Le due anime dell’#InfluencerMarketing

Lo stato dell’#InfluencerMarketing a poche settimane dall’inizio del 2017? Due anime: tra «Pubblicità, anima del commercio» e «commercio» come #HelpMarketing (per darvi conto delle quali, bastano due foto!). 


Una, quella relativa a un #InfluencerMarketing «commerciale». Un’attività di business, con uno spirito sempre più da Advertising, #SocialAds, con ciò imprescindibilmente legata a settori come Marketing & Sales: e ai numeri - quelli di costi e ricavi per #Influencers e Brand, del ROI a fine anno per questi e quelli. Numeri legati, a loro volta, ad altri «numeri e numeretti»: quelli di fans e followers, di like e reshare. Quantità, insomma, non (necessariamente) di qualità.

E ok che adesso, seppur con fatica, si sta finalmente un po’ capendo di doversi far una ragione che non tutto è così semplice: che cioè, al contrario, forse a «fruttar» di più non sono  i «voti che si contano» ma quelli che «si pesano» e che non chi ha più numeri, ma chi ne ha di meno può risultare assai più proficuo quale fattore di innesco all’acquisto. È il fenomeno dei Micro-Influencers, di cui più volte abbiamo parlato, utenti con minor seguito numerico, di nicchia, ma autentici, trasparenti, sinceri, «amici veri» del proprio network e, perciò, di assai maggior valore per tutti.

Purtroppo però, anche in questi casi, sempre di numeretti si finisce a parlare. Come al solito, quando le cose si fanno senza strategia, le aziende finiscono anche qui col rischio di mandar sì a memoria la lezioncina del termine «Micro», per i loro nuovi obiettivi, i Micro-Influencers, senza però comprendere la ragione della proficuità strategica che si annida in quel «micro». Tralasciando dunque di capire l’essenziale,  in termini di strategia: Il risiedere della chiave strategica del loro successo proprio in quei valori di autenticità, trasparenza, sincerità, affidabilità e responsabilità cui prima accennavamo quali loro tratti caratteristici.

 

Tweet: yourbrand.camp
#MicroInfluencers: la chiave strategica del loro successo? Autenticità, affidabilità e responsabilità

#YBC @Raquel75 



In questo modo li si relega al banale ruolo di quelli «con numeretti più bassi ma che fruttano». E, peggio, si perde di vista l’autentico spirito dell’#InfluencerMarketing davvero più redditizio e proficuo: la reale opportunità che essi – con tutto il settore dell’#InfluencerMarketing – rappresentano per le aziende e il loro business.

Basta guardare in tal senso il recentissimo report realizzato dalla piattaforma di #InfluencerMarketing Influence.co, rilanciato l’altro giorno da Adweek, con un titolo che parla da solo: «Qual è il costo reale di un #Influencer su Instagram»? La direzione è chiara.  Numeri, numeri, numeri: quantità, bilancini, pesoQualità? Destinata verosimilmente a restare «questa sconosciuta».

«I social media influencers sono ormai divenuti indispensabili per le campagne online», si spiega. «Ciò vale trasversalmente a tutti i social, ma in specie su Instagram» con la sua «user base» seconda solo a Facebook. E dove dunque il costo dell’influencer marketing sta esplodendo».  

 

 

La grafica la dice lunga. Il prezzo medio per post sponsorizzato si aggira sui $300: «guadagni maggiori dipendono dal numero di followers». Interessante notare che gli uomini si fanno pagare di più. Gli #Influencer con oltre 100.000 followers possono guadagnare fino a $800 per post. Quelli invece con 1.000 followers o meno «sono fortunati se arrivano a $100».

Peccato però che poi, proseguendo nell’analisi, si «debba» prendere atto di un fatto: «C’è però anche una relazione inversa tra la popolarità e l’engagement», si registra nello studio. «Gli influencers con meno followers hanno in genere anche una quantità minore di relazioni, di dialogo con la propria rete di contatti. Al contrario gli #Influencer più popolari sono quelli con un numero di followers minore».

 


Cosa davvero singolare che, come mostra il grafico sopra, alla fin fine i nostri amici microinfluencers continuino ad essere i meno pagati.  Singolare, dicevamo: oppure no? Oppure il problema sta esattamente dove indicavamo poco sopra, nel essersi limitati a leggere  dei numeri senza comprenderne il senso,  senza dunque aver capito che il fattore chiave del successo del business nell’#InfluencerMarketing sta non i numeri e numeretti, alti o bassi che siano, bensì in valoricontenuti di qualità, esperienze autentiche, sincere, affidabili, responsabili, Utili-Per-Te, che si condividono on-line e off line con i propri contatti amici in Rete?

 

Tweet: yourbrand.camp
#InfluencerMarketing proficuo: niente numeri, ma valori, qualità, esperienze utili

#YBC @Raquel75 #InflUTILITY


Il punto sta proprio qui. Fortuna che esiste, come dicevamo all’inizio, una seconda anima dell’#InfluencerMarketing: quella che ci permettiamo di definire come la più autentica e, in ciò, la più proficua, redditizia, anche proprio in termini di ROI a fine mese. Quella che appunto lo interpreta come #HelpMarketing, ove l’«influenza sarà pari al tuo grado di «Utilità-Per-Me»: il tuo sapermi Aiutare in tuttodal donarmi un’emozione a «salvarmi la vita, dandomi la soluzione ai miei problemi » - in questa o quella difficoltà, facendoti in quattro per me o almeno provandoci.

Per avere riprova di questo, basta quella che sopra identificavamo come la nostra «seconda foto». Quale? Beh, il caso ha talmente tanto valore… che merita una trattazione a parte! Senza nasconderti peraltro che non mi dispiace tenerti un po’ in sospeso e, soprattutto, lasciarti il tempo di riflettere su quanto sin qui detto, per comprendere poi fino in fondo il valore dell’esempio che sto per portarti.

Un indizio? Clicca qui inizia a leggerti la storia di Alex de Carvalho. La prossima volta te la racconterò in ogni dettaglio: resterai a bocca aperta. 
 




 

Se nel frattempo però vuoi scommettere su qualche interpretazione, o magari hai già capito e vuoi mandarmi i tuoi feedback, non attendere oltre! La prossima volta così ne vedremo ancora delle belle… Stay tuned! (To be continued…)

 





 


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Rachele Zinzocchi

Riconosciuta da LinkedIn nella Top 5 dei Most Engaged and Influencer Marketers per l’Italia. #SocialCare Devoted e Utility & YoUtility Devoted, teorizza un nuovo modello di business, un nuovo marketing come Heart-Marketing, Help-Marketing: di cui va predicando con passione il verbo in convegni, workshop, webinar, masterclass, corsi di formazione, docenze e, ancora, articoli, ricerche e libri. Una parola d’ordine - «Vuoi vendere? Aiuta!», Sell? Help!, o in hashtag #SellHelp: «ROI è Responsabilità, Fiducia» - una missione: aiutare aziende e persone ad «aiutare», essere «utili», per avere successo nel business e nella vita. Firma la rubrica settimanale #SocialCare su TechEconomy

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