Primo comandamento dell’influencer marketing: ascolta!

Elon Musk ci mostra come dialogare con i propri utenti possa essere un vantaggio competitivo enorme per i brand.

 

Si dice che ogni buona comunicazione parta dalla capacità di saper ascoltare ciò che i clienti/utenti ci dicono. Una via preferenziale per capirne i bisogni, le necessità, i desideri, ma soprattutto per comprendere meglio chi si è davvero e dove si vuole arrivare.

Troppo spesso i brand hanno una visione di se stessi “edulcorata”, lontana da quella del mercato. Una visione costruita su sensazioni o certezze che si scoprono poi fragili, irreali.

Una verità ancor più concreta se pensiamo alla velocità in cui il valore e la reputation di un’azienda oggi variano.

 

Oltre il solo customer care

Per molti brand ascoltare è significato, e significa ancora, realizzare un’attenta politica di customer care. Un passo certo importante, ma che rischia di non rispecchiare totalmente le opportunità derivante da un’attenta attività di listening.

L’idea è di andare oltre, non accontentandosi del solo supporto (comunque fondamentale), ma “intercettando” anche quei dati fuori dal servizio clienti, dati che nella maggior parte dei casi possono raccontarci molto di più.

Un esempio? Ascoltare diventa via principale per intercettare e relazionarsi con micro-influencer, dando vita ad attività e progetti più rilevanti di quello che possiamo immaginare.

 

Tweet: yourbrand.camp
Ascoltare per generare dialogo e relazioni. Prendiamo esempio da @elonmusk.

#InflUTILITY #YBC @MatteoPogliani

 


L’ascolto secondo Elon Musk

Elon Musk, il CEO di Tesla, è seguitissimo su Twitter con quasi sei milioni e mezzo di follower. Numeri da vero brand e come un vero brand Elon ascolta i suoi follower. Lo scorso Dicembre un imprenditore, Loic Le Meur, si è lamentato via Twitter: molti clienti portavano infatti le proprie Tesla a caricare ai Supercharger, lasciandole poi parcheggiate anche a ricarica finita.

Musk non solo ha risposto con le parole (dicendo che "avrebbe preso provvedimenti"), ma dopo poche ore anche con i fatti. Tesla ha comunicato a tutti i clienti che lasceranno parcheggiata la propria auto dopo aver terminato la ricarica verrà addebitato un costo di 40 centesimi di dollaro ogni minuto. Una scelta fatta proprio sulla base di quel tweet e che, oltre che consiglio pratico di grande valore, è diventata essa stessa un potente mezzo di comunicazione. La notizia è stata infatti ripresa e condivisa da media e da numerosi utenti sui social diventando presto virale.

 

 

 

Ogni voce è rilevante

Tesla ed Elon Musk ci insegnano che anche la più piccola voce può essere determinante, perché portatrice di quel sano confronto capace di farci crescere. Anche quando, tale voce, non è di un utente con migliaia di follower (ripeto, non contano solo i numeri!), ma di una persona che ci segue e che sente il bisogno di dialogare con noi e condividere.

Una volontà di esporsi in prima persona che è dimostrazione di spontaneo e trasparente interesse verso la nostra realtà e che può generare un impatto positivo anche sugli altri utenti. Sì perché questo tipo di messaggio è carico di fiducia e, se ascoltato, diventa esempio della considerazione che l’azienda ha per gli utenti e di quanto sia interessata a relazionarsi realmente con loro.

A volte i brand costruiscono progetti faraonici, coinvolgendo figure dall’estrema rilevanza senza capire che invece, molto spesso, basta guardarsi “in casa” per creare piccole grandi operazioni di comunicazione. Anzi, a volte basta semplicemente leggere un tweet.

 






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Matteo Pogliani

Consulente di Comunicazione, Influencer digitale, blogger, cestista & runner. Lavora in Open-Box, dove si occupa di strategie web e social media. Autore del libro "Influencer Marketing".

Ha un sito: www.matteopogliani.it

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