L'unione fa la forza: i converged media

Le mille sfaccettature dell’influencer marketing necessitano di un approccio diverso, che sappia innescare e far convivere i diversi canali utilizzati.


Chi lavora nella comunicazione online è ormai anni che deve confrontarsi con le diverse tipologie di media disponibili. Sul tema è ormai un vero “classico” la visione data da Forrester:

           ●Owned: i media “posseduti” direttamente dal brand

●Paid: i media “pagati”

●Earned: i media “guadagnati”


Una suddivione che è figlia dei media stessi, diversi per natura, caratteristiche e finalità. Una suddivisione che dovrebbe aiutare nella loro scelta e utilizzo, guidando nella giusta direzione.

Categorie diverse che influenzano anche l’influencer marketing e che vanno quindi valutate attentamente in fase di ideazione di qualsiasi progetto.
 

Tweet: yourbrand.camp
#Influencermarketing, ogni media ha la sua rilevanza.

#InflUTILITY #YBC @MatteoPogliani


OWNED MEDIA

I canali di proprietà del brand, che possono quindi essere totalmente gestiti e controllati. Sono lo spazio primario dove comunicare (nella maggior parte dei casi in modo istituzionale). Questo li porta ad essere la principale voce dell’azienda, ma, se si esagera in tal senso, anche a raccogliere poco in termini di coinvolgimento.
Tra questi media ci sono il sito web, le newsletter, le app e, soprattutto, i canali social.

Sono i canali più utilizzati per la diffusione, dove l’azienda può diffondere il proprio messaggio verso i diversi tipi di utenti che desidera raggiungere. Un messaggio che parte dall’azienda, ma se ben fatto in grado di conquistare spazio anche in altre tipologie di media (earned su tutte).

Gli Owned sono funzionali anche per l’influencer marketing, i luoghi digitali dove ospitare contenuti realizzati da esperti selezionati, ad esempio interviste o gli immancabili guest post, un vero classico nelle strategie di coinvolgimento degli influencer!

PAID MEDIA

Non poteva mancare l’advertising, terreno perfetto per distribuire il proprio messaggio. I paid sono spazi a pagamento, utili per raggiungere un’audience maggior e fare awareness.
Il fine è accedere a canali diversi da quelli posseduti (gli owned appunto), così da poter aumentare la visibilità ed il grado di penetrazione del messaggio.

“Affittabili” per un periodo limitato di tempo, per un tot di visualizzazioni o clic, rientrano nella categoria: banner, post sponsorizzati, pubblicazioni di comunicati stampa, video.

Seppur rappresentino la via primaria per raggiungere vasti bacini di utenza, hanno il difetto di essere poco amati dagli utenti, sempre più restii al carattere “intrusivo” delle forme pubblicitarie.
Il consiglio per questo di utilizzarli come spinta alle comunicazione che avviene negli altri canali, sostegno nella fase di lancio.

Spinta utile anche all’influencer marketing, aiuto prezioso per promuovere attività sviluppate in collaborazione con influencer, dando loro quella visibilità necessaria a innescare il buzz.
Non tutta la pubblicità viene per nuocere!

EARNED MEDIA

Ci sono casi in cui, se si è bravi, si riesce ad ottenere spazio (gratuito) in canali altrui. Questi vengono definiti earned appunto, “guadagnati” attraverso attività e progetti: articoli e servizi, blog, post, commenti e condivisioni social, per esempio.
Una summa di ciò che gli utenti scrivono di noi e che è base del conseguente passaparola.

Ovviamente non avviene sempre, perché accada bisogna essere in grado di stimolare gli utenti ed i professionisti. Uno stimolo che necessita di tempo e molto lavoro e che quindi difficilmente può essere one shot.

Queste poche righe fanno già intendere che gli earned rappresentino uno dei maggiori obiettivi delle campagne di influencer marketing. Sia per questioni di audience e buzz che, ancor di più, per la maggiore credibilità che accompagna i contenuti che si diffondono qui.

Quando i media si uniscono: I CONVERGED MEDIA

Come è facile intuire, l’influencer marketing è un’attività talmente vasta da toccare tutti e tre le diverse tipologie di media. Ma, come spesso accade, è la sinergia a dare i risultati migliori, ovvero l’utilizzo in sincrono a dare i maggiori risultati.
 

Tweet: yourbrand.camp
Unire i diversi media genera spazi perfetti per co-creare e dare impatto a progetti #InflUTILITY

#InflUTILITY #YBC @MatteoPogliani


I Converged media nascono dalla convergenza tra paid, owned ed earned. Sono il luogo simbolo dell’influencer marketing e delle sue tante declinazioni. Una buona campagna di coinvolgimento degli influencer non può infatti prescindere da un utilizzo strategico di ogni canale:

● gli owned sono il dove (il blog o il sito dove pubblicare il contenuto)

● i paid la spinta (la visibilità iniziale)

● gli earned il risultato (il buzz generato).

Partendo dal presupposto che sempre meno i consumatori si fidano di un messaggio semplicemente pubblicitario, è altrettanto vero che nelle primissime battute la spinta delle ads (magari social) ci permette di dare ai contenuti di valore creati la giusta visibilità, senza la quale sarebbe impossibile farne apprezzare il messaggio.

I paid attireranno l’attenzione, un’attenzione che poi gli earned tradurranno in engagement. Un percorso che ovviamente non può prescindere da una corretta strategia di content marketing, indirizzata come ci piace fare all’utilità, o meglio, alla #InflUTILITY.

Vogliamo moltiplicare l’impatto dei nostri progetti influencer oriented?
Unione e contaminazione, ecco la risposta.


 


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Matteo Pogliani

Consulente di Comunicazione, Influencer digitale, blogger, cestista & runner. Lavora in Open-Box, dove si occupa di strategie web e social media. Autore del libro "Influencer Marketing".

Ha un sito: www.matteopogliani.it

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