Reputazione: una questione anche di #inflUTILITY

Bene o male, l'importante è che se ne parli? Diciamo pure di no.

 

La percezione che gli utenti hanno di noi è ormai uno dei punti essenziali per il successo.
In una parola Reputazione.

Ma cos’è in concreto?
Questa è l’insieme di tutti gli elementi che contribuiscono a formare il giudizio che la gente ha di una persona, di un marchio. Un fattore che ad un primo pensiero può sembrare intangibile, ma in realtà in grado di avere un enorme impatto sulle performance d’impresa.

Questa, come una carta d’identità, parla di noi e per noi, andando a formare quel substrato informativo fatto di opinioni e pareri, cruciale per la nostra immagine. La reputazione dipende dalla credibilità che riusciamo a trasmettere all'interno di un network.

Volendo semplificare, un’azienda potrebbe offrire i migliori prodotti o servizi, ma se le voci che l’accompagnano sono negative difficilmente riuscirà a convincere i clienti a fidarsi e quindi a comprare. Conseguenze negative che non si fermano ai possibili target, ma che spesso toccano anche altri ruoli chiave come partner e fornitori. 

Vi fidereste a collaborare con una realtà che viene definita da molti poco attendibile? Non credo.

Certo, le voci non rispecchiano sempre la realtà, ma state certi che hanno una loro valenza, spesso impercettibile, ma cruciale. Relazioni, lavori, collaborazioni, la maggior parte degli aspetti determinanti della nostra vita dipendono da cosa la gente pensa di noi, o meglio, da come ci vede.
 

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La reputazione ci precede e segna ogni nostro successo.

#InflUTILITY #YBC @MatteoPogliani


Come si forma la reputazione

Un concetto tanto ricco di sfumature, la reputazione, che non poteva che risentire di numerosi e diversissimi elementi. È proprio la convivenza tra questi a plasmarla e darle la forma percepita poi dagli utenti.
Tra gli elementi più rilevanti possiamo annoverare:

- Contenuti online
- Comunicazione aziendale
- Esperienze personali (le nostre e di chi ci sta vicino!)
- Relazioni personali

Tutto questo opera, in modo ogni volta diverso, a formare la percezione che le persone hanno.
Un post sui social, un articolo su un blog, il racconto di un amico, aspetti diversi che sono però in grado di condizionarci.
E se per costruire una buona reputazione ci vogliono anni, per distruggerla bastano pochi secondi.
Le impressioni sul web hanno ancora maggiore valore, formandosi in modo rapido e decisivo. I social possono dare tanto nel bene, ma anche segnarci in modo decisivo in negativo.

Non ci sono appelli.

La vita online ci pone di fronte ad un’assenza di confini tra professionale e privato: pensiamoci dunque bene prima di postare una foto, seppur simpatica.

I brand visionano attentamente i profili social prima di un’assunzione. Un’abitudine ormai radicata quella del social recruiting, prassi che continuerà a crescere e affermarsi. Una ricerca di Adecco, nostra azienda di recruiting, ha evidenziato lo strettissimo legame presente tra un buon uso dei social e le possibilità di trovare lavoro.

Pensate ancora che la reputazione sia così astratta?
 

Tweet: yourbrand.camp


Credibilità e fiducia la base portante di una reputazione positiva.

#InflUTILITY #YBC @MatteoPogliani


#InflUTILITY, una spinta per la nostra reputazione

Cosa può esserci di più positivo per il formarsi dell’opinione degli utenti che dare contenuti di rilevante qualità e soprattutto utili? Poco, anzi, pochissimo. È tramite queste risorse che le aziende possono guadagnare “monete” come l’autorevolezza e la credibilità. Monete che non presentano valore finanziario, ma che possono comunque influenzare nettamente l’andamento economico del brand.

La fiducia diventa infatti uno dei primi e più “saldi” mattoni su cui costruire una reputation credibile, una base su cui è poi possibile aggiungere altri elementi d’impatto come il know-how, l’affinità azienda-utente, la qualità comunicativa. Parti sì diverse, ma in grado insieme di dar vita ad un ingranaggio capace di far muovere al meglio ogni realtà.

Nulla di così sorprendente. Dareste un cattivo giudizio su chi riesce a dare risposte alle vostre necessità? Su chi è in grado di esservi davvero utile?

Lavorare sull’inflUTILITY significa inoltre “alzare le difese”, andando a generare un substrato che potrà, in parte, venirci in soccorso in caso di eventuali crisi. Se la gente ha di noi una percezione positiva sarà più difficile che attecchiscano su essi voci dubbie o, ancora più rilevanti, sarà più propensa a lasciar correre qualche nostra “svista”.

Nessun super potere. Con la reputazione si fidelizza, creando relazioni salde, e come ben sapete, ad un amico e più facile perdonare un errore. 

 


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Matteo Pogliani

Consulente di Comunicazione, Influencer digitale, blogger, cestista & runner. Lavora in Open-Box, dove si occupa di strategie web e social media. Autore del libro "Influencer Marketing".

Ha un sito: www.matteopogliani.it

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