Big Data e Personal Data: nuovi strumenti per il marketing nell'industria creativa

Big data ed entertainment, una fonte incalcolabile di risorse. Due esempi eclatanti? Il caso Netflix e la trovata geniale della rock band Iron Maiden. 


Forse non sapete che il nostro Marketing Camp ha il privilegio di collaborare con la cattedra di Digital Marketing di Sapienza Università di Roma, Facoltà di Economia. Grazie a Maria Vernuccio, titolare della cattedra, abbiamo pensato di dare visibilità ad alcune ricerche originali condotte dagli studenti in occasione della redazione della tesi magistrale. Pubblichiamo oggi una sintesi della Tesi magistrale di Francesco Pellegrini, che ringraziamo per condividere con noi i suoi studi e le sue ricerche. 
 

Cosa sono e come nascono i Big Data ?

Il termine Big Data indica un enorme volume di dati generati in rete che possono essere integrati, analizzati e presentati in modo tale da fornire in breve tempo una risorsa informativa di notevole importanza per i decision maker e per le strategie di marketing.

I Big Data si caratterizzano per tre fondamentali aspetti: volume (si ragiona in termini di zettabytes), velocità di elaborazione (si tende verso l’analisi in real-time) e varietà dei dati (diventa possibile aggregare ed analizzare dati in formati diversi non strutturati quali foto, file audio e video, dati provenienti da sensori, tabelle relazionali di informazioni contenute nei datawarehouse aziendali).
 

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Con i Big Data è possibile aggregare e analizzare dati di ogni formato in real time.

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Le informazioni vengono generate continuamente a partire dalle nostre azioni quotidiane: utilizzando smartphone, geolocalizzatori, facendo ricerche online, effettuando acquisti in rete, interagendo con social networks o con la navigazione su pagine web.
Siamo noi utenti in prima persona a generare questo importante patrimonio di informazioni che le aziende intercettano e mettono a frutto. All’interno dei Big Data assumono grande importanza i Personal Data, cioè le informazioni di carattere personale riferite ad un singolo individuo; informazioni sempre più rilevanti per il marketing digitale, ma anche sempre più complesse da gestire per via delle norme sulla privacy.
 

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Big Data e musica: concrete possibilità per rilanciare il mercato e i suoi attori.

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Due esempi di Big Data che forniscono sostegno all’industria creativa

Lo spunto è stato fornito dai casi Netflix e Iron Maiden (casi di primo approccio dell’industria creativa ai Big Data).
La piattaforma OTT TV Netflix, nel 2011, ha deciso di provare a produrre internamente delle serie TV che potessero andare incontro alle aspettative e ai gusti dei propri abbonati. Per fare questo Netflix ha sfruttato l’immensa mole di dati a disposizione riguardanti gli utenti della piattaforma: programmi più visti, tipologie di format più gradite, orari e giorni della settimana con audience più elevati, scene più riviste, etc.

I risultati hanno ispirato gli sceneggiatori a produrre due vere e proprie serie TV di notevole successo: “House of Cards” e “Orange is the new black”. Per la serie “House of Cards” in particolare, anche la scelta degli attori principali è dipesa dalle preferenze degli utenti della piattaforma. Si parla di serie TV di enorme successo, vendute in decine e decine di Paesi in tutto il mondo!
 

fonte: http://cdn.bgr.com/2015/11/netflix-movie-recommendations-mood


Il secondo caso riguarda gli Iron Maiden: la rock band britannica è stata la prima a comprendere parte delle potenzialità che i dati possono generare per il mercato musicale.
Come? Nel 2013, la band ha deciso di trattare il fenomeno della pirateria in modo molto insolito: grazie ad una società specializzata, la Musicmetric, sono stati tracciati i flussi dei download illegali provenienti da Bit Torrent per scoprire le aeree geografiche più dense di fans.

I risultati hanno evidenziato un elevato indice di gradimento della band in Sudamerica (dato che non emergeva dalle vendite ufficiali dei loro album), un dato tanto determinante da organizzare una serie di concerti tra Brasile, Cile, Argentina e Colombia.
Le revenue del tour in America latina sono state incredibili: il solo concerto a Rio de Janeiro ha permesso alla band di incassare oltre 2,5 milioni di dollari e sui social in due anni la band ha registrato un incremento di popolarità di circa 3 milioni di utenti. Gli Iron Maiden sono stati in grado di monetizzare e dare valore alle attività di utenti e fans che scaricavano la musica con soluzioni illegali.
 

fonte: http://ironmaiden.com/fefiles/Santiago4.jpg


Un lungo elenco di benefici

Oltre a quello che i casi Netflix e Iron Maiden hanno già evidenziato, i benefici che i Big Data possono apportare all’industria creativa per società e operatori del settore sono molteplici: i Big Data Analytics possono permettere una maggiore trasparenza nelle negoziazioni di contratti (ad esempio tra collecting societies e broadcaster televisivi per l’utilizzo delle opere), consentono lo sviluppo di analisi predittive circa i generi musicali o i fattori chiave di successo per un determinato contenuto, prodotto o artista.

Anche il segmento dei concerti e degli eventi viene influenzato positivamente con l’ottimizzazione dei diversi aspetti legati all’organizzazione (location, data, prezzo d’ingresso) soprattutto in un periodo storico in cui i dischi vendono poco e nulla e in cui i ricavi da digitale non sono ancora al livello dei ricavi provenienti da prodotti fisici.
Un ulteriore aspetto è costituito dalla promozione: diventa concreta la possibilità di generare offerte sempre più personalizzate ed in tempo reale rispetto ai bisogni degli utenti, aspetto molto importante specialmente per intermediari digitali come Spotify, Deezer o lo stesso Youtube.
 

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Un artista attivo sui social genera fan, community e tendenze. 

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