La prima regola di YourBrand.Camp è: potete parlare di YourBrand.Camp

Abbiamo una visione molto precisa del rapporto tra marketing e blogging. Ecco perché conviene farla conoscere a tutti.

Giorni fa abbiamo parlato dell’attività di YBC dal punto di vista dei freelance: oggi proviamo a vederla dal punto di vista dei blogger, che spesso sono anche freelance, o desiderano diventarlo. 


Ci sono due modi di intendere le opportunità professionali in Rete oggi: seguendo le strade indicate dalla maggioranza, o tracciando percorsi personali.

Recensioni, sponsorizzazioni, eventi, live tweeting, tour – non hanno bisogno di tag, rubriche, media kit e listini. Hanno bisogno di nuove idee.  Se l’idea c’è ed è forte non servono i tag: serve raccontare apertamente come è nato un progetto, perché quell’idea ci appassiona, come quell’idea ci aiuta a migliorare un aspetto della nostra vita e infine come noi possiamo contribuire a quell’idea mettendoci del nostro.  Questo è il massimo della correttezza e della trasparenza verso chi fruisce dei nostri contenuti. La presenza di un brand non è qualcosa di cui ci si debba vergognare, non va lasciata ai margini di una storia (questa storia è mia, poi c’è un brand che paga, ok, lo metto piccolino in fondo) ma al contrario è il catalizzatore di un’esperienza che altrimenti non avremmo mai raccontato.

 

Tweet: yourbrand.camp

Abbracciate il (buon) marketing, senza dovervene vergognare #MarketingConversazionale #YBC @FlaviaRubino666

 

 

1. Come valutare un buon progetto?
E’ facile, chiedetevi: “perché lo sto facendo?” 
Se l’unica risposta che trovate  è “perché mi pagano” allora state guardando il dito e non la Luna.  In fondo, vi sentirete sempre costretti a giustificarvi con il vostro “pubblico” delle vostre “sponsorizzazioni”. La presenza di un brand nei vostri contenuti, se non è supportata da un’adesione valida e da un’esperienza personale autentica, vi metterà sempre a disagio. Allora il tag “sponsorizzazione” diventa solo uno scarico di responsabilità: vi metto qui le cose di cui vi parlo perché mi pagano, e siamo tutti a posto.
Personalmente, mi sono data un obiettivo:
 

Tweet: yourbrand.camp

Se l’unica risposta è “perché mi pagano” il progetto non sarà su YBC #MarketingConversazionale #YBC @FlaviaRubino666

 

 

2. Le parole sono importanti
“Partecipo alla campagna…”  “Post offerto da...” “Categoria sponsorizzazioni” “Recensioni” “Collaborazioni”... diffidate da chi vuole ridurre il vostro vocabolario a un linguaggio povero, piatto e uniforme. Se vi chiedete il perché di una tagline come questa, che è l’unica richiesta obbligatoria quando partecipate a un Camp e pubblicate un vostro contributo, è proprio quello di liberarvi da queste costrizioni rimanendo completamente trasparenti e liberi di raccontare.

 

Questo post nasce da una vera conversazione e collaborazione con (xxx) su   own your conversation

 

3. Perché è il momento di andare oltre
Se non si ripensa l'idea stessa alla base di un certo marketing ripetitivo, potrai sforzarti quanto vuoi di scrivere il “post sponsorizzato perfetto” ma sarai solo noioso e invadente nella mia timeline. Andare oltre il solito giro e oltre i numeri, conoscere gente nuova e teste “fresche” interessanti,  partecipare a iniziative di valore senza aspettare di essere invitati...E’ possibile.
Il marketing si può fare in questo modo, diverso.

Ma per rendersene conto pienamente e portare i propri contributi originali,  occorre avere un minimo di formazione di marketing: se hai un blog e cerchi modi per “monetizzarlo”, non accontentarti di un media kit e di un listino, ma studia management e marketing.
 

4. La Cultura di management
E’ una definizione che non deve spaventare ma che deve entrarci un po’ meglio in testa.  Gestire un’attività di qualunque tipo significa conoscere  statistica, strategia, concetti (prima che strumenti) di marketing, e queste cose restano assolutamente valide quando diventano digitali, anche se qualcuno vuole farvi credere che ormai sia tutto da buttare via e si trovi tutto su Google.  La facilità della divulgazione nel web favorisce approcci spaventosamente superficiali . Invece per parlare con un’azienda, conviene sapere  un po’ di più di cosa si sta parlando. 
Se per fare marketing pensi che basti  dire bene di un prodotto e invogliare a comprarlo, stai dando solo una leggera  grattatina alla superficie. E’ come dire che per scrivere un libro puoi scegliere il genere narrativa o saggio. Bene, ora vai e scrivi.
 

Ecco perché conviene far conoscere YBC:

Più siamo, più le aziende saranno interessate a conoscerci: più saranno interessate, maggiori le opportunità professionali e formative per tutti. No, non esattamente per tutti... Ma per chi supera alcuni criteri minimi di qualità.

Siate i nostri media partner: potete scrivere di noi, mettere un banner, e da oggi potete anche presentare amici  con la campagna Lead (qui dentro ci sono tutti i dettagli). Più saremo, più potremo diffondere una cultura di marketing più evoluta e  utile a tutti. Siamo un "fight club" molto aperto: conviene parlare di noi.
 

Ma se il motivo per farlo sono solo “ i Reward”, non fatelo. Su YBC si accumulano premi, certo, perché è giusto ed è anche divertente, ma si accumula soprattutto conoscenza.

 

Tweet: yourbrand.camp

Con noi accumulate Reward ma soprattutto conoscenza #MarketingConversazionale #YBC @FlaviaRubino666

 

 

 

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Flavia Rubino

Prima direttore marketing e globetrotter in grandi aziende del largo consumo, poi fondatrice di The Talking Village e di YourBrand.Camp : crede che i tanti pregiudizi negativi sul marketing siano solo la conseguenza di quello fatto male, e che ancora troppo poco si sappia di quello fatto bene.

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