Video Marketing: avete provato Periscope?

Semplice da usare, comodo e pratico perché la sua App permette di usarlo dallo smartphone, in mobilità. Sono queste le carte vincenti di Periscope, un’applicazione di live streaming che consente di interagire in tempo reale con gli utenti, mentre essi guardano quello che stiamo facendo o l’evento cui stiamo assistendo. Un ottimo strumento, anche per il marketing.

A marzo del 2015 Twitter ha fatto un acquisto importante, rilevando la App per video streaming Periscope, al costo di 100 milioni di dollari. Una cifra importante per la startup creata pochi mesi prima da Kayvon Beykpour e Joe Bernstein, che in poco tempo conta già oltre 100 milioni di broadcast.

Non si tratta di un’acquisizione temeraria perché questa App ha nel suo DNA molto dello spirito originario di Twitter: raccontare il mondo in tempo reale, partendo da se stessi fino ad arrivare alle notizie e ai fatti. Se si poteva immaginare un’evoluzione per il social media che in molti definiscono un “information network”, questa era sicuramente in linea con quanto progettato dai ragazzi di Periscope.

La loro idea era quella di costruire qualcosa che potesse avvicinarsi al teletrasporto, piuttosto hanno realizzato una App di infotainment, semplice da usare, veloce, in grado di sfruttare la potenza della rete mobile e le capacità degli smartphone per raccontare in diretta quello che facciamo o che vediamo.
 

Come funziona Periscope?

Il suo meccanismo è davvero semplice: possiamo seguire chi vogliamo proprio come su Twitter (e a partire dagli utenti che già seguiamo su quella piattaforma), oppure arrivare ai video da guardare attraverso una cartina geografica del pianeta, che ci indica i video che sono in quel momento in diretta e quelli che si sono conclusi da poco.

La caratteristica di questa piattaforma è che i video restano online per sole 24 ore, trascorse le quali una copia del video trasmesso sarà disponibile soltanto sul nostro dispositivo, per essere eventualmente caricato altrove. Questo consente di focalizzarsi sul vero obiettivo di questo genere di applicazioni: raccontare il presente.
 


 

Quello che molti non comprendono, infatti, rispetto ai social media in generale, è che il successo che cerchiamo di cogliere su queste piattaforme si basa sostanzialmente sulla nostra capacità di esserci, in modo costante, sempre “sul pezzo” e pronti ad interagire con gli altri. Su Periscope questo avviene in tempo reale e senza filtri. Appena iniziamo la nostra diretta, infatti, gli utenti che stanno utilizzando la piattaforma inizieranno ad entrare nella nostra live e a guardare cosa stiamo trasmettendo, con la possibilità di interagire con noi attraverso una chat dedicata e l’uso di cuoricini, che indicano apprezzamento e si sommano in un contatore sul nostro profilo, come indicatore di gradimento generale delle nostre dirette. Ovviamente possiamo bloccare gli utenti che ci insultano o che disturbano la trasmissione, ma l’aspetto più interessante è che possiamo interagire con loro, in tempo reale, rispondendo alle loro domande o assecondando le loro richieste.

Un App semplice ma in grado di distogliere parecchi utenti dalla TV per un assaggio di realtà vera, non filtrata, genuina ed autentica. Le trasmissioni che passano su Periscope sono per lo più fatte da utenti comuni, infatti e, anche quando dietro allo smartphone c’è una celebrity, nella maggior parte dei casi il suo approccio è semplice e diretto.
 

Può essere un valido strumento di marketing?

Ecco perché questo canale può essere adatto alle aziende e ai professionisti che vogliono interagire con il proprio target ad un livello più alto, rispetto a quello degli altri canali. Su Periscope le maschere calano e la conversazione è diretta, spontanea e priva di sovrastrutture.

 

Tweet: yourbrand.camp

Su Periscope le maschere calano e la conversazione è diretta, priva di sovrastrutture
Di @Cla_Gagliardini su #YBC

 

 

Periscope può essere un ottimo canale complementare, rispetto a quelli che già utilizziamo per il nostro social media marketing mix. Un canale che, più di molti altri, ci aiuta a capire che la strategia non può e non deve prevaricare la nostra capacità di instaurare relazioni e di cercare l’interazione e il coinvolgimento degli utenti. La strategia, infatti, ci serve per non disperdere i nostri sforzi e per perseguire obiettivi chiari, quanto più possibile univoci e capaci di far crescere la nostra azienda. Spesso, però, essa finisce per rompere gli argini della progettualità, esondando nell’operatività e nella comunicazione dell’azienda, che non è libera di utilizzare i canali di relazione ed i touchpoint con quella vena di spontaneità e di estemporaneità che distingue le cose autentiche da quelle artefatte.

Periscope ci può davvero aiutare a capire cosa funzioni, in termini di comunicazione e di marketing e cosa invece non piaccia più alle persone, che oggi cercano qualcosa di nuovo, di più semplice da fruire e di meno “imbalsamato”.

 

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Fare marketing con Periscope? Si può? Si ed è ora di capirlo.
Di @Cla_Gagliardini su #YourBrandCamp

 

 

Sono molti, soprattutto negli USA, i professionisti che si stanno lanciando su questa piattaforma per raccontarsi, per raccontare quello che fanno e per interagire con gli utenti in relazione alle loro curiosità, alle loro esigenze e alla loro necessità di essere aiutati nelle scelte che fanno. Anche molte aziende si stanno mettendo in gioco. Si tratta per lo più di piccole realtà, che non hanno paura a metterci la faccia e che non debbono scalare fino ai piani alti per decidere se e come utilizzare questo media.
 

Conclusioni

Non abbiate dunque paura di sperimentare Periscope. Anche Facebook, Google con Hangout e già da tempo YouTube stanno concentrando i loro sforzi sulla risorsa costituita dal live streaming. In breve, questa modalità diventerà uno standard della comunicazione sui social media e nessuno potrà più ignorarla.

 

Tweet: yourbrand.camp

Il #livestreaming diventerà standard di comunicazione sui social media
Di @Cla_Gagliardini su #YourBrandCamp

 

 

Partire oggi con un’audience ancora bassa e con pochissimi competitor attivi, in Italia, significa rischiare poco e precorrere i tempi, ritrovandosi in una posizione di vantaggio competitivo nell’arco di pochissimi mesi.

Non serve necessariamente un piano editoriale ma la costanza di fare live ogni giorno, anche solo per pochi minuti, affrontando i temi del giorno e raccontare la propria azienda per quello che è, senza filtri e senza finzione.

 

 

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Claudio Gagliardini

Sono un esperto di Webmarketing,  Social Media Marketing e Digital PR. Non sono un nativo digitale, ma sono un'entusiasta sostenitore della Digital Transformation e della necessità di (in)formare le aziende, i professionisti e la società civile sul grande cambiamento in atto. Quando, come e perché utilizzare i Social Media e le piattaforme della rete all'interno di una strategia di marketing è il fulcro del mio lavoro.

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