Robert Kelly: Professore e famiglia, webstar per caso

Un pacato Professore di Scienze politiche e la sua intervista da casa, in diretta sulla BBC, in uno di quei classici interventi cui solo gli addetti ai lavori sono normalmente interessati. All’improvviso una scintilla, che regala a lui e alla sua famiglia una fama internazionale del tutto inaspettata. È il bello della diretta, avremmo detto anni fa, ma oggi è tutto cambiato.

 


“Ho commesso un piccolo errore, che ha trasformato i miei familiari in YouTube star”, ha dichiarato il professor Robert Kelly dopo l’episodio che ha fatto il giro del mondo e ottenuto milioni di visualizzazioni.

 

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Kelly e la BBC: un piccolo scivolone domestico è trasformato nella madre di tutti i video virali del web

@Cla_Gagliardini #YBC

 

Kelly è quello che un tempo avremmo definito un “grigio” e anonimo Professore di Scienze politiche, specializzato in “East Asian affairs” alla Pusan National University in Corea del Sud, sicuramente apprezzato nel suo ambito ma pressoché sconosciuto alle masse.

In una giornata come tante altre, il professor Kelly viene intervistato in diretta su BBC News, sui cui schermi appare sobrio ed elegante nel suo studio. Non ha nessuna importanza se quella stanza sia all’interno dell’università in cui lavora o in un qualche ufficio, ma nel corso dell’intervista appare chiaro che essa si trova invece nella casa del professore e che la porta dello studio non è stata chiusa a chiave, prima di aprire la diretta.

 

 

È questo il piccolo errore cui fa riferimento Kelly, che nel breve volgere di qualche secondo vede irrompere nello studio la figlia di quattro anni e, poco dopo, il figlio più piccolo sul girello, inseguito in scivolata dalla moglie, in evidente imbarazzo (se non addirittura nel panico). Una scena surreale, soprattutto se si pensa che la moglie stessa è intervenuta a rimediare quando ha visto in diretta TV, sul divano, l’ingresso in stanza della figlia, precipitandosi a riprendere lei e il piccolino, che evidentemente l’aveva seguita.

 

Pochi secondi di assoluta irritualità, per la compassata BBC e per il pacato professore, che trasformano l’intervento di un esperto di politica internazionale in una macchietta dall’altissimo potenziale virale. In quei pochi attimi Marion, la figlia, James, il bimbo di 8 mesi e Kim Jung-A, la moglie, da molti erroneamente ritenuta la tata dei figli, diventano involontariamente star del web, in un video che ha già collezionato più di cento milioni di visualizzazioni, tra YouTube, Facebook & Co.

L’imbarazzo e la paura iniziali, per Kelly e la moglie, infatti, si sono trasformati presto in una importante scelta da fare: autorizzare o no la BBC a pubblicare l’intervista sui propri canali sociali, come immediatamente richiesto? Lasciare che questo episodio si perdesse nell’oblio della diretta o consegnarsi alla rete e alla sua ironia?

La scelta di Kelly e famiglia è stata coraggiosa, ma alla fine ha trasformato un piccolo scivolone domestico nella madre di tutti i virali del web, in grado di generare milioni di visualizzazioni e svariate parodie, oltre che fiumi di parole sui media di tutto il mondo.

 

Ovviamente tra le tante voci non sono mancate le critiche, per aver dato in pasto alla rete i due bambini del professore, ma ciò che sembra assolutamente chiaro, anche da questo episodio, è che la gente ha bisogno di verità, di spontaneità, di momenti che fino a qualche anno fa avrebbero generato sdegno e rovinato la giornata agli sfortunati protagonisti del pasticcio, mentre oggi diventano contenuti esplosivi, unanimemente apprezzati e ottimi per movimentare gli account sociali, oltre che per smuovere un po’ di tenerezza e di empatia nelle persone, sempre meno disposte a puntare il dito e a storcere il naso, di fronte ad episodi di questo tipo.

 

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I media sono affamati di volti nuovi ecco perché rincorrono i social media e i reality show

@Cla_Gagliardini #YBC

 

Cosa impariamo da questo episodio?

Nulla di particolarmente nuovo, rispetto ai meccanismi della viralità. L’imprevisto e il pasticcio piacciono, fanno ridere, proprio come la gente che cade nelle comiche e si propagano in rete alla velocità della luce. A differenza delle comiche, tuttavia, questo accade quando lo scivolone è vero, autentico, genuino e non studiato a tavolino.

Nessuna sorpresa neppure per quel che riguarda la decisione della BBC di chiedere al professor Kelly il permesso di pubblicare l’episodio sui social, così come non sorprendono le moltissime richieste ricevute dalla famiglia Kelly di apparire ancora in TV, per parlare dell’accaduto e per battere a caldo il ferro della loro inaspettata popolarità.

La lezione più importante che emerge è forse proprio questa: i media sono affamati di volti nuovi, mentre continuano a riproporre ossessivamente i vecchi. Ecco perché rincorrono affannosamente i social media e i reality show, cercando tutto quello che può essere dato in pasto alle masse e trasformato in audience. Nemmeno questa è una novità, ma chiunque si occupi di comunicazione e di marketing non può e non deve ignorare questa realtà.

Questo non significa che le aziende debbano investire in ricerca di contenuti e personaggi potenzialmente virali, ma comprendere a fondo queste dinamiche è fondamentale, per capire il motivo per cui il vecchio linguaggio della pubblicità non ha alcuna possibilità, sui canali sociali.

 

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Il vecchio linguaggio della pubblicità non ha alcuna possibilità sui canali Social

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Su Facebook, YouTube & Co. la gente cerca altro che semplici spot e, soprattutto, cerca realtà, non finzione. La finzione viene dopo, semmai, nelle parodie che seguono episodi come questo (sui quali le aziende potrebbero forse concentrarsi), ma non è più digerita a monte, dove le persone cercano verità e spontaneità. Doti che spesso vengono riconosciute a blogger, influencer, tuber, iger e altre figure della rete, i cui contenuti superano di gran lunga quelli delle aziende, quando liberi da condizi

 

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Su Facebook, YouTube & Co. la gente cerca altro che semplici spot e, soprattutto, cerca realtà, non finzione

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Claudio Gagliardini

Sono un esperto di Webmarketing,  Social Media Marketing e Digital PR. Non sono un nativo digitale, ma sono un'entusiasta sostenitore della Digital Transformation e della necessità di (in)formare le aziende, i professionisti e la società civile sul grande cambiamento in atto. Quando, come e perché utilizzare i Social Media e le piattaforme della rete all'interno di una strategia di marketing è il fulcro del mio lavoro.

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