5 propositi “salutari” per il 2017

Scrivere di salute, ma meglio. 5 spunti o propositi per mantenere in salute un blog sulla salute.


Prendendo spunto dal post di Flavia, anche io sto riflettendo sui buoni propositi per il 2017. In particolare mi sto domandando: che cosa può fare un blogger per contribuire a un cambiamento positivo nell’ambito nel sistema della salute? Nella rete di relazioni che coinvolge non solo medico e paziente, ma anche il servizio sanitario pubblico e privato, le aziende farmaceutiche, le ASL, i professionisti della salute, il mondo della ricerca e dell’informazione scientifica, qual è il ruolo e quali le responsabilità di un piccolo blogger che scrive di salute?

Vi condivido quindi le mie riflessioni e buoni propositi per il 2017. Quali sono i vostri?

 

1. Più educazione digitale in ambito sanitario

Ok c’è la digital health, le tecnologie wearable e i Big Data che stanno portando cambiamenti quasi rivoluzionari in medicina. Ma nel piccolo, nello studio del mio medico che litiga con il fascicolo sanitario elettronico, la rivoluzione digitale non è ancora arrivata. Medici e operatori sanitari, più ancora dei pazienti, necessitano di qualcuno che li aiuti a migrare al digitale, che insegni loro ad utilizzare gli strumenti anche più basilari dei social e del web.

Come? Un esempio che ho segnato nel mio blocco degli spunti è quello di Eugenio Andreatta , giornalista ed esperto di comunicazione digitale, con il suo corso “Strategie di comunicazione digitale per fisiatri”.
Guide pratiche, ad uso e consumo di pazienti e operatori sanitari funzionano bene su un blog, non trovate?

 

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Medici e HCP, più ancora dei pazienti, necessitano di migrare al digitale.

@F_Memini #YBC


 

2. Più immagini
Il mondo della sanità sembra fatto di sole parole. Anche la Medicina Narrativa che tanto mi sta a cuore è in Italia principalmente centrata sulla scrittura: si utilizza la scrittura riflessiva, la cartella parallela, l’analisi di storie e di blog.
Le parole sono importanti, ma la medicina – sia come disciplina biomedica sia come arte umana – può trarre notevoli vantaggi dall’utilizzo della grafica, dell’illustrazione, del disegno e delle arti visive.
Come blogger posso impegnarmi a creare qualche infografica in più, ma posso anche mettere in evidenza il rapporto tra arte e competenze mediche. Non so disegnare, è vero, ma posso sempre iscrivermi a un corso di disegno brutto, per esempio, o provare a sperimentare il visual thinking  (come appreso durante l’ultimo TEDMEDLive) o la graphic medicine come strumenti di esplorazione e di espressione dei vissuti psicosociali legati alla salute, e anche (perché no) strumenti di cura.

 

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La medicina trae vantaggi dall’uso della grafica, dell’illustrazione, del disegno e delle arti visive.

@F_Memini #YBC

 

3. Più creatività

La comunicazione in ambito sanitario, anche quando si tratta di fare sensibilizzazione su tematiche importanti è un po’ carente sul piano della creatività. È vero che tematiche delicate fanno procedere con il freno a mano tirato. Ma la creatività dovrebbe essere stimolata proprio dai limiti. Per il 2017 vorrei non vedere più la banalità ignorante di certe campagne di promozione della salute e proporre idee originali e coraggiose, prendendo esempio da chi la creatività sa metterla al servizio della salute. Per questo ho già adottato un danese! https://www.helpadane.com/italy/

 

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Mettere la creatività al servizio della salute.

@F_Memini #YBC

 

 

4. Più riflessività
Il 2016 è stato l’anno del grande dibattito su post-verità e fake news. Il mondo della salute sempre al centro di questo dibattito, a partire dalla guerra tra pro e contro vaccini.
Il dominio incontrastato del bias di conferma e i meccanismi di polarizzazioni della discussione online e sui social mi hanno messo parecchio in crisi: vale la pena di scrivere di salute? Se il debunking è più dannoso che altro, se la corsa alla notizia non ci permette nemmeno un’accurata verifica delle fonti, se tutto quello che penso è pregiudicato dal mio bisogno di conferme... allora perché scrivere? Per imparare a pensare, problematizzando, ponendomi domande sul significato e su come avvengono i processi di pensiero stessi. Questo della riflessività  è un impegno trasversale all’ambito medico, vale un po’ come stile di vita, insieme alla dieta e all’attività fisica.
 

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Più riflessività e attività fisica fanno bene alla salute.

@F_Memini #YBC

 

 

5. Più collaborazione, più co-creazione

Mi ha stupito l’appello lanciato da Fondazione Gimbe: "Serve un logo per il Servizio sanitario nazionale". Un logo è un simbolo e i simboli sono strumenti potenti per definire un’identità e coagulare una comunità. Sembra una conferma dei miei impegno numero 2 e numero 3 di questa lista. Ma questo punto, il 5, parla di co-creazione e collaborazione. Parla di come sia necessario ridefinire il concetto di salute, anche a partire dai bisogni latenti di pazienti e curanti, che spesso sono espressi online. Questo punto parla di nuove idee che possono nascere proprio qui su YBC, questo punto parla di persone che si ascoltano e si parlano e decidono di fare qualcosa insieme per migliorare il sistema salute. Insieme. 
 

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Co-creazione e collaborazione per migliorare il sistema salute.

@F_Memini #YBC

 

 

 



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Francesca Memini

Una formazione in filosofia, l’esperienza nel farma e alcuni punti fermi: sii autentica, ascolta e scegli ciò che ti migliora. Osservo come sta cambiando il mondo della salute, tra Digital Health e Medicina narrativa, e cerco di fare il mio pezzettino per favorire un cambiamento positivo, con quello che so fare: scrivendo.

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