L’Influenza e il kit del...contagio

Un influencer sa usare efficacemente alcuni ingredienti che rendono le idee contagiose. Quali sono?

Gli ingredienti essenziali  dell’influencer perfetto, quelli sicuramente più citati, sono di solito: la competenza, l’autorevolezza, la passione. Ma bastano per produrre contenuti  utili e conquistarsi  ampio seguito e simpatia?
Quello che distingue un “semplice” curatore di contenuti da una vera e propria presenza forte in Rete è, in sostanza,  la capacità di diffusione di quei contenuti.

Parliamo allora di influenza proprio come... contagio:  ed eccovi un possibile “kit del contagio”,  quattro fattori che aiutano un messaggio a circolare più facilmente e rapidamente, e quindi aiutano il suo autore a diventare “influente”.
 

Tweet: yourbrand.camp

Un Influencer contagia con le idee

#InflUTILITY #YourBrandCamp #YBC @FlaviaRubino666

 

  • Il dono utile.  Ovvero, risorse gratuite e liberamente condivisibili come ebook, paper, webinar, template e così via. Nel web,  il dono utile non è un segno d’affetto personale ma un bene collettivo e incoraggia in se stesso la sua diffusione: chi lo riceve a sua volta si sente invogliato a condividerlo con il suo network.

  • Un gancio emotivo: qualcosa che “si attacca” a chi legge o ascolta perché fa leva su un’area che chiameremo insight o bisogno:  un vuoto, un punto debole o dolente. Anche questo fattore incoraggia la diffusione agli altri, perché condividiamo sempre sotto la spinta di emozioni  che ci hanno colpito. Quanto più forte la tensione a cui quel gancio si attacca, più forte sarà l’impatto. Io uso di solito questa mappa per individuare i bisogni delle persone, che in sintesi possono collocarsi in 4 aree: quella individuale della funzionalità razionale (ho un problema, cerco una soluzione) , quella individuale della sensibilità (storytelling emotivo: ho voglia di condividere un racconto, un valore che mi appartiene) , oppure quelle collettive della responsabilità/empatia o infine del servizio.
     


 

  • La semplicità, che non significa banalità. Rendere un concetto in modo semplice significa renderlo facile da ricordare (e quindi, ancora una volta, da condividere). Ma la tentazione di banalizzarlo e rimanere sulla superficie, riducendolo a poche nozioni stereotipate, può essere forte.  Data anche la scarsa attenzione del pubblico nel web, questo tipo di semplicità fa crollare nettamente la qualità di un contenuto. Per esempio, si possono comunicare dati statistici in modo semplice ed efficace anche usando metafore (“è più probabile essere colpiti da un fulmine che vincere una lotteria”) ma mantenendone la fonte e la scientificità, invece di riportarne una sintesi parziale, approssimativa, inesatta.

 

Tweet: yourbrand.camp

I 4 fattori del contagio: 1 dono, 2 bisogno, 3 semplicità, 4 ambiente

#InflUTILITY #YourBrandCamp @FlaviaRubino666

 

  • L’ambiente: i bravi comunicatori nel web usano bene l’ecosistema che li circonda, fatto di
    - persone
    -  risorse
    - mezzi e tecnologie.

    Far leva su network esistenti e metterli in comune è uno dei meccanismi che facilita la circolazione delle idee. E ora mi perdonerete l’autocitazione ma è quello che abbiamo appena fatto con questo Hangout su #InflUTILITY, che potete rivedere qui. 
     


 

Un testo per approfondire: Sticky Ideas

 

 


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Flavia Rubino

Prima direttore marketing e globetrotter in grandi aziende del largo consumo, poi fondatrice di The Talking Village e di YourBrand.Camp : crede che i tanti pregiudizi negativi sul marketing siano solo la conseguenza di quello fatto male, e che ancora troppo poco si sappia di quello fatto bene.

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