Social Media Automation: gestire più social network in modo efficiente ed efficace

Lo avevamo incontrato un anno fa, Maurizio Lotito, mente creativa di PostPickr, la prima Social Media dashboard in italiano che conta più di novemila iscritti fra professionisti e imprese. Oggi è di nuovo con noi a parlarci di automazione e time saving. 


Social Media Everywhere

I dati diffusi dall'ultimo report Social Digital Mobile Around the World di WeAreSocial testimoniano la crescita impressionante ed inarrestabile dei Social Media. Un dato su tutti: quasi 3 miliardi di persone attive in almeno uno dei principali social network, di cui 28 milioni in Italia (praticamente un italiano su due).

 

 

È in atto una conversazione planetaria che si svolge in tempo reale, coinvolgendo miliardi di persone in ogni angolo del pianeta. 

 

I "mercati sono conversazioni", recitava profeticamente la tesi più celebre del Cluetrain Manifesto, ed i Social Network hanno sublimato questa visione, diventando di fatto un canale di marketing eccezionale per brand, imprese, organizzazioni e singoli individui.

Non a caso, secondo il Customer Service Report di Gartner, entro il 2020, il 90% delle imprese userà i social media per fare customer service.

I vantaggi che questi media offrono sono noti a tutti:

  • Accessibilità: l'ingresso e l'adozione dei social media è completamente gratuito, aperto a tutti, disponibile su qualsiasi dispositivo connesso ad Internet;
  • Portata: come abbiamo visto i social media permettono virtualmente di raggiungere il 37% dell'intera popolazione mondiale;
  • Efficacia: a differenza di altri media è possibile definire il proprio pubblico in base a interessi, segmenti demografici, luoghi, lingue ed altro ancora. Inoltre l'aspetto "conversazionale" tipico di questi canali permette di instaurare relazioni più profonde e fidelizzate;
  • Misurabilità: tutte le attività che svolgiamo sui social network sono tracciabili e misurabili attraverso le statistiche disponibili gratuitamente sulle piattaforme. Nessun media tradizionale offline offre tale un grado di precisione ed attendibilità.

 

Ma a fronte di questi indubbi vantaggi, i dati EUROSTAT, ci dicono che in media solo il 21% delle imprese utilizza costantemente un tipo di Social Media all'interno della propria strategia di business:

 

 

Mancano quindi all'appello ancora 3 aziende su 4. Come mai?


 

Il Problema

Le cause sono diverse, a partire dal deficit di cultura di marketing nel digitale di cui soffrono gran parte delle imprese (in particolare quelle italiane). Ma un aspetto sicuramente da non sottovalutare è legato alla complessità gestionale che questi nuovi canali di comunicazione richiedono, soprattutto quando utilizzati in ottica di marketing.

 

 

Ben presto ci si è resi conto che a fronte dei vantaggi sopra elencati, è richiesto un impegno importante in termini di organizzazione, competenze e soprattutto di tempo da dedicare alla gestione.
Secondo un'indagine dell'University of Massachusetts-Dartmouth il 41% delle imprese vede nell'allocazione del tempo la principale difficoltà legata alla gestione dei social media.

In effetti la routine ordinaria prevede l'esecuzione di task ripetitivi, disomogenei e non sincronizzati, come:

  • accedere ai diversi social network in dotazione, spesso con diversi account;
  • creare contenuti, formattarli e pubblicarli sui diversi canali;
  • seguire fonti ed account di riferimento, per scoprire e condividere contenuti di interesse;
  • monitorare le interazioni ricevute sui vari profili, rispondere a commenti e messaggi;
  • misurare le performance delle attività attraverso le statistiche presenti nei social network;

 

Il tutto teoricamente 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno, visto che i social media non chiudono mai.

Consideriamo inoltre che nelle micro e piccole imprese (che in Italia rappresentano l'87% del tessuto imprenditoriale) spesso è solo una persona - organica all'azienda o professionista freelance esterno - ad occuparsi dell'intero processo, a differenza delle grandi organizzazioni/brand che possono invece contare su reparti strutturati e con più addetti specializzati.

 

La soluzione

Fatte salve le competenze necessarie per governare quella che è diventata a tutti gli effetti una nuova disciplina (il Social Media Management), le difficoltà da risolvere restano quindi la capacità organizzativa e la quantità di tempo da destinare alla gestione.

