Storie italiane, cronache di un Paese che ce la fa

Dicono che in Italia non ci sia lavoro e che sia difficile, se non impossibile, fare impresa. Eppure, se soltanto impariamo a guardare le cose da un punto di vista differente, ci rendiamo conto che cambiare vita e inventarsi un’attività è assolutamente fattibile, anche nel nostro Paese. Basta abbandonare il mito del posto fisso ed esplorare nuove (o antiche) vocazioni.

C’è un Paese lungo e stretto, disteso tra l’Europa e l’Africa, povero di materie prime ma ricco di storia, di creatività e di posti bellissimi da visitare. Monumenti famosi in tutto il mondo, spiagge e montagne uniche, città e paesi diversi tra loro e ricchi di tradizioni, di specialità enogastronomiche e di eventi.

Quel Paese, il nostro, da sempre produce cultura, musica, arte, ma in poco più di 50 anni è stato trasformato in una potenza industriale, inevitabilmente destinata a crollare su se stessa, rinnegando la sua vocazione naturale e portandolo ad un lento ma inesorabile declino.

Oggi in Italia è difficile trovare lavoro, le fabbriche chiudono o delocalizzano, il commercio collassa, distrutto dalla grande distribuzione e dalla scarsa lungimiranza dei suoi operatori, incapaci di capire in quale direzione stessimo andando, dalla fine degli anni ‘90 in avanti, e quali fossero le strade da prendere e le strategie da attuare.

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Aziende che chiudono, fuga di cervelli: impossibile fare business in Italia?
#Italiadisuccesso #YBC @Cla_Gagliardini

 

Solo in prossimità dell’anno 2000, in vista del grande Giubileo, le nostre istituzioni hanno ritenuto improrogabile l’introduzione dei bed and breakfast nell’offerta turistica nazionale, iniziando un lento processo di riavvicinamento a quella che è la vera natura del Paese: una vocazione turistica tutta da scoprire, lontana anni luce dai fasti ormai in decadenza della riviera romagnola e di poche altre mete già sfruttate e consumate nel corso degli anni.

Da quel momento in poi molti italiani hanno iniziato a capire che il posto fisso, oltre ad essere ormai una chimera, non rappresenta sempre un’opportunità, ma molto più frequentemente un limite e una “gabbia” da cui cercare di uscire, reinventadosi un lavoro e uno stile di vita.

Questo Paese potrebbe vivere esclusivamente di turismo, di arte e di cultura? Probabilmente no, ma c’è chi è riuscito a ricavarsi una sua dimensione, mettendo in piedi piccole aziende che funzionano e che stanno diventando dei punti di riferimento e degli esempi da seguire.

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Italia: solo #arte, #turismo e #cultura? Forse no ma con un po’ di inventiva... 
#Italiadisuccesso #YBC @Cla_Gagliardini

 
 

Di questo mi occuperò, nei prossimi mesi su yourbrand.camp, andando a scovare e a conoscere realtà che stanno funzionando nel nostro Paese, in quegli ambiti. Aziende e imprenditori che stanno assecondando la vocazione della nostra penisola e che ne stanno facendo un posto migliore, dove far soldi e girare in Ferrari non è la priorità assoluta.

Alla faccia di chi ha distrutto il territorio, ricoprendolo di cemento e di immondizia per fare facili guadagni a discapito di tutti gli altri, questi pionieri di “un’altra Italia” stanno dimostrando che si può uscire dal tunnel di una crisi sistemica, strumentalizzata e pilotata dai soliti pochi che speculano sulle vite degli altri.

Da soli, spesso intralciati, piuttosto che aiutati dalle istituzioni, stanno pazientemente ricostruendo un tessuto ormai logoro e sfilacciato, ricreando una filiera che sappia tenere in piedi un modello finalmente sostenibile.

Non si tratta di geni o di campioni, ma di individui che hanno cercato una strada diversa e che oggi stanno lavorando bene, con profitto, nella direzione della sostenibilità ambientale, della qualità del prodotto e della spendibilità in termini culturali e turistici della propria attività, integrandola in un nuovo circuito, che lentamente sta prendendo forma.

Sono questi gli italiani che faranno davvero l’Italia, ad oltre 150 anni dalla sua unificazione. Sono loro che daranno l’esempio e che favoriranno una sensibilità nuova. Noi cercheremo di conoscerli e di guardare da vicino quello che stanno facendo.

 

Claudio Gagliardini

Sono un esperto di Webmarketing,  Social Media Marketing e Digital PR. Non sono un nativo digitale, ma sono un'entusiasta sostenitore della Digital Transformation e della necessità di (in)formare le aziende, i professionisti e la società civile sul grande cambiamento in atto. Quando, come e perché utilizzare i Social Media e le piattaforme della rete all'interno di una strategia di marketing è il fulcro del mio lavoro.

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