Digital Trends 2017: sii etico, filosofo e… #influencer Utile. Cinguettando su Twitter

Eccoci nel classico periodo dell’anno in cui diventano quasi innumerevoli gli articoli, i saggi e i post da ogni parte del mondo online e offline, accomunati tutti da una sola, apparente certezza: aver tutti la palla di vetro.

 

Eh sì, perché proprio a «previsioni» mi riferisco qui: non tanto quelle astrologiche – certe volte degne di attenzione persino maggiore! – bensì a quelle di esperti & superesperti «omniscienti», tutti convinti di poter dare, e dire, la parola ultima, definitiva, su quel che sarà l’anno che verrà. E allora giù con «Le 10 regole per», «Le 3 tendenze chiave che», o ancora «2017, The Ultimate Guide». E noi, addetti ai lavori, ogni volta lì a criticare – a partire dal titolo: chi farebbe ormai più, seriamente, un «List-Post», come si chiamano in gergo? Pena poi il fare regolarmente lo stesso.


«Anche tu, infatti, ci sei cascata», dirai giustamente! Ebbene… sì e no. Sì, perché piaccia o meno riconosco l’effettiva efficacia delle «Liste», se ben fatte: come sempre, occorre - guarda un po’ - #Digital #Education, un uso consapevole e responsabile degli strumenti a disposizione (non conta cosa fai, ma come lo fai). No, però anche: qui, infatti, mi limito a riportare – con analisi, lettura e una sana dose di reinterpretazione personale – alcuni dei Key Digital Trends for 2017 firmati niente meno che da Ogilvy & Mather e pubblicati neanche due settimane fa. E se la fonte è questa – con autorevolezza rinforzata dall’analisi di Luca Conti sul suo Pandemia – allora forse una certa riflessione la merita.


Le 5 tendenze chiave 

Delle 5 tendenze-chiave evidenziate da Ogilvy & Mather – tra cui la definitiva ascesa dei Chatbots come «Corsa all’Oro», la consacrazione dei Video come strumento principe di comunicazione e marketing, l’urgenza di una soluzione al problema delle metriche su Facebook – 2 risultano qui di nostro particolare interesse:

  1. L’Etica, per brand, business e tutti noi, tra potenziale tramonto del suo contenuto valoriale e però, al contempo, urgenza, proficuità e probabilità di un suo recupero;
  2. Twitter, tra crisi apparentemente segnata e però, anche qui, potenzialità di una sua rivalorizzazione in altra veste. Quale? Quella che ci porta alla nostra «tendenza n. 3»…
  3. Il ruolo di influencers e Influencer Marketing. In una veste però molto precisa. Quella nel segno di ciò che qui chiamiamo #inflUtility e che io chiamerei «Condividere Esperienze Utili-Per-Te»: #HelpMarketing, l’Influencer Marketing più vero e proficuo.

 

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Condividere Esperienze Utili-Per-Te: #HelpMarketing, l’#InfluencerMarketing più vero e proficuo

#YBC @Raquel75

 

  1. Etica, si è detto, tra possibile tramonto e rinascita non solo potenziale, ma da auspicare e implementare, con probabilità di rilancio tutt’altro che remota. Che intendo? Semplice. Proprio l’ascesa di Chatbots e Artificial Intelligence indirizza verso la consapevolezza di un prevalere sempre maggiore dei meccanismi di automazione: come tali «non human» e, dunque, non necessariamente (tanto meno al momento) orientati verso un autentico rapporto one-to-one alla persona, che resta piuttosto un ticket, un cliente da gestire.

 

 

 

«Marketing Persona», insomma, questo sconosciuto. Il prevedibile perfezionamento, nell’anno che verrà, dei meccanismi automatizzati, degli «agenti virtuali», delle «Intelligenze più o meno artificiali» lascia pensare che un tal vuoto potrebbe, in qualche modo, venir ridotto. Fino a che punto, però? Fino a che punto si potrà, e quando – mi sono chiesta più volte – vender un sogno via robot?

 


La domanda resta per ora aperta: né possiamo qui, ahinoi, approfondir l’argomento. A prescindere da questo, però, da Ogilvy & Mather ammoniscono giustamente: «Considera l’Etica con molta attenzione» nel tuo business, «nello sviluppo di prodotti e tool». I brand «hanno bisogno con urgenza di definire i principi base dell’Etica Umana che devono star nel DNA di ogni bot, frigo o auto che vanno a creare». E rilanciano: «Le aziende devono esser preparate a vivere e far vivere quest’Etica nei loro prodotti e servizi, a difenderla come parte dei propri Core Values», della propria identità. Non solo adesso o nel 2017, ma a lungo termine. «Nel futuro sarà sempre più importante essere veri, trasparenti, sinceri» verso sé e i propri clienti. E fatti amici – consiglio questo che mi rallegra non poco, data la mia natura di «filosofa nel DNA» - un po’ di esperti in Etica, un po’ di filosofi. Vuoi la previsione del vero Digital Trend 2020? I brand richiederanno filosofi come non accadeva dai tempi di Aristotele». Evviva: c’è spazio anche per me…!

