Il vero nuovo #Influencer? L’Intelligenza Artificiale

E' lampante! Il vero nuovo alleato dell'Influencer marketing è l'Intelligenza Artificiale. A beneficiare di questo sodalizio sono sia i brand che individuano con maggiore precisione l'influencer più adatto, sia gli influencer che hanno finalmente "certificata" la loro autorevolezza in Rete. 


Tu forse non lo sai, ma ormai si è consumato un matrimonio.

Quale?

Quello tra Influencer Marketing e Intelligenza Artificiale. Perché è vero, solo un’influenza che sia etica – una vera etica dell’influenza - «genera dipendenza» - risulta proficua cioè per se stessa, gli Influencer, i brand ad essi collegati e la società tutta, come giusto l’altra volta qui ricordavamo. Se questa etica però viene condita un po’…  artificialmente, che male c’è?
Si direbbe, anzi, che i risultati siano ancora migliori: più mirati. Più capaci anche di risultare vincenti nella lotta, di cui già parlavamo, contro #FakeNews, #WebViolence e deviazioni di ogni genere.

O no?

 

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Tu forse non sai che si è consumato un matrimonio! Quello tra #AI e #InfluencerMarketing

#YBC @Raquel75

 

Partiamo dai fatti

8 Settembre 2016: all’improvviso, spunta fuori una notizia. «L’«influenza»? La misura l’Intelligenza Artificiale».
Te ne demmo conto giusto qui: aggiungendo invero, alla fine della frase, un dubitativo «… O no?».

La notizia? «Elementare, Watson»! Chatbot «intelligenti», vera e propria Intelligenza Artificiale - quella,  in particolare, sviluppata da IBM Watson, con il nuovo tool Personality Insights – per aiutare le aziende a reperire in rete gli Influencer più adeguati alle proprie campagne.

Il tool - basandosi sull’analisi linguistica di un testo, reperibile da articoli, tweet, post su social, blog e forum, di lunghezza compresa tra le 3500 e le 6000 parole, ma possono bastarne anche 1200 - «estrae e analizza uno spettro degli attributi della personalità per aiutare a scoprire i dati che interessano», si spiega sul sito. Qualche clic ed ecco la macchina, come per magia, pronta a fornirti in una seconda descrizione puntuale, profilo cognitivo e sociale, interessi, preferenze, tipologia di consumi, valori, emozioni, opinioni politiche, religiose, economiche, sociali. Il tuo quadro psicologico e comportamentale, insomma, sotto ogni aspetto.

 

 

Un vero patrimonio per i marketers, applicabile ai settori più svariati: dalla segmentazione della clientela alla lead generation, dall’ottimizzazione del recruiting, con agevolazione dell’incontro tra domanda e offerta nel mondo del lavoro, a un miglioramento qualitativo e quantitativo del customer service di un’azienda.

Discutibile o meno, già allora l’idea parve funzionare. A Personality Insights accordò subito fiducia Influential, piattaforma di Influencer Marketing e partner sviluppatore di IBM Watson: che a sua volta strinse al volo un accordo con Condé Nast, annunciato poi a livello internazionale e rimbalzato anche da noi in Italia.

L’editore avrebbe utilizzato la piattaforma Watson «per permettere ai clienti inserzionisti di entrare in contatto più efficacemente con il pubblico sui social media e di guadagnare insight misurabili sulle campagne». 

 

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#PersonalityInsights di @IBMWatson: efficiente e affidabile sia per i brand che per gli #influencer

#YBC @Raquel75



Un sistema veloce, efficiente e soprattutto – si garantisce - affidabile, utile sia per i brand che per gli Influencer. I primi, infatti, avrebbero maggior garanzia di entrar in contatto con le personalità più adatte, confortati dai dati del feed della rete che, masticati da macchine e algoritmi, avrebbero indirizzato più efficacemente verso chi davvero possiede i tratti chiave per promuovere il proprio prodotto o servizio. Al contempo, gli Influencer avrebbero potuto da allora in avanti beneficiare di un «patentino» ulteriore: una certificazione «scientifica» della propria autorevolezza, in grado di posizionarli meglio sul mercato e renderli più competitivi.

«L’intesa con Influential, finalizzata allo sfruttamento delle capacità cognitive di Watson per identificare gli influencer appropriati e attivarli nelle giuste campagne, dà ai nostri clienti un vantaggio e migliora le nostre prestazioni», aveva dichiarato all’epoca Matt Starker, General Manager, Digital Strategy and Initiatives in Condé Nast. «La tecnologia cognitiva è una risorsa preziosa per i marketer», aveva incalzato Stephen Gold, CMO Watson Group, VP Partner Programs & VC Investments at IBM, secondo cui Condé Nast avrebbe avuto ora un modo innovativo per identificare gli Influencer social che trovano il favore con il pubblico di un marchio e forniscono un engagement di maggior valore.

 

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Come la #tecnologia cognitiva è una risorsa preziosa per i marketer

#YBC @Raquel75 #AI

 


«Valore»: ecco la parola chiave.
Quel che si cerca, che si vuol garantire per confortare anche il mercato circa la bontà e proficuità di investimenti sempre più elevati sul piano del ROI – il cui calcolo, non a caso, resta per tutti ancora una «battaglia» - è l’affidabilità dell’Influencer: unico vero fattore d’innesco per il pubblico, il «consumattore», del processo dell’affidarsi a lui, del seguirne i consigli e, dunque, comprare il prodotto o servizio offerto dal brand a lui legato. Autenticità, responsabilità, onestà: questi i valori che, stando agli Influencer stessi, ne assicurano una popolarità qualitativamente radicata e, dunque, le potenzialità di successo per se stessi e l’azienda che a loro si accompagna. 

 

Tweet: yourbrand.camp
Anche in uno scenario di #AI e Chatbots avanzatissimi, #Valore resta la parola chiave dell' #InfluencerMarketing #YBC 


 




Qui per la seconda puntata! wink

 

 


 


 

 

 

 

 

 

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Rachele Zinzocchi

Riconosciuta da LinkedIn nella Top 5 dei Most Engaged and Influencer Marketers per l’Italia. #SocialCare Devoted e Utility & YoUtility Devoted, teorizza un nuovo modello di business, un nuovo marketing come Heart-Marketing, Help-Marketing: di cui va predicando con passione il verbo in convegni, workshop, webinar, masterclass, corsi di formazione, docenze e, ancora, articoli, ricerche e libri. Una parola d’ordine - «Vuoi vendere? Aiuta!», Sell? Help!, o in hashtag #SellHelp: «ROI è Responsabilità, Fiducia» - una missione: aiutare aziende e persone ad «aiutare», essere «utili», per avere successo nel business e nella vita. Firma la rubrica settimanale #SocialCare su TechEconomy

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