Influencer marketing: si parte dalle necessità degli utenti

C’è influenza ed influenza: essere utili e dare risposte, ecco il primo passo per creare relazioni e fidelizzare.

Si fa un grande parlare negli ultimi mesi dell’influencer marketing, delle sue potenzialità e del suo utilizzo in chiave business. Cosa molto gradita da chi, come me, crede davvero nel potenziale delle relazioni e di ciò che da esse può nascere. L’esposizione porta spesso con sé l’interesse di farne non risorsa ma strumento da sfruttare, con tutto ciò che di negativo ne deriva. È facile così trovarsi di fronte ad utilizzi spesso “limite”, progetti che dell’influencer marketing hanno ben poco.

Uno dei motivi principali? L’alterazione delle priorità d’interesse. L’attenzione che forzatamente si sposta dalla volontà di creare progetti realmente win-win al semplice tornaconto dell’azienda, dalla volontà di co-creare e condividere idee e spazi a quella di focalizzarsi solo ed esclusivamente sul brand ed i suoi servizi/prodotti. Un dialogo che tende a divenire monologo, e senza conversazioni è difficile dar vita a relazioni salde. Senza la volontà di mettersi sullo stesso piano poco può nascere di diverso dal semplice advertising.
 

Gli utenti e le loro necessità: il vero punto di partenza

Priorità dicevamo, quelle stesse che devono guidare la nostra comunicazione, indicandoci la via. E chi è più prioritario per noi degli utenti stessi? Sono proprio loro il nostro interlocutore principe, coloro che dobbiamo raggiungere e “convincere”.

Possiamo fare progetti originalissimi e strabilianti ma saranno inutili se non riusciranno a toccare loro, gli utenti appunto. Sono tanti, troppi, i progetti che perdono questa essenziale esigenza, plasmati sulle tendenze del momento o su una vacua ricerca del wow effect, senza soffermarsi invece su ciò che in molti casi diventa vitale: le caratteristiche e le necessità degli utenti che vogliamo coinvolgere.

Non è mai tanto un problema di NOI, quanto di LORO. Azzerare convinzioni e certezze e imparare ad ascoltare, per capire, comprendere, progettare. Perché seppur con le migliori intenzioni, non può esistere dialogo senza volontà di ascolto.
 

Tweet: yourbrand.camp#InfluencerMarketing: ascoltare necessità degli utenti per creare progetti utili

#Influtility #YBC @MatteoPogliani

 

Ma cosa significa concentrarsi sugli utenti in concreto? Significa immedesimarsi in loro e valutare ciò che cercano, ciò di cui hanno bisogno. Un processo di analisi che diventa fondamentale per ogni attività di comunicazione, influencer marketing compreso.

A volte basta poco, come, ad esempio, alcune semplici domande utili nella loro essenzialità a guidarci:

  • A chi mi sto rivolgendo?

  • Quali sono le loro caratteristiche?

  • Che esigenze hanno?

  • Come posso rispondere a tali necessità?

Non c'è opinion leader o influencer marketing strategy che tenga se l'obiettivo finale non è rivolto anche al cliente.

 

La migliore risposta: essere utili

Lo abbiamo detto, si parte sempre dalle esigenze degli utenti e dall’impegno a voler dare ad esse risposta. Questione di utilità, la stessa che ci permette di diventare credibili. La stessa utilità con cui siamo in grado di divenire reale punto di riferimento per il proprio seguito, generando concretamente valore quanto più condiviso possibile.

Il content, quando riesce a dare sostegno e rispondere alle esigenze degli utenti, è una risorsa dal potenziale enorme, in grado davvero di influenzare. Smettereste di seguire una persona che vi offre una conoscenza “utile”, spendibile da subito nel nostro ambito professionale o nella vita privata? Credo proprio di no.

Un messaggio che non ha bisogno di sovrastrutture “commerciali”, delle necessità di “vendere” e “vendersi”, preferendo invece la soddisfazione dell’utente. Un vero e proprio percorso, che è capace di creare relazione e, di conseguenza, fidelizzazione. Passaggio fondamentale per le aziende e che non può prescindere dalla componente dell’utilità.

Perché come dice Jonh Bayer: “La differenza tra helping (aiutare) e selling (vendere) sta solo in due lettere. Ma queste due lettere fanno tutta la differenza. Se vendi qualcosa tu avrai un cliente oggi. Ma se aiuti qualcuno tu avrai un cliente per la vita."
 

Utility, anzi #inflUTILITY

Una filosofia che ben si sposa con un concetto caro a noi di YBC l’#influtility , di cui ci facciamo “portatori sani” e che segna ogni nostro progetto. Nasce da qui un nuovo concetto d’influenza, più positiva e d’impatto, un’influenza che va di pari passo con il nostro essere utili. Un binomio che diventa vero approccio strategico alle relazioni tra aziende e persone.

Quale miglior influenza se non quella derivante dal dare risposte e problemi ed esigenze? Molto probabilmente nessuna. Un’influenza “qualitativa” capace di avere maggiore impatto, influenzando positivamente l’engagement e, nella maggior parte dei casi, il ROI della campagna.
 

Tweet: yourbrand.campGenerare influenza "qualitativa", dall'utility all' #influtility

#InfluencerMarketing #YBC @MatteoPogliani


Un principio che deve guidarci sia nella valutazione degli obiettivi del progetto che, in particolare, nella selezione degli influencer da coinvolgere. L’influtility non è cosa da tutti, spartiacque che ci aiuta ad evitare “cattive compagnie”.

Competenza, credibilità, autorevolezza, ecco le “armi” che i nostri influencer devono avere, le risorse che permettono al nostro influencer marketing di creare valore. Perché nonostante piaccia a molti, non si vive di soli follower!

Matteo Pogliani

Consulente di Comunicazione, Influencer digitale, blogger, cestista & runner. Lavora in Open-Box, dove si occupa di strategie web e social media. Autore del libro "Influencer Marketing".

Ha un sito: www.matteopogliani.it

Seguimi su: