Farmaco-logico! L’educazione alla salute tra i banchi di scuola e Youtube

“Farmaco: Logico!” è un viaggio multimediale nel mondo dei farmaci rivolto agli studenti della scuola media e superiore, per informare ed educare ad un uso consapevole dei farmaci.


La fiducia nei progressi che la medicina e la farmacologia hanno raggiunto negli ultimi decenni, rischia di farci perdere di vista un aspetto fondamentale: che cosa determina il nostro grado di salute? La disponibilità di farmaci e di cure o, piuttosto, i nostri comportamenti?

Tra i determinanti modificabili della salute, i fattori socio-economici e gli stili di vita hanno un ruolo preponderante rispetto alla genetica e perfino all’accesso ai servizi sanitari.
Se i comportamenti, individuali e collettivi, influiscono sulla salute più della genetica, come possiamo modificarli in meglio?

 

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Se i comportamenti influiscono sulla salute più della genetica, come possiamo modificarli in meglio?

#YBC @F_Memini

 

A volte penso che la mia generazione – ma sono certamente più attempata di voi lettori – sia irrimediabilmente persa tra l’ipocondria (alzi la mano chi non ha mai lamentato malattie immaginarie come  il ”passaggio di stagione”), i complottismi e la propensione ingenua al “naturale” come sinonimo di sano (vi ricordo che Socrate è morto con una naturalissima bevanda a base di cicuta).

Chi ci salverà tra gli schieramenti opposti e polarizzati di chi abusa di farmaci – aumentando il rischio di fenomeni come l’antibiotico-resistenza - e di chi rifiuta drasticamente tutti i vaccini – con il rischio di causare il ritorno di malattie ormai debellate?

Forse possiamo riporre qualche speranza in più nelle generazioni future: forse una corretta informazione, un approccio critico possono condurre a comportamenti corretti rispetto all’utilizzo di farmaci, per esempio.

 

È quello che hanno provato a fare nella Provincia di Bolzano durante l’anno scolastico 2015-2016 (e anche quest’anno si ripete!), coinvolgendo oltre duecento studenti delle scuole medie e superiori in un progetto di educazione sanitaria dal titolo “Farmaco-Logico!”. Gli studenti hanno affrontato un viaggio multimediale nel mondo dei farmaci in diverse fasi: hanno imparato a leggere i bugiardini; hanno lavorato sullo sviluppo di senso critico rispetto ai messaggi pubblicitari; hanno realizzato piccoli rimedi tradizionali, efficaci e sicuri, in un laboratorio galenico approntato in classe; hanno ricevuto informazioni su alcune patologie e piccoli disturbi. Infine hanno dato sfogo alla creatività con la realizzazione di un breve video, commentato e discusso in classe alla fine del percorso.

 

 

Il progetto è ideato da Canalescuola, cooperativa che si propone di facilitare l’introduzione delle nuove tecnologie come strumento didattico, e ha come responsabili e ideatori Sergio Cattani, farmacista con master in pedagogia teatrale, e Sofia Esposito, videomaker.

 

Digital Storytelling: uno strumento educativo “salutare”

Lo psicologo Jerome Bruner distingue due forme di conoscenza umana: quella logico-scientifica, che cerca di comprendere gli eventi osservati in termini di verità generali e di leggi scientifiche; e quella narrativa che cerca di comprenderli in termini di esperienza umana. Entrambe queste forme vengono messe in gioco nel progetto.

“Il laboratorio dura 10 ore 1 ora di discussione del filmato – mi ha spiegato Sergio Cattani – c’è tempo per conoscersi, confrontarsi, approfondire. Ai ragazzi viene parlato del filmato solo all'inizio, poi si fa altro per 6 ore, infine si dedicano 2 ore a scegliere una patologia, inventarsi una storia per descriverla proponendo un'alternativa non farmacologica e quindi decidere come metterla in scena. Nell'appuntamento successivo infine i ragazzi la interpretano, e noi li riprendiamo (il montaggio per motivi di tempo viene fatto direttamente da noi). In sostanza, 7 ore per approfondire, 1 ora per inventare, 2 ore per interpretare. Ma tieni presente che il video NON è il prodotto finale, ma uno dei tanti passaggi educativi che vengono affrontati dai ragazzi.”

Si tratta della dimensione performativa della costruzione e messa in scena di un digital storytelling. Prosegue Sergio: “Penso che la teatralità intesa come mettere in scena un personaggio per ‘sentirsi addosso’ i suoi pensieri, le sue azioni, le sue emozioni sia molto importante. Ci sono ragazzi che il giorno dopo aver interpretato una persona col mal di gola ce l'avevano davvero!”.

Educare a narrare significa anche educare a pensare, con uno sguardo critico verso le narrazioni in cui siamo immersi e abilità espressive di narrazioni personali: “in classe, cerchiamo di costruire narrazioni critiche e parodistiche rispetto alla comunicazione pubblicitaria.”

 

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Educare a narrare significa educare a pensare, con sguardo critico verso le narrazioni in cui siamo immersi @F_Memini

 

Le narrazioni che portano cambiamento

Farmaco-logico mostra come gli strumenti digitali e narrativi possono essere utili per la promozione della salute. Anche se non siete studenti delle scuole medie e superiori, vi consiglio di guardare i video realizzati http://www.saluteducazione.it/farmaci-2015-2016/ per cogliere alcuni aspetti che mi sembrano interessanti e utili anche per chi si occupa di comunicazione e di social media.

Per esempio:

  1. sono divertenti (è evidente che i ragazzi si sono divertiti nel realizzarli) e coinvolgenti;
  2. sono co-costruiti, frutto di un’elaborazione collettiva e partecipe;
  3. suonano “veri” per quest’audience specifica (parlano ai ragazzi usando il loro linguaggio e le loro parole);
  4. sono condivisibili online e, data la loro natura testuale, si prestano a nuovi processi comunicativi e interpretativi.

 

Vi invito anche a porvi qualche domanda. Per esempio: sono buone storie? Dove per buone storie intendo storie che portano a un cambiamento concreto nei comportamenti.
E ancora: si può esportare questo modello anche su un pubblico più adulto?
Quanto siamo educati a decodificare le narrazioni, interpretarle e costruirne di nuove, proprio noi che ci occupiamo di comunicazione digitale e social network?
E infine: che cosa avrebbero combinato un gruppo di blogger e di influencer al posto degli studenti? 

 

 




 

 

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Francesca Memini

Una formazione in filosofia, l’esperienza nel farma e alcuni punti fermi: sii autentica, ascolta e scegli ciò che ti migliora. Osservo come sta cambiando il mondo della salute, tra Digital Health e Medicina narrativa, e cerco di fare il mio pezzettino per favorire un cambiamento positivo, con quello che so fare: scrivendo.

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