Quale Marketing Digitale? La parola alle aziende [Infographic]

Di quale marketing digitale hanno bisogno le aziende? C’è spazio per un approccio più autenticamente collaborativo? La risposta, sia nel breve sia in prospettiva, è assolutamente incoraggiante. Un'Infografica da una ricerca condotta dalla Cattedra di Digital Marketing della Facoltà di Economia di Sapienza Università di Roma.

YourBrand.Camp nasce dopo una lunga osservazione e gestazione, necessaria  per  creare una proposta che rispondesse a bisogni veri. Parte di questo impegno è stata la sperimentazione continua  negli anni con i nostri progetti The Talking Village, da cui abbiamo imparato moltissimo. Un'altra parte è stata anche la ricerca con i principali attori che intendiamo mettere in contatto: le aziende e i blogger.

Come anticipavo nel post precedente, abbiamo condotto ricerche quantitative e qualitative. Qual è la differenza?

Mentre la ricerca quantitativa restituisce una descrizione  statistica della realtà – uno studio statisticamente valido è uno studio che, se ripetuto, darà entro un certo margine di tolleranza sempre lo stesso risultato – la ricerca qualitativa serve invece a scavare più a fondo, a fornire interpretazioni, a scoprire il perché dei fenomeni che vengono osservati. E questo si ottiene solo parlando con la gente, ascoltando, andando oltre la superficie delle loro risposte razionali e cogliendo gli aspetti emotivi.

Pertanto, quando osservate dei dati,  dovete sempre sapere questo:

  • Se la metodologia di raccolta di quei dati è stata qualitativa, va dichiarata come tale, allo scopo di fornire insight psicologici, indicazioni per l’interpretazione di  fenomeni e trend, ma senza valore statistico.
  • Se è quantitativa, il documento di ricerca deve sempre riportare: l’entità e la composizione del campione (quanti soggetti intervistati, scelti come, rappresentativi di quale popolazione?) e la metodologia di raccolta (questionario? Intervista telefonica? Domande chiuse o a risposta multipla? Etc etc...), tutte informazioni necessarie per la validità statistica dei risultati, di cui sopra.

La facilità con cui nel web si diffondono pseudo-studi, vestiti con una bella grafica,  può far perdere di vista completamente questi semplici requisiti, senza i quali una fonte è priva di qualsiasi solidità.
 

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Nel web si diffondono pseudo-studi.
#MarketingConversazionale #YourBrandCamp #YBC @FlaviaRubino666


 


Volendo contribuire  a creare una cultura digitale di management, spesso intervengo in Master universitari o post-universitari, e mantengo strette relazioni con ambienti accademici come SDA Bocconi, Luiss e Sapienza. 
Da una piccola survey iniziale condotta da The Talking Village, è nato quindi uno studio più ampio, condotto su un campione di un centinaio di manager italiani di aziende di medio-grandi dimensioni, coinvolti nella digitalizzazione del marketing. Lo studio è stato realizzato con il prezioso aiuto della Prof. Maria Vernucccio, della Cattedra di Digital Marketing della Facoltà di Economia dell’universtità Sapienza di Roma, e due suoi laureandi che ringrazio di cuore: Carol Habib e Claudio Riolino.

L’argomento, la nostra  domanda fondamentale, era: di cosa hanno bisogno le aziende? Quale tipo di marketing digitale? C’è spazio per un marketing più autenticamente collaborativo? La risposta, sia nel breve sia in prospettiva, è stata assolutamente positiva e incoraggiante.
Una parziale sintesi dei risultati dello studio, con i dati numericamente più significativi, è nell’infografica che trovate di seguito. Ma torneremo a parlarne spesso.

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Dalla sola reputazione a contenuti e relazioni autentiche.
#MarketingConversazionale #YourBrandCamp #YBC @FlaviaRubino666

 

 

  • Il marketing digitale viene visto soprattutto come uno strumento di gestione dell' immagine / reputazione. In misura inferiore,vengono attribuiti al digital obiettivi di soddisfazione del cliente, comprensione dei bisogni e vendita (ovviamente noi leggiamo questi numeri più bassi come una grande opportunità di formazione e sviluppo)
     
  • Tra le aree di miglioramento/opportunità ci sono nuovamente la brand reputation, ma anche l’integrazione online-offline (dal web al punto vendita, insomma?) , i contenuti  e le relazioni. Come diciamo spesso su YBC: occorrono persone rilevanti per progetti rilevanti.
     
  • Il tema dei contenuti e delle relazioni ritorna spesso: alla domanda sulle immediate priorità di investimento, la maggiorparte delle risposte indica Social Network, relazioni con gli  influencer, monitoraggio della reputazione. La cocreazione è tutta da da sfruttare:  il 53% la indica come “raramente” o “mai” presente nell’attuale pianificazione, ma l’approfondimento qualitativo delle dichiarazioni mostra un sicuro interesse dei manager verso quest'aspetto.
     
  • Legandoci al punto precedente, la propensione delle aziende verso servizi che facilitino la relazione, la generazione di idee e le campagne di PR è molto alta.

 

Volete saperne di più? Per qualsiasi approfondimento scrivetemi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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Flavia Rubino

Prima direttore marketing e globetrotter in grandi aziende del largo consumo, poi fondatrice di The Talking Village e di YourBrand.Camp : crede che i tanti pregiudizi negativi sul marketing siano solo la conseguenza di quello fatto male, e che ancora troppo poco si sappia di quello fatto bene.

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