Il primo problema è risolvibile con un approccio di tipo strategico, che vede nel Piano Editoriale un alleato indispensabile per organizzare ed efficientare le attività. Molto brevemente, il Piano Editoriale è un documento che definisce a monte:

  • gli obiettivi che si vogliono ottenere attraverso la presenza sui social media (aumentare la visibilità? Promuovere servizi/prodotti? Assistere i clienti?);
  • i ruoli degli addetti coinvolti (chi decide, fa e valuta cosa);
  • i temi, gli argomenti e i format dei contenuti, con relativi pesi nella frequenza di distribuzione;
  • le fonti di riferimento da consultare e da cui attingere e condividere contenuti;
  • i canali social sui quali distribuire tali contenuti (quanti e quali social network/account);
  • il calendario editoriale, che stabilisce la frequenza di pubblicazione in base agli argomenti e ai canali di destinazione;
  • i cicli di controllo e verifica dei risultati raggiunti in base agli obiettivi fissati.

 

Il ricorso al Piano Editoriale evita quindi la navigazione a vista e i rischi dell'improvvisazione, che nel migliore dei casi produrrebbero una comunicazione incoerente, frammentata ed incostante.

Sul fronte della gestione del tempo per fortuna oggi vengono in soccorso del Social Media Manager svariate applicazioni, il cui scopo è automatizzare ed efficientare l'intero processo. Sono i cosidetti social media tool, software che appartengono alla macrocategoria della Marketing Automation.


Possiamo distinguerli in due principali categorie:

  • software verticali, specializzati nella gestione di una specifica attività (monitoraggio, listening, analisi dei dati, community management, customer care) con livelli di performance (e costi) generalmente elevati e adatti quindi ad imprese medio-grandi;
  • software orrizzontali o suite, in grado di coprire tutte le principali attività, con livelli di performace scalabili ma generalmente adatti per le micro e piccole organizzazioni.

 

Nella seconda categoria rientrano strumenti diffusi e conosciuti come Hootsuite, Buffer ed il nostro italianissimo PostPickr. Attraverso l'automazione dei task ripetitivi, inefficienti ed improduttivi, questi tool permettono di risparmiare una considerevole quantità di tempo che potrà invece essere destinato ad attività di tipo più strategico, creativo ed analitico.

 


 

PostPickr ad esempio si configura come una "cabina di regia", un unico ambiente in cui aggregare, coordinare e gestire tutti gli account e le principali attività sui social media, con un approccio basato sui tipici flussi del piano editoriale:

  • gestione di più progetti editoriali in contemporanea: ogni progetto raccoglie separatamente canali social, contenuti, calendario editoriale, statistiche;
  • i progetti possono essere gestiti collaborativamente invitando colleghi, collaboratori esterni o clienti;
  • creazione, personalizzazione e formattazione avanzata dei contenuti in base a ciascun social network;
  • organizzazione e gestione dei contenuti in base agli argomenti e ai temi stabiliti nel Piano Editoriale;
  • aggregazione, monitoraggio, importazione e condivisione di contenuti dalle fonti e dagli account seguiti;
  • automazione delle pubblicazioni attraverso la programmazione di contenuti multipli, organizzati secondo il principio della coda di pubblicazione (queue);
  • pianificazione e controllo delle pubblicazioni attraverso un calendario editoriale specifico per ogni Progetto;
  • misurazione delle performance dei canali e dei contenuti attraverso le statistiche interne alla piattaforma;
  • moderazione di post, commenti e messaggi ricevuti dagli account, con possibilità di assegnare task ad altri membri del team (coming soon).

 

Automazione sì, automazione no

Spesso tra gli addetti ai lavori si coglie un po' di scetticismo nei confronti di questi strumenti ed in generale si sono create due scuole di pensiero:

  • chi preferirebbe curare “tutto a mano”, per avere pieno controllo delle attività e ottenere il massimo da ogni contenuto;
  • chi invece vorrebbere soprattutto abbattere i tempi automatizzando il tutto.

 

Il problema dei primi è che con sole 24 ore in un giorno non è umanamente possibile fare tutto e bene; i secondi invece scontano il problema dei risultati, che inevitabilmente finiscono per risultare impersonali, asettici e senza valore aggiunto.

La verità è che strumenti come PostPickr permettono di fare entrambe le cose: sta all'utilizzatore finale, in base alle sue competenze, esigenze e disponibilità, scegliere se spingere sul pedale della cura e della personalizzazione, su quello dell'automazione o più auspicabilmente, trovare un giusto compromesso tra le due impostazioni.

In entrambi i casi il risparmio di tempo è notevole (fino al 70%), ma oltre all'efficienza operativa migliorerà anche l'efficacia della comunicazione: grazie alla pianificazione preventiva dei contenuti e alla visione d'insieme di tutte le attività si potrà garantire maggior costanza, coerenza e controllo alla nostra presenza sui social media.
 






Maurizio Lotito | Co-Founder di PostPickr.com

Responsabile Comunicazione, Marketing e Product Design

 




Per contattare Maurizio:

https://www.postpickr.com
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Redazione Marketing Camp

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