Il valore dell'Employer Branding

L’employer branding, ovvero il valore di una campagna fatta dai micro influencer che meglio conoscono un brand, i propri dipendenti.

 

Mi avete sentito in questi ultimi mesi confrontarmi ripetutamente con il tema dell’influencer marketing e con le sue numerose declinazioni. Spunti, consigli e analisi per cercare di portare un po’ di chiarezza su questo tema tanto dibattuto quanto ancora, almeno nell’essenza, incompreso.

Ma nulla può fare chiarezza quanto l’esempio concreto, quanto i reali casi di studio che popolano il mondo digital. Proprio per questo nei prossimi mesi vi accompagnerò in alcuni dei migliori (e peggiori) esempi di influencer marketing italiani e internazionali. Un modo semplice per comprendere sul “campo” errori e buone pratiche di questa disciplina. Siete pronti?

 

AVIDIA SMARTIES: L'Influencer marketing bancario

Una delle migliori qualità delle campagne di comunicazione che coinvolgono gli influencer è la capacità di sapersi adattare e portare risultati in settori molto complessi. Provate ad immaginare il segmento bancario, un mondo in cui comunicare e realizzare campagne che non siano profondamente istituzionali è cosa difficile, difficilissima. Un sentiment ed una percezione degli utenti a dir poco negativa con tutti i rischi reputazionali connessi.

Bene, l’influencer marketing è una possibile soluzione a queste problematiche, sfruttando al meglio  l’autorevolezza e la credibilità degli influencer.

Un caso interessante ed esplicativo in tal senso è la campagna realizzata da Avidia Bank per il lancio della sua nuova app per il pagamento Cardless Cash. Il progetto si basava sulla creazione di un team di dipendenti, gli Avidia Smarties, a cui si demandava il compito di testare e comunicare la nuova applicazione.

 

Tweet: yourbrand.camp
Credibili e spontanei, i micro influencer sono la leva migliore per un brand nel settore bancario.

#InflUTILITY #YBC @MatteoPogliani

 

Persone del settore, preparate, che ben possono comunicare il lato nascosto della banca, quello più umano e quindi utile a generare relazioni e quindi dialogo. Veri e propri ambassador, preparati all’uso dei canali di comunicazione attraverso un apposito advocacy program, volti umani di una realtà che di umano in molti casi ha davvero poco.

 

AVIDIA SMARTIES: I plus della campagna

Ma cosa rende questa campagna tanto interessante? Senza dubbio l’utilizzo di un approccio così originale per il settore bancario. La volontà di andare oltre la solita comunicazione, proponendo la mediazione di persone fortemente credibili e affini ai target finali. La forza dei micro-influencer, utenti dalla audience ridotta, ma dalla estrema capacità di generare trasparenza e quindi trust, due elementi solitamente lontani dalla percezione che la gente ha degli Istituti di credito. Qualità che dagli influencer passano, con un grande impatto, al brand stesso con tutti i vantaggi reputazioni che si può immaginare.

Perché il reale valore in questo caso è proprio quello di spostare l’attenzione dai temi di prodotto e servizio a quelli ben più profondi del sentiment, delineando grazie agli influencer una dimensione più umana, person to person. Una comunicazione che parte comunque dal brand (sono pur sempre dipendenti), ma che perde autoreferenzialità, guadagnando invece spontaneità e capacità di coinvolgere.

 

AVIDIA SMARTIES: I risultati

Non ci può essere case history senza un riferimento a dati concreti, utili a comprendere il reale impatto della campagna ed il conseguente ROI.

E sono proprio i numeri a sancire il successo della campagna Avidia:

- le impressioni medie dei canali social erano di 700 con un engagement rate del 3%.

- i contenuti della campagna sono passati a 2,030 impressions con un 10.13% di engagement rate

- in pochi mesi raddoppio follower in twitter

- l’engagement del profilo twitter è stato del 101,3%

 

I soli numeri non sono tutto certo, ma raccontano di quanto il progetto sia stato in grado di generare engagement, di far nascere relazioni tra brand ed utenti spingendo verso una comunicazione fatta soprattutto di dialogo e confronto.

Non solo. Avidia Smarties ha permesso di veder crescere l’utilizzo di Cardless Cash anche tra i millenials, abituati all’uso delle app, ma non certamente al tema bancario. Un primo touchpoint da coltivare attentamente, perché questi utenti, oggi giovanissimi, sono i possibili clienti di un domani non troppo lontano.






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Matteo Pogliani

Consulente di Comunicazione, Influencer digitale, blogger, cestista & runner. Lavora in Open-Box, dove si occupa di strategie web e social media. Autore del libro "Influencer Marketing".

Ha un sito: www.matteopogliani.it

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