 

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Digital Trend 2020: i brand richiederanno filosofi come non accadeva dai tempi di Aristotele 

#YBC @Raquel75



 

  1. Twitter: un po’ dolenti le note qui. Inevitabile: già nel 2016 Ogilvy aveva (facilmente) previsto i crolli in Borsa e molte delle disavventure che hanno poi tormentato la piattaforma dell’uccellino negli ultimi mesi. Né v’è molto che lasci presagire significative riprese, su questo piano, nei prossimi mesi. Al contempo, però, lo studio invita alla cautela, quanto a facili pessimismi. Come ben rilevato da Luca Conti, Twitter potrebbe rilanciarsi sul banco con una carta davvero vincente: cioè come «covo di Influencers». «Il vero valore sono gli utenti connessi e in particolare gli influencer attivi», spiega Luca, preciso come sempre anche nel dichiarare il proprio possibile «conflitto d’interessi» essendo lui stesso, a buon diritto, ritenuto un influencer, specie su Twitter, «piattaforma social, fuori da questo blog, dove sono più attivo e produco più contenuti». «Il consiglio alle aziende – continua - è di allearsi con questi per amplificare il messaggio, oggi che costruirsi un pubblico partendo da zero è diventato più difficile e costoso».
  2. Si fa presto, però, a dire #InfluencerMarketing. Di quali influencers stiamo parlando? Di testimonial, celebrities, super vip pagati fior di soldoni solo per apparire? O forse di quelli che più volte, anche qui, abbiamo definito Micro-Influencers, con meno seguito (numerico) e più di nicchia, ma autentici, trasparenti, sinceri, «amici veri» della propria rete di contatti e, perciò, di assai maggior valore e proficuità per tutti – se stessi, i propri «amici-contatti in rete» e i brand? La risposta viene focalizzando l’attenzione su due passaggi chiave dell’analisi:
  1. «È tempo di riconsiderare Twitter come piattaforma per l’influenza», esortano da Ogilvy. «Il successo non arriva dalla semplice attività di publishing, ma dalla partenership con gli influencers e la co-creazione di contenuti con loro, che ne colpiscano l’audience. Va a caccia di influencers – ecco il passaggio chiave – e crea insieme a loro contenuti autentici, ricchi di valore». Questo è dunque l’#InfluencerMarketing che conta: quello portato avanti da chi si mostra responsabile, sincero, affidabile, amico. Un Marketing ove l’Influencer si rivolge non al «cliente», al ticket da gestire, bensì alla persona, come amico. Largo dunque sì a Twitter come «covo di influencers», purché trasparenti, affidabili, amici che «aiutano».

 

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Twitter? Covo di influencers: purché trasparenti, affidabili, amici che «aiutano» 

#InflUTILITY #YBC @Raquel75

 

 

  1. Il Marketing che così si configura non è più riconducibile alle «tradizionali categorie del B2B o B2C», spiegano. Si tratta piuttosto di una «attività B2H», centrata cioè sull’uomo, l’umanità, dunque la persona, le relazioni, il rapporto – di amicizia, dedizione, devozione, Aiuto reciproco, nelle difficoltà più serie come in quelle più leggere – che si stabilisce fra il brand e i suoi contatti in rete, online e offline. «Devi connetterti con loro su un piano umano. L’Etica – che torna primaria ancora una volta – è al cuore di ciò che significa essere umano».



  

Se tutto questo è vero, la conclusione è semplice: anche e soprattutto per il 2017, l’#InfluencerMarketing più veroproficuo – è quello che Aiuta. Un #HelpMarketing che condivide Esperienze Utili-Per-Te.

 

Fare business nel 2017 vorrà dire far un business ove ROI sarà sinonimo di Etica – con una spruzzata di… Filosofia! – ossia di Responsabilità, Affidabilità, Trasparenza, Amicizia, Aiuto. E per implementare un simile business, carta vincente si rivelerà un #InfluencerMarketing – perché no, «cinguettante» in specie proprio su Twitter – ove l’«influenza», intesa anche e soprattutto come fattore d’innesco all’acquisto, sarà pari al tuo grado di «Utilità-Per-Me»: il tuo sapermi Aiutare in tuttodal donarmi un’emozione a «salvarmi la vita» in questa o quella difficoltà, dandomi la soluzione ai miei problemi, facendoti in quattro per me o almeno provandoci.

Anche questa è #Digital #Education: un uso corretto, responsabile e consapevole degli strumenti digitali che il 2017 è pronto a offrirci su un piatto d’argento e che attendono solo di esser sfruttati al meglio. Una #Digital #Education al«Digitale Utile per riscoprire insieme l’Utile del Digitale e, con ciò, il successo: nel business e nella vita.

 

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#Digital #Education al Digitale Utile per l’Utile del Digitale: il successo nel business e nella vita

#YBC @Raquel75

 

 


 


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Rachele Zinzocchi

Riconosciuta da LinkedIn nella Top 5 dei Most Engaged and Influencer Marketers per l’Italia. #SocialCare Devoted e Utility & YoUtility Devoted, teorizza un nuovo modello di business, un nuovo marketing come Heart-Marketing, Help-Marketing: di cui va predicando con passione il verbo in convegni, workshop, webinar, masterclass, corsi di formazione, docenze e, ancora, articoli, ricerche e libri. Una parola d’ordine - «Vuoi vendere? Aiuta!», Sell? Help!, o in hashtag #SellHelp: «ROI è Responsabilità, Fiducia» - una missione: aiutare aziende e persone ad «aiutare», essere «utili», per avere successo nel business e nella vita. Firma la rubrica settimanale #SocialCare su TechEconomy

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