente al momento dell’apparizione e che, informato dagli altri discepoli, dichiarò senza mezzi termini che avrebbe creduto solamente dopo aver infilato il dito nelle piaghe dei chiodi e della lancia. Ovviamente Tommaso fu accontentato, in una successiva apparizione di Gesù agli apostoli, ma la sua mancanza di fede fu seccamente stigmatizzata.

Beati quelli che credono, dunque, ma nel contesto laico del business questo miracolo è assi raro (beato chi ci crede, semmai). Per credere la gente pretende di vedere, di toccare, di assaggiare e di valutare, anche se spesso queste azioni sono condizionate dalla pubblicità e dall’influenza di elementi e persone terze, più o meno vicine.

Tra le aziende e le persone si instaura una sorta di “cerchio della fiducia” in cui ciascuno di noi inserisce i brand, i prodotti i servizi e gli “influencer” di cui ci fidiamo, perché sappiamo essere validi, capaci, onesti e, soprattutto, credibili.
 


Nessuno può essere influente senza credibilità, perché la competenza e la capacità, da sole, non sono garanzia di lealtà, di onestà e di obiettività. Una laurea in legge, ad esempio, non è di per sé un titolo sufficiente a rendere influenti in materia legale tutti i laureati in questa materia. Viceversa però, una lunga carriera non rende necessariamente un avvocato più influente di un praticante, se a suffragare il suo lungo corso non c’è la credibilità.
 

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Cosa fa di un utente della rete un #influencer? Prima di tutto la sua credibilità.

@Cla_Gagliardini #YBC #InflUTILITY



Il mondo è pieno di azzeccagarbugli, infatti. Avvocatuncoli che sbarcano il lunario lucrando sulle disgrazie altrui senza nulla aggiungere alla propria professione, alla cultura forense, al dibattito e al confronto con l’opinione pubblica e i media.

Pensiamo al cinema. Cosa distingue un grande attore da una semplice e anonima comparsa? D’istinto verrebbe da dire la presenza scenica, l’aspetto fisico, il fascino, ma se analizziamo a fondo e prendiamo qualche ottimo esempio (gente del calibro di Robert De Niro e Meryl Streep, per capirci), ci rendiamo subito conto che spesso non si tratta dei più belli e nemmeno dei più affascinanti.

Quello che rende un attore l’Attore è dunque la sua credibilità nell’interpretare i ruoli, entrando a tal punto nel personaggio che interpreta da non dover più recitare, ma limitandosi ad essere il suo personaggio, tanto che gli spettatori finiscono per dimenticarsi dell’attore e delle parti recitate in precedenza.

Nel caso degli influencer, questo non significa ovviamente che essi debbano recitare. Al contrario, la loro credibilità è tanto più grande quanto più essi riescono ad essere se stessi, ottenendo credito e credibilità proprio perché autentici e genuini.

Sono quello che sono e scrivono o parlano di quello che sanno, che amano o che fanno, senza scivolare in contraddizioni, incertezze o titubanze. La credibilità non ammette deroghe ed è semplice da compromettere. Essa si compone di molteplici ingredienti, tra cui la coerenza, la lealtà, la determinazione nel cercare la verità e nel voler conoscere a fondo le cose, piuttosto che limitarsi ad inutili atti di fede nei confronti delle aziende e dei prodotti preferiti.

Ingredienti, tuttavia, che in base al dosaggio possono dar vita a differenti profili. Anche un ambassador è credibile, infatti, e lo è sicuramente più di un testimonial, in moltissime circostanze, ma proprio perché riconosciuto come ambassador, questi non è in grado di influenzare altri che i fan di una particolare azienda o prodotto.
 

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#InfluencerMarketing funziona dove c’è indipendenza e credibilità degli #influencer.

@Cla_Gagliardini #YBC #InflUTILITY



Un vero influencer è dunque credibile, indipendente, obiettivo e coerente con la propria natura di “esploratore”; proprio come quest’ultimo, infatti, l’influencer può decidere di cambiare strada, di tornare indietro, di sperimentare e di rivedere le proprie certezze, ma tutto questo deve avvenire senza che vi siano secondi fini o pressioni esterne, perché la credibilità poggia su un solo fragile pilastro, che è la fiducia.




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Claudio Gagliardini

Sono un esperto di Webmarketing,  Social Media Marketing e Digital PR. Non sono un nativo digitale, ma sono un'entusiasta sostenitore della Digital Transformation e della necessità di (in)formare le aziende, i professionisti e la società civile sul grande cambiamento in atto. Quando, come e perché utilizzare i Social Media e le piattaforme della rete all'interno di una strategia di marketing è il fulcro del mio lavoro.

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