Videomarketing che funziona: il caso "Tocchiamoci" della Fondazione Umberto Veronesi

La fondazione Umberto Veronesi porta avanti una campagna di prevenzione oncologica contro il tumore ai testicoli, la cui promozione è affidata ad un video in cui un carro funebre gira per Roma provocando la più classica delle reazioni scaramantiche.

 

Se per molti la viralità è soltanto uno sfizio, un successo di cui vantarsi con gli amici o attraverso il quale tentare la strada verso la popolarità (es. Frank Matano, Fabio Rovazzi e pochi altri), per un ente no profit come la Fondazione Umberto Veronesi essa rappresenta un obiettivo strategico, che permette di spendere meno in pubblicità e investire di più nella ricerca.

 

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Per enti #noprofit e fondazioni la #viralità è un obiettivo strategico

@Cla_Gagliardini #tocchiamoci @Fondaz_Veronesi

 

Un obiettivo difficile da perseguire, perché il registro di comunicazione adatto a far schizzare un video da una bacheca all’altra è qualcosa di molto diverso, da quello che tradizionalmente è utilizzato per argomenti e tematiche come quelle trattate dalla fondazione.

Le dinamiche della rete, tuttavia, stanno modificando profondamente la sensibilità delle persone, mettendo aziende, associazioni e organizzazioni di ogni genere nella condizione di liberare la fantasia dei creativi e di commissionare azioni più incisive, meno “imballate” e più adatte all’obiettivo: diventare virali.

A dire la verità non è la prima volta che questo accade, nell’ambito della medicina e della ricerca. A partire dal famoso Ice Bucket Challenge e passando per il riuscitissimo spot del 2016 a favore della ricerca sulla Sma interpretato da Checco Zalone, non rari sono stati i casi in cui Onlus, fondazioni e organismi di ogni genere hanno tentato con fortuna questa strada.

 

 

Tocchiamoci” è una campagna di prevenzione oncologica contro il tumore ai testicoli, che la Fondazione Umberto Veronesi ha commissionato all’agenzia McCann Worldgroup. La campagna è incentrata su un video in cui Nic Bello, ex inviato delle Iene, sottopone i passanti ad un divertente esperimento sociologico.

Un carro funebre vuoto circola per le vie di Roma, in una fredda giornata d’inverno, suscitando in alcuni il classico gesto scaramantico della toccata ai testicoli. Un gesto ancora molto diffuso nel nostro Paese, che consente a Nic Bello di interagire con i passanti, rilanciando il claim della campagna: “Ti tocchi le palle per tenere lontana la sfortuna. Ma sai toccarti i testicoli per prevenire il tumore?

Il video, pubblicato su Facebook e Youtube, ha raccolto poco meno di 1 milione di visualizzazioni in pochi giorni, rimandando il pubblico al sito www.tocchiamoci.it, creato appositamente per l’occasione, che offre informazioni sulla patologia del tumore ai testicoli e che contiene un tutorial per imparare a eseguire una corretta autopalpazione.

 



La sfortuna del tumore è dunque sconfitta da un antico gesto apotropaico che, se eseguito nel modo corretto, diventa un valido strumento di autoprevenzione.

 

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Le dinamiche della viralità: sono semplici, ma ad alto tasso di creatività! 

@Cla_Gagliardini #YBC #tocchiamoci 



Cosa impariamo da questo esempio?

Le dinamiche della viralità sono relativamente semplici da individuare, ma per scatenarle bisogna ricorrere ad un tasso elevatissimo di creatività. In questo caso il gancio era relativamente semplice da individuare, ma a posteriori è semplicissimo vedere i nessi e le connessioni, oltre al fatto che ci vuole coraggio, una volta trovati link interessanti, a metterli sul campo per quello che sono e con tutti i rischi che comportano.

Ci sono migliaia di realtà che, pur a fronte di idee e suggestioni di sicuro successo, finiscono per tirarsi indietro appena individuano fattori di rischio reputazionale oppure legati al tone of voice o agli standard di comunicazione, spesso del tutto imbalsamati, quando si parla di fondazioni e di enti in ambito scientifico.

Perseguire la viralità significa rischiare, su questo non ci sono dubbi. Osare, stupire, divertire e uscire dagli schemi più classici e più collaudati, per sperimentare strade nuove e provocare reazioni forti, decise e in grado di stampare il messaggio nella mente e nei cuori delle persone.


 

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Perseguire la #viralità significa rischiare, sperimentare strade forti e provocare reazioni. 

@Cla_Gagliardini #YBC 





 

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Claudio Gagliardini

Sono un esperto di Webmarketing,  Social Media Marketing e Digital PR. Non sono un nativo digitale, ma sono un'entusiasta sostenitore della Digital Transformation e della necessità di (in)formare le aziende, i professionisti e la società civile sul grande cambiamento in atto. Quando, come e perché utilizzare i Social Media e le piattaforme della rete all'interno di una strategia di marketing è il fulcro del mio lavoro.

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