Influencer e Influencer Marketing: ecco cosa avete detto

Si è da poco conclusa la nostra survey sugli Influencer e l'Influencer Marketing. Gli intervistati non hanno dubbi: prima di tutto, contenuti utili e credibili. 


Circa un mese fa abbiamo lanciato un sondaggio sugli Influencer e sull’Influencer Marketing, in collaborazione con Simone Bennati aka Bennaker che per primo aveva provato a interpellare i suoi follower sul dibattutissimo argomento. 
I risultati, con circa 150 risposte, mi hanno fornito alcuni spunti interessanti ripresi poi durante il mio intervento a Rimini per Digitale Rosa, lo scorso 1 luglio: qui le slide se volete dare un’occhiata e farmi domande.

In conclusione, mi è sembrato che sui famigerati influencer prevalesse il buon senso e un giusto senso delle priorità: contenuti utili e credibili, prima di tutto.

 

Tweet: yourbrand.camp
Survey #influencermarketing: prevale il giusto senso della priorità, contenuti utili e credibili.

#YBC @flaviarubino666 


Abbiamo chiesto anche a Simone di dirci la sua:


"Trovo i risultati ottenuti davvero interessanti, specie nel momento in cui li mettiamo a confronto con quelli del sondaggio di metà aprile. All'epoca, infatti, quella degli influencer sembrava essere una figura piuttosto mal sopportata, se non addirittura detestata, dalla maggior parte degli intervistati.

Il fatto che oggi l'ago della bilancia si sia spostato verso una visione ed un approccio notevolmente più "morbibi" mi fa pensare che l'aver affrontato il tema dell'Influencer Marketing attraverso un questionario sia stata la scelta giusta.
Attraverso questo strumento, infatti, gli intervistati hanno avuto la possibilità di esporre il loro pensiero in modo decisamente più articolato, attingendo, ove richiesto, anche alla propria fantasia.


   


In tal senso, le risposte date alla domanda n. 5 ("Se potessi scegliere, con quale altro termine identificheresti gli influencer?") e n. 6 ("Se potessi cambiare la definizione 'post sponsorizzato', quale altra ti piacerebbe?") parlano chiaro: ognuno ha una propria visione dell'Influencer Marketing e le sfumature frapposte tra un estremo dall'altro sono innumerevoli.

Questo rende estremamente difficile dargli una precisa definizione, così come difficile è prevedere quale potrebbe essere il risultato di una campagna che trovi il suo fondamento in questa specifica tecnica. 
 

Tweet: yourbrand.camp
L' #influencermarketing non può mai essere fine a se stesso.

@Bennaker #YBC #InflUTILITY


Ciò che è sicuro è che l'Influencer Marketing non può essere fine a se stesso, nel senso che una sponsorizzazione "fatta tanto per sponsorizzare", ovvero priva di alcun valore informativo e sostanzialmente inutile, è destinata a fallire.

Questo lo si capisce sopratutto guardando a quel 47% che, alla domanda: "Quando pensi che un post 'sponsorizzato' possa essere utile/valido?", ha risposto: "Quando fornisce informazioni utili, anche se non le stavo cercando". L'influencer scelto, dunque, per quanto importante - il 22% dice di leggere i post sponsorizzati solo se conosce e stima l'autore - non è comunque il perno attorno al quale deve ruotare l'intera attività promozionale.

E' il contenuto, ancora una volta, a confermare il suo ruolo di Re indiscusso ("Content is the King", ricordate?).
Un aspetto, questo, che coloro che puntano a sfruttare l'Influencer Marketing non possono permettersi di sottovalutare."



Il webinar di Rachele Zinzocchi

Proprio di influencer e di influencer marketing abbiamo parlato pochi giorni fa con la nostra amica Rachele Zinzocchi, in un webinar gratuito che è stato molto apprezzato e di cui vi proponiamo qui la registrazione: "l’Influenza Utile, l’Utile dell’Influenza"

Ascoltatela, è stata una bellissima conversazione!

 

 

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Flavia Rubino

Prima direttore marketing e globetrotter in grandi aziende del largo consumo, poi fondatrice di The Talking Village e di YourBrand.Camp : crede che i tanti pregiudizi negativi sul marketing siano solo la conseguenza di quello fatto male, e che ancora troppo poco si sappia di quello fatto bene.

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