EMOTIONAL LEAD GENERATION: il lato umano dei contatti professionali

In campo professionale, i legami deboli del Web possono diventare molto rapidamente legami forti. Ma per sfruttare questo incredibile potenziale, è necessario sviluppare consapevolezza e strumenti. 

 

Com'è nato il Manifesto 

Un po' di mesi fa, con alcuni colleghi che hanno raccolto questa idea e persino con il supporto di LinkedIn che ci ha ospitati nella sua bellissima sede milanese, abbiamo iniziato una bozza di documento un po' speciale.
Il suo obiettivo? Aiutare a capire e a sfruttare nel modo migliore il lato umano dei contatti professionali che si stabiliscono su questo fantastico (quanto spesso frainteso e bistrattato) Social Network, come ben spiegato da Luca nel suo articolo.

Io credo infatti che "in ambito professionale, i legami deboli possono diventare forti molto più rapidamente di quelli personali"
...E LinkedIN, a patto di usarlo bene, è lo strumento ideale per coltivare legami.


Mi scrive Francesca:

"Occorre una ri-significazione del concetto di “professionale”, generalmente inteso come “asettico”, “freddo”, “preciso e corretto” e quindi umanamente limitato, con un significato che integri tutta la ricchezza dell’umano. Un professionista è una persona con una profondità emotiva, relazionale, valoriale… non un cartonato in giacca e cravatta nella vetrina di un negozio. LinkedIn quindi non è una specie di catalogo di professionisti, ciascuno con la sua bella foto profilo e un curriculum impeccabile. Solo quando un contatto acquisisce la sua tridimensionalità, allora il legame debole può diventare un legame forte".

Come recuperare questa ricchezza? Abbiamo identificato 3 fattori chiave - ambiente, persone, contenuti - e declinato ognuno di essi in 5 tesi.


Ringrazio quindi Marina Fantini di LinkedIN per il supporto durante il nostro brainstorming milanese, e poi Claudio Ferilli, Francesca Memini, Luca Bozzato, Mirko Saini che hanno contribuito a questa prima stesura: è un work in progress permanente e invito tutti i nostri amici e colleghi che lo leggeranno ad integrarlo con le loro osservazioni.

 


 



EMOTIONAL LEAD GENERATION

Trova nuovi contatti e fatti trovare per il tuo contenuto umano

 

Perché questo manifesto?

Il web è il luogo in cui persone reali costruiscono relazioni professionali con altre persone reali: scegliamo le persone con cui fare business, prima dei professionisti. Per questo, in campo professionale, i legami deboli possono diventare molto rapidamente legami forti. Ma per sfruttare questo incredibile potenziale, è necessario sviluppare consapevolezza e strumenti in tre dimensioni:

 

  • AMBIENTE

  1. Un network professionale funziona per obiettivi: fa’ in modo che i tuoi siano chiari, anche se poi il caso giocherà il suo ruolo.
  2. Riconosci il valore del tempo e della pazienza quando si tratta di creare una reputazione, così potrai ottenere che altri ti concedano i loro.
  3. La passione comunica meglio del dovere, la personalizzazione meglio della standardizzazione.
  4. Sii accessibile, coltiva i rapporti con commenti e messaggi, aggiornamenti e condivisioni
  5. Lo stile più efficace è quello che parla da persona a persona, amichevole, caldo anche senza essere eccessivamente intimo. Quindi rivolgiti alla persona e non solo al professionista.

     
  • PERSONE

6. A differenza di altri, un social network professionale è incentrato fortemente sul profilo personale e su un’identità concreta e verificabile, non "schermata".

7. Il tuo brand personale è associato a quello aziendale. Sii “editore di te stesso” e non dimenticare che ciò che pubblichi ha sempre un impatto più ampio, al di là di quello individuale. Scegli cosa pubblicare in base ai tuoi obiettivi professionali.

8. Le persone si cercano e si trovano per affinità di obiettivi e di valori. Dichiara i tuoi e fatti seguire per quelli.

9. Scegli e frequenta i gruppi che meglio esprimono le tue passioni e i tuoi interessi professionali, usando l’ooportunità di attirare e conoscere persone emotivamente affini.

10. L’autenticità è importante: dimostra chi sei davvero, raccontando progetti e fatti concreti.

 

  • CONTENUTI

11. Il profilo è il tuo contenuto più importante; curalo e usalo per comunicare valore. Cosa offri? In cosa sei unico?

12. Scegli e pubblica i tuoi contenuti in funzione dei tuoi obiettivi.

13. I tuoi contenuti comunicano valori, idee, aspirazioni. Fa’ in modo che lascino un segno emotivo in chi ti ascolta.

14. Un impatto emotivo della comunicazione funziona meglio per due motivi: 1. il ricordo dura di più 2. l’affinità emotiva è più sincera di quella esclusivamente professionale.

15. utilizza questi criteri anche per scegliere le persone, le aziende, i gruppi e i canali Pulse da seguire. Prendi sempre ispirazione dagli altri.


 


Il manifesto dell'Emotional Lead Generation ha bisogno del tuo supporto: ti invito a modificare, integrare le tesi e a condividere il più possibile questo post se lo ritieni utile!




 

Potrebbero interessarti anche:

Brand che prendono posizione? Non in Italia. Il panorama desolante della nostra pubblicità estiva

La sfida dei contenuti: quei 3 concetti di marketing che non possiamo proprio ignorare

Come creare i migliori brand advocate (e la differenza dai testimonial)

Come scrivere con gli insight

Engagement marketing: 5 regole fondamentali per coinvolgere con i contenuti di un progetto

I blog e la falsa moneta della “visibilità”

2017 tra propositi e predizioni

Contro la mancanza di fantasia: 8 consigli di Content Marketing

L’Influenza e il kit del...contagio

Influencer Marketing: il profilo del blogger ideale secondo YBC

La mia teoria dell’Emotional Lead Generation

Il paradosso dell’influencer marketing

Influtility: il nuovo approccio strategico al Marketing Collaborativo

Milano, 19 Novembre: incontriamoci al Social Case History Forum!

La comunicazione e l’importanza del fattore tempo

6 domande sull’Influencer Marketing

Come scrivere una dichiarazione di intenti per un business o un blog

Meno buzz, più valore: la parola alle aziende

Influencer? Come produrre contenuti utili, piuttosto

La prima regola di YourBrand.Camp è: potete parlare di YourBrand.Camp

La pubblicità e i pregiudizi - parte 2

Freelance: ti racconto 6 cose che YourBrand.Camp può fare per te

Investire in formazione: i nostri mentori, tutti per te

La pubblicità e i pregiudizi

Di cosa hanno bisogno i brand e i blogger

Benvenuti!

Flavia Rubino

Prima direttore marketing e globetrotter in grandi aziende del largo consumo, poi fondatrice di The Talking Village e di YourBrand.Camp : crede che i tanti pregiudizi negativi sul marketing siano solo la conseguenza di quello fatto male, e che ancora troppo poco si sappia di quello fatto bene.

Seguimi su: