Come scrivere una dichiarazione di intenti per un business o un blog

Per essere percepiti come utili, bisogna saper esprimere una missione. Nel marketing si chiama posizionamento. Nel blogging si tratta di spiegare perché esistiamo e perché vogliamo far sentire la nostra voce.

 

Abbiamo parlato dell’importanza dei contenuti utili, cioè contenuti pensati mettendosi dalla parte di chi ha un’esigenza, un problema, una sensazione di insicurezza e/o una voglia di migliorare. Conoscere una audience e i loro problemi ci aiuta a capire quali argomenti trattare.

Per comunicare efficacemente questa utilità e aumentare l’impatto dei contenuti, può venirci in aiuto quella che nel marketing si chiama MISSION. Secondo il Content Marketing Institute “a simple mission statement can help make your writing more clear and to the point, has to be all about your readers' pain points” (il famoso punto dolente di cui parlavamo nel mio scorso post).

La missione è un altro modo, meno vanitoso e più di sostanza, per sviluppare il personal branding, cioè per scegliere un proprio POSIZIONAMENTO (altro termine mutuato dalle strategie di marketing).

Alcune semplici domande possono far emergere la missione che sentiamo più vicina a noi. Eccole:

 

Cosa faccio?

Quale risultato aiuto a raggiungere?

Come lo faccio?

Per chi lo faccio?

Perché lo faccio?

 

Tweet: yourbrand.camp

Scrivere una missione è un modo per sviluppare il personal branding #MarketingConversazionale #YBC @FlaviaRubino666

 

 

Quando conosciamo da vicino delle PMI, la missione originale del business è probabilmente ancora presente e viva nella mente dei fondatori e di chi lavora in quell’ambiente, a differenza delle grandi multinazionali la cui origine è diventata una favola distante, una storia che non tocca più personalmente i dipendenti.

Lo stesso vale per una persona e un’attività individuale. Per evitare di dare risposte banali e poco originali alle domande sopra, proviamo ad approfondirle:

 

Perché e come ho iniziato tutto?

Quale problema o “ingiustizia” volevo risolvere?

Di che cosa sono più orgoglioso tra le cose che faccio?

“Sono il primo/il migliore/ il solo a fare….”

Di che cosa i miei clienti più fedeli si vanterebbero maggiormente?

 

Tweet: yourbrand.camp

Per missione si intende non cosa si vende ma perché

#MarketingConversazionale #blogging #YBC @FlaviaRubino666

 

 

Queste risposte delineano il nostro MISSION STATEMENT, una dichiarazione di intenti che esprime una vera e propria visione della vita e del mondo, un focus chiaro e netto: quando abbiamo una motivazione così potente, avremo un posizionamento strategico unico e distintivo. Non è sufficiente  fare bene qualcosa: bisogna essere gli unici a farla - in quel modo, per quel segmento di clientela, con quella missione.

 

 

Ecco un esempio di mission statement – o dichiarazione di intenti:

Our goal is simple: we want to help you with the how-to of content marketing - to advance the practice of content marketing, through online education, print, and in-person events.

Oppure questo:

                                                                                                                                                                                

Scrivendo una missione è fondamentale decidere in cosa essere bravi, ma è altrettanto importante cosa lasciare fuori, cioè cosa NON fare, chi NON accontentare. Non sono risposte banali, perché la tentazione di competere su tutti i fronti, al giorno d’oggi, è forte

Troppe volte di fronte a termini come “vision”, “mission”, “positioning” ho registrato commenti superficiali del tipo “tutte stupidaggini, tutte americanate”. Bisogna farsene una ragione: il management non è una disciplina per tutti, per fortuna.

 

Tweet: yourbrand.camp

Missione: fondamentale decidere in cosa essere bravi e cosa non fare

#MarketingConversazionale #YBC @FlaviaRubino666

 

                                                     

 


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Flavia Rubino

Prima direttore marketing e globetrotter in grandi aziende del largo consumo, poi fondatrice di The Talking Village e di YourBrand.Camp : crede che i tanti pregiudizi negativi sul marketing siano solo la conseguenza di quello fatto male, e che ancora troppo poco si sappia di quello fatto bene.